Quanti ricordi...
Esordisco anch'io con una vittoria, ignaro di cosa stia succedendo. Pare che mia nonna fosse la persona deputata a zittire i miei pianti durante le partite. Ho una foto che mi ritrae imbandierato; lì, nonostante la violenza subita, me la rido.
Dell'86 mi ricordo più di Maradona che dell'Italia. Che figlio di puttana (inteso come complimento). Mi ricordo che non mi capacitavo che gli avessero concesso il gol di mano (vivevo ancora nel mondo dei giusti, in cui l'errore non era contemplato).
Del 90 invece ricordo tutto, anche se all'epoca non capivo niente di tattica. Vivo l'eliminazione dell'Italia come una beffa, ma tutto sommato va bene così.
Per la prima e ultima volta vado allo stadio a vedere una partita della Nazionale: Italia-Stati Uniti. Il ricordo che ho è negativo. Primo, per il gol (ovvio) del principe dei putridi; secondo, perché il clima in confronto alle partite della Lazio mi è sembrato quasi finto: tutti si vogliono bene, la ola (la detestabile ola), le bandiere tricolori, e soprattutto la totale mancanza di veleno, in campo e tra gli spettatori, quella sensazione intestinale che con quella partita lì ti stai giocando la vita.
A proposito di Ciao: per un periodo, prima dei Mondiali, sulla schedina del totocalcio si è tenuto un sondaggio per stabilire il nome della mascotte. Bene, qualcuno lo ricorderà. Io, che già all'epoca ero un bel rompiscatole, tentai disperatamente di far vincere quello che mi sembrava il nome più stupido, ovvero Beniamino. Quali erano gli altri?
E ancora: durante la partita inaugurale mi innamoro del Camerun. N'Kono, Makanaki, Omam-Biyik...