Citazione di: Tarallo il 25 Mag 2014, 16:10
Ma io non costruisco una narrativa e soprattutto non voglio che le castagne di tolgano dal fuoco. Io l'ho messa in un contesto di strategia che passa per la loro valorizzazione, i risparmi ad essa associati e i conseguenti investimenti importantissimi da me descritti.
Per me si può costruire una squadra da podio in considerazione dell'assenza dall'Europa.
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la valorizzazione passa per mandarli a giocare altrove, in B e in A quelli più promettenti, non costruendoci un terzo della rosa della Lazio.
Questo è solo un modo per risparmiare e non sostituire giocatori che vengono ceduti (o i cui ingaggi scadono).
E' chiaro che i Keita te li tieni. Ma Keita è uno, non è che le sue qualità agiscono per proprietà transitiva.
Gli altri vanno testati, vanno seguiti e vanno inseriti.
Non si fa con 7 giocatori cari miei, non mi venite a raccontare storie.
Quei giovani, per altro, hanno bisogno di giocare, non di fare le riserve di Ledesma quanno se fa male, ma speramo che ce regga sempre.
Ti tieni i Keita anche perché i Keita giocano, trovano lo spazio perché già pronti per il livello della tua squadra, a prescindere da infortuni e squalifiche. Due per anno. Cataldi e Tounkara? Essia.
Ed è un pezzo.
Gli altri trovano spazio in squadre inferiori (B o le ultime di A, come dicevo). Ed è l'altro.
Questa è programmazione sui giovani.
Così invece diventano lo specchietto per le allodole perché al posto di tre pilastri ne vuoi comprare solo due.
Abbiamo utilizzato come alibi Kozak per DUE ANNI, esattamente in questo modo.
Mi sono rallegrato dell'ottima operazione in uscita che comportò, un po' meno per i due anni buttati per lui e per noi, in cui abbiamo sfiorato quello che magari senza alibi e con un altro attaccante avremmo conquistato.