Mi ricordano quelli delle Golf GTI di qualche anno fa.
Quelli che ti facevano i fari in ogni condizione, che ti dovevano passare a ogni costo e finché non ci riuscivano ti si piazzavano attaccati dietro, a 140 per tutto il GRA, ringhiando e sgommando come ossessi.
Dei cçglioni, a dirla tutta.
Oggi, si sono fatti tutti il T-Max.
Chi va in scooter sa di cosa parlo. Yamaha T-Max, una bestia di motore, una moto 500 mascherata da scooter, potente, possente.
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Ecco, come era ai tempi per la Golf GTI (anche quella a dire il vero, una grande macchina!), non riesco a spiegarmi come la percentuale di cçglioni che guidano un T-Max sia così straordinariamente elevata. Vicina alle cosidette percentuali bulgare...
Rombano, sgommano, urlano, sgomitano in maniera odiosa, contro tutto e contro tutti, specialmente contro o addirittura addosso ai poveracci coi motorini più piccoli e fetienti...
Questa mattina ne ho incontrato uno. Il classico guidatore di T-Max, ragazzotto un po' borsone, col casco jet grigio scuro sul collo grosso e le braccia muscolose straripanti dalla maglietta nera (Bombermacse, pe capisse...

), atteggiamento supercoatto, calzone sotto al ginocchio e sandali da mare, probabilmente della aroma (c'è una fisiognomica di fondo, che vale per ogni riomanista...

). Andava come ti aspetti che vada un T-Max, 120 nei pezzetti di rettilineo, sorpassi a destra e sinistra a piacere, sui marciapiedi, sull'altra corsia, sopra la testa dei pedoni e in mezzo alle orecchie degli altri scooter...
Niente di nuovo.
Piccolo dettaglio: seduta di dietro aveva sua figlia. Piccola, cinque o sei anni, si teneva con le braccia strette attorno alla schiena, o meglio, aggrappata alla maglietta del padre, col suo casco rosa e le gambette larghe che penzolavano appena ai lati del sedile, troppo largo per lei.
Mi ha fatto gelare il sangue. Quando quell'idiota sparava a manetta, la piccolina veniva sballonzolata all'indietro, io che li seguivo, avevo il terrore di vedermela cadere fra le ruote. A un semaforo gli sono capitato dietro, quasi a fianco, mi ha guardato e mi ha fatto ciao ciao con la manina

piccolina, moretta, dolcissima.
Io le ho sussurrato: - ...attenta eh? stretta stretta attaccata a Papà...
E lei ha fatto sì sì con la testa, seria seria.
Poi, per un po' abbiamo fatto la stessa via e lei ogni tanto si girava a vedere se c'ero. Alla fine hanno cambiato strada e mi ha fatto l'ultimo salutino con la mano, e io le ho fatto ok col pollice all'insù...
Ancora ci penso, oggi.