Citazione di: pentiux il 14 Giu 2014, 12:05
Ma quale soluzione??? "Ma che ti vuoi soluzionare???" (cit.)
Pensa a quello che puoi fare tu. Tu puoi cambiare, nel tuo piccolo, il modo di porsi del tifoso della Lazio, non puoi cambiare il proprietario della Lazio.
Poi il giorno che Lotito si farà da parte (se dovesse lasciare ad un proprietario che ci dia garanzie maggiori, non ad un viperetta), facciamo una festa tutti insieme. Io porto una cassa di prosecco.
Ma fino a quel momento, moratoria Lotito: non se ne parli più. Cosa c'è di peggio per uno come lui sempre al centro dell'attenzione che essere ignorato? Ecco, ignoriamolo.
Una vittoria epica: i Laziali che non parlano più, MAI, di Lotito (e Tare, e il fantasticoduo, ecc. ecc.). Che bel mondo, sarebbe...
Veramente non capisco più.
Eravamo arrivat a un punto comune: la gestione di questa società è giunta a livelli bassissimi (eufemismo), i tifosi sono arrabbiati e delusi. Si è contestato duramente, ci siamo divisi sulle forme della contestazione, siamo arrivati a domandarci: come si protesta mantenendo il sostegno alla squadra? Facendo una comparazione di fantasia, è la stessa domanda che sottintende uno sciopero nei servizi pubblici: come si sciopera per "fare male" alla controparte (indurre al cambiamento Lotito), con la complicità degli utenti (tifosi), per l'obiettivo generale di migliorare il servizio (le prestazioni della Lazio)?
Su questo punto, sulla tutela della passione e del rito domenicale che dà senso alla parola tifosi, abbiamo fatto tanti passi in avanti, anche grazie alle "sollecitazioni" di tanti netter come P. e Gesulio.
Ora, dopo l'ennesimo circo messo in piedi nella gestione allenatore, ci si spinge ancora più in là, proponendo una sorta di metafisica della lazialità, sganciata dalla realtà effettuale in cui si esprime, consegnando al tifoso un ruolo (scusate il termine, è per capirci) felicemente autistico, sganciato dagli atti concreti di una gestione: gestione tecnica, economica, comunicativa, d'immaginario, sentimentale.
Vi pongo una domanda: esiste da qualche parte della terra un tifoso che non parla dei comportamenti di chi gestisce la squadra, che ne determina il livello agonistico, il profilo comunicativo? O meglio: dobbiamo accettare nel mondo del calcio, della nostra passione gratuita e bambina, tutto ciò che nella vita non facciamo?
Aspettare sul seggiolino dello stadio, davanti alla tv, sul bordo del fiume o del lago, che "un giorno" - se la provvidenza vorrà, se ci dirà bene, se arriverà un altro piccolo dittatorello un po' meglio del precedente - qualcosa potrà cambiare.
Accettare questa cosa significa accettare come "naturale" un sequestro. Mi sembra che la stragrande maggioranza dei tifosi - senza alcun obiettivo strumentale o malavitoso o sociopatico - continua a vedere una correlazione tra la passione da coltivare e provare a cambiare la gestione dell'oggetto del proprio amore.
Altrimenti non si spiegherebbe l'anomalia del 12 maggio. Anzi, una dirigenza di buon senso avrebbe dovuto ripartire da qui. Invece siamo ripartiti da "i sondaggi per gli altri allenatori erano di facciata". E noi, gli altri, il mondo a scannarci tra Donadoni, Allegri, Inzaghi, er poro Reja, e buttare tempo passione idee fegato a sperare la soluzione migliore della nostra Lazio.
Stringiamoci a corte almeno su un punto: non ci facciamo togliere la dignità di tifosi, che non sono solo cittadini drogati de pallone, che producono e consumano e poi vanno a dormire.