Credo di essere abbastanza prevenuto nell'approcciarmi all'universo giallorosso.
Nel senso che per me tutto quanto arriva con i colori della peperonata è merda. Allo stato puro. Tifosi, cantanti, attori, opinion makers, pubblicità, carta stampata, tv, radio, tutto ciò che si presenta con quel marchio putrido è oggetto dei miei cachinni e delle beffe. Il loro mondo parallelo, fatto di Capitano, di Walter, Rudi, tutti chiamati per nome, di ammiccamenti, di fandonie, di fantasiosi (quanto involontari) agguati alla grammatica e alla realtà. Sono contento che esistano solo perché mi fanno sentire superiore. Di notte mi sveglio sudato. E se papà fosse stato dei loro? E - ancor peggio - se mi avesse fatto diventare uno dei loro? Poi mi addormento sereno. Con tutti i suoi difetti, mio padre non avrebbe potuto. E anche se, IO non avrei mai potuto...
Oggi mi capita di veder campeggiare su un autobus (che ho di conseguenza evitato di prendere. Prima controllo. Anche dovessi far tardi) il lancio della campagna abbonamenti degli innominabili.
LA CACCIA RICOMINCIA. UNISCITI AL BRANCO
Ma come si può, dico io. Ma come è immaginabile che un tifoso (vabbé, tifoso...) possa essere attratto da qualcosa del genere? Un branco di lupi entra in un'arena piena di gente. Si sprecano le metafore (al solito storicamente a cappero, ma su questo sono dei geni). Quale essere senziente potrebbe accettare di essere accostato ad un branco? Di metafore bellicose ce n'è a bizzeffe. Gruppo, drappello, manipolo, stormo... ma il branco evoca vigliaccheria, ferocia, omologazione, impossibilità di esistere, di venir riconosciuto se non all'interno di un... branco. Il branco, che non evoca solidarietà, amicizia, allegria, felicità, ma ringhiosa sopraffazione, un ambiente dove vige la legge del più forte... il lupo caccia in branco. Da solo è un cane, solo in branco è pericoloso. Assale un nemico indifeso, da dietro, nella notte... tanti contro pochi, as usual.
Poi penso un po'. Chi ha definito questa campagna sa il fatto suo. Dipende dal target, in definitiva. Il superalcolico richiama ambienti upper class, piacere di stare insieme, di sorseggiare, l'auto fa leva su comodità, velocità, un pizzico di lusso e culi femminili, ogni prodotto ha un suo destinatario.
E loro SONO il branco. Peppe de Torbella ci si ritrova. Annamo, devastamo, li sfasciamo, un po' di violenza e di sopraffazione. Siamo tanti, sia mai che ci beccano da soli. Ma noi stiamo in branco (ripeto, non in gruppo, in branco). E nel branco famo quello che ce pare. Immaginate un gruppo di persone in un autogrill. Magari comprano e pagano. Il branco no, rubba e se la cassiera protesta se pija pure la sveglia... il branco è al di fuori da ogni legge che non sia la sua. Non evoca sport, fair play, rispetto dell'avversario. Evoca il calcio da dietro a Balotelli, gli sputi del lamazago e del cappetano...
In definitiva, una campagna azzeccata...