Sono più che sicuro che nella parabola di questo emerito carneade ci sia qualcosa di esoterico (e badate bene che io nun ce credo a 'ste cose).
Questo, fino ai suoi 32 inutli anni, ha passato la vita a scaldare con le sue guance (leggasi chiappe) tutti i seggiolini delle tribune italiane e brasiliane.
Facendo via via spazio a Doni senza un tendine rotuleo, ad Artur (

) e a Lobont.
Preso per il cùlo da Spalletti, ignorato da Ranieri, si ritrova miracolosamente titolare e da quel momento, a parte qualche cazzàta per lo più irrilevante, para tutto.
Ma para spesso senza neanche rendersene conto (Mauri che gli tira addosso nel derby d'andata dello scorso anno, Hernanes domenica scorsa, quello del Basilea nei primi minuti).
S'è venduto l'anima al diavolo, non c'è altra spiegazione.