http://www.lettera43.it/politica/monica-macchioni-guru-della-comunicazione-politica_4367595412.htmNon chiamatela addetta stampa. Monica Macchioni è una creatrice di popolarità per politici semisconosciuti, una consigliera d'immagine e un'infaticabile comunicatrice per cui una definizione sola non basta. E se non avete mai sentito il suo nome significa che non frequentate gli ambienti giusti, quelli dove ha costruito la sua rete di contatti.
TARIFFE FINO A 3 MILA EURO. Classe 1979, Macchioni da un decennio vive tra i palazzi della politica in nome e per conto dei suoi tanti protetti che segue e consiglia costantemente. Non si sa con esattezza quanti usufruiscano della sua consulenza. Secondo alcuni sarebbero una decina di parlamentari, ma c'è chi giura che il numero sia più alto. Così come elevato è il prezzo della sua consulenza, calcolato in base al servizio offerto. Si parla di mensili che vanno dai 1.000 ai 3 mila euro.
CONNESSA 24 ORE SU 24. Macchioni, insomma, è comunicazione politica allo stato puro. E per capirlo basta osservarla in azione. Ha sempre per le mani quattro o cinque BlackBerry di colore diverso, perennemente accesi e connessi. Manda e riceve sms, email e contatti a un ritmo forsennato, 24 ore su 24.
A renderla così ambita però non sono solo la reperibilità quasi totale e l'essere infaticabile. Buona parte del successo Macchioni lo deve alla rete di contatti che è riuscita a creare negli anni.
A dare una svolta alla sua carriera è stato Fabrizio Cicchitto quando nel 2010 la chiamò per seguire la sua comunicazione. In quell'ufficio stampa Macchioni emerse professionalmente, anche se i primi passi li mosse dall'altra parte dell'Emiciclo, in ambienti tutt'altro che berlusconiani.
GLI INIZI A MODENA. La storia di Macchioni, infatti, cominciò a Modena, sua città natale, da cui è partita per arrivare all'ufficio stampa del gruppo regionale del Partito dei comunisti italiani.
Dopo un passaggio al settimanale La Rinascita della Sinistra eccola ancora nelle fila del Pdci, questa volta come portavoce dei due eurodeputati eletti nel 2004 a Strasburgo: Marco Rizzo e l'astronauta Umberto Guidoni.
IL PERIODO DI BRUXELLES. Proprio durante il periodo a Bruxelles Macchioni superò il ruolo di semplice addetta stampa diventando una mediatrice capace di far guadagnare spazi mediatici ai suoi protetti. Capacità che nel tempo l'ha fatta lavorare con esponenti di tutti i partiti.
Dopo gli anni all'europarlamento, Macchioni si trasferì a Roma, sicuramente un habitat più proficuo per i suoi affari.
DA CESA A BACCINI E BOCCHINO. Nella Capitale, prima fu la portavoce del segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, poi dell'allora vicepresidente del Senato Mario Baccini e infine di Italo Bocchino, quando ancora era un esponente del Pdl.
E in tutti questi casi l'intervento della bionda macchina da guerra coincise con un'impennata dell'esposizione mediatica dei clienti.
La sua incoronazione arrivò più tardi, quando si trovò a gestire i flussi comunicativi del presidente dei deputati del Pdl Cicchitto. Quel ruolo accanto allo spigoloso esponente socialista le permise di affermarsi e di conseguenza di ampliare la rosa dei politici interessati alle sue pubbliche relazioni.
AMBITA DALLE PIDIELLINE. Da quel momento Macchioni è diventata il punto di riferimento di molti esponenti pidiellini, in particolare delle donne.
Da Laura Ravetto, con la quale i rapporti si sono poi interrotti bruscamente, passando per Anna Maria Bernini, Beatrice Lorenzin, Mariastella Gelmini e Lucia Ronzulli, l'elenco delle berlusconiane che si sono affidate a lei è piuttosto lungo.
Non c'è deputata che non sia passata almeno una volta dalle sue mani o che speri di acchiapparla al volo almeno per un semestre. Perché i risultati della cura Macchioni si vedono e la sua consulenza coincide sempre con un picco di popolarità improvvisa.
LA PIOGGIA DI SCOOP E INTERVISTE. Dichiarazioni, interviste e a volte falsi scoop sono le armi che l'esperta usa per alimentare il circo dell'informazione. Addirittura pare che la sua influenza sia essenziale per partecipare ad alcune trasmissioni.
«Senza l'intercessione di Monica non si arriva da Santoro», spiega a
Lettera43.it una parlamentare e ex datrice di lavoro. «Per questo l'ha scelta Daniela Santanché».
METODI NON SEMPRE ORTODOSSI. Va detto che non sono tutte rose e fiori. Più di una persona ammette che i suoi metodi non sono sempre ortodossi e lamenta l'eccessiva confidenza che Macchioni ha con alcune redazioni. Ma davanti ai risultati tutti tacciono. «È la più brava per sfondare nel giro televisivo», conferma un deputato che è passato per la sua consulenza.
Un altro punto di forza è, poi, il suo essere perfettamente trasversale. Nessun problema se per lavoro è costretta a passare da sinistra a destra. Macchioni ha perso ogni imprinting politico per trasformarsi in una professionista laica, pronta a collaborare con il migliore offerente