Le passioni non si possono trasmettere, ma si possono convogliare, secondo me. Io ai miei tre figli ho lasciato libertà di essere condizionati da amici, parenti e conoscenti...fino ai cinque anni. E a quella età già avevano capito che la mia passione era vera, che la Lazio era una squadra speciale, rappresentata da un aquila, simbolo di fierezza e libertà, e che i laziali sono persone equilibrate, sobrie, anche nella esultanza. Naturalmente ci ho messo del mio, aiutandoli a coltivare questa scelta, regalando qualcosa di laziale ogni tanto, una maglietta, un poster, un pallone, senza ossessionare come sanno fare da altre sponde. E poi ho regalato il mio tempo con loro allo stadio, e non ho mai tifato contro nessuno, ma sempre per la mia Lazio. Adesso il primo tredicenne e il secondo decenne sono già grandi tifosi, e il terzo di quasi cinque anni non vede l'ora di incontrare olimpia...
Sempre Forza Lazio