ROMA . La citta' . Amici vicini e lontani .

Aperto da COLDILANA61, 04 Ott 2011, 11:41

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Giorgio 1971

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Ringrazio chi ha ritirato su sto topic che mi ero perso.
Sono nato e ho vissuto a Roma (Garbatella in mezzo ai deliquenti e riommerdsti) fino alla laurea; poi il lavoro mi ha portato per tre anni a vivere tra Sassuolo, Modena e Bologna. Ho viaggiato molto girando l'Italia e l'Europa.
Ad oggi posso dire che si: è sporca, caotica, difficile, violenta, inquinata, piena di incivili, e tutto quello che di negativo si può dire....
Però la mattina, percorrendo il lungotevere (si in mezzo a un milione di automobili e in una nuvola di smog) da Testaccio a Ponte Milvio, mi guardo sempre intorno e lei mi racconta ogni volta la sua storia che è la storia del mondo intero ed io non mi stanco mai di ascoltarla.
Bello il paese, bella l'aria pura, il latte bono, il parcheggio facile, le strade libere ma ho preso l'abitudine di ringraziae Dio ogni mattina per avermi nascere nella città più bella del mondo.
Secondo me chi nasce a Roma solo a Roma può vivere. Io c'ho provato ma qualsiasi altro posto sembra andarmi stretto.

Capisco anche che il vissuto personale di ognuno però può portare a convinzioni diverse che possono arrivare fino all'odio verso questa città. Ma sono certo che in fondo in fondo per ogni romano valga quel legame che ha descritto così bene Tarallo...Roma chiama e chiama forte....

Ulissechina

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Citazione di: Giorgio 1971 il 11 Lug 2014, 17:05
Ringrazio chi ha ritirato su sto topic che mi ero perso.
Sono nato e ho vissuto a Roma (Garbatella in mezzo ai deliquenti e riommerdsti) fino alla laurea; poi il lavoro mi ha portato per tre anni a vivere tra Sassuolo, Modena e Bologna. Ho viaggiato molto girando l'Italia e l'Europa.
Ad oggi posso dire che si: è sporca, caotica, difficile, violenta, inquinata, piena di incivili, e tutto quello che di negativo si può dire....
Però la mattina, percorrendo il lungotevere (si in mezzo a un milione di automobili e in una nuvola di smog) da Testaccio a Ponte Milvio, mi guardo sempre intorno e lei mi racconta ogni volta la sua storia che è la storia del mondo intero ed io non mi stanco mai di ascoltarla.
Bello il paese, bella l'aria pura, il latte bono, il parcheggio facile, le strade libere ma ho preso l'abitudine di ringraziae Dio ogni mattina per avermi nascere nella città più bella del mondo.
Secondo me chi nasce a Roma solo a Roma può vivere. Io c'ho provato ma qualsiasi altro posto sembra andarmi stretto.

Capisco anche che il vissuto personale di ognuno però può portare a convinzioni diverse che possono arrivare fino all'odio verso questa città. Ma sono certo che in fondo in fondo per ogni romano valga quel legame che ha descritto così bene Tarallo...Roma chiama e chiama forte....

Non credo che tu sia vissuto alla Garbatella, riguardo le mmerde c'hai ragione, ce ne sono parecchie, troppe forse, i delinquenti non li conosco, io ci sono nato alla Garbatella, davanti all'attuale teatro Palladium, c'ho vissuto fino a quando mi sono sposato, ora vivo a poco più lontanto dal luogo di nascita, a metà strada tra la Garbatella e Via Ostiense, ebbene non ricordo nessun delinquente nel quartiere.
Qualche malandrino come ci sono in ogni parte di Roma, ma che la Garbatella sia luogo di delinquenti non è affatto vero, tu dove abitavi esattamente?  che tipo delinquenti hai conosciuto?
;)

Ro

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Citazione di: Ulissechina il 11 Lug 2014, 17:31
Non credo che tu sia vissuto alla Garbatella, riguardo le mmerde c'hai ragione, ce ne sono parecchie, troppe forse, i delinquenti non li conosco, io ci sono nato alla Garbatella, davanti all'attuale teatro Palladium, c'ho vissuto fino a quando mi sono sposato, ora vivo a poco più lontanto dal luogo di nascita, a metà strada tra la Garbatella e Via Ostiense, ebbene non ricordo nessun delinquente nel quartiere.
Qualche malandrino come ci sono in ogni parte di Roma, ma che la Garbatella sia luogo di delinquenti non è affatto vero, tu dove abitavi esattamente?  che tipo delinquenti hai conosciuto?
;)

A garbatella ho fatto le madie. Alla Baronio per la precisione. Con la figura mitica di Padre Guido.

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Ulissechina

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Non si dice A Garbatella ma Alla Garbatella. :)

Tarallo

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Citazione di: white-blu il 11 Lug 2014, 18:01
A garbatella ho fatto le medie. Alla Baronio, per la precisione.

Cioe' ogni anno dovevi esse il migliore della classe e poi risultavi scarso?

telegraph road

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Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 18:07
Cioe' ogni anno dovevi esse il migliore della classe e poi risultavi scarso?


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Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 18:07
Cioe' ogni anno dovevi esse il migliore della classe e poi risultavi scarso?

:lol:   È il nome della scuola !

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telegraph road

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Citazione di: white-blu il 11 Lug 2014, 19:42
:lol:   È il nome della scuola !

Hai capito Tará?

:-)


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Tarallo

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Vabbè avevo fatto la battuta. Menateme no? :p


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telegraph road

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Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 19:52
Vabbè avevo fatto la battuta. Menateme no? :p


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Ahó s'era capito!!


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hidalgo

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Se è solo per questo mio fratello e' andato alla D'Amico.





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COLDILANA61

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Citazione di: hidalgo il 11 Lug 2014, 23:15
Se è solo per questo mio fratello e' andato alla D'Amico.





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Prima o dopo Buffon ? (Tarallo docet) .

Jabot

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Bel post.
A 28 anni per questioni lavorative sono stato spostato da Roma a Bologna, sono 4 anni che vivo qua e là mia città mi manca molto.  Tralasciando il fatto che a roma ho i miei amici, i miei genitori mia sorella e la mia adorata nipote (anzi,  tra poco le mie adorate nipoti",  mi manca proprio la città,  con i suoi difetti e i suoi pregi. Di sicuro non mi manca il caos che  c"e sotto casa mia (zona piazza Ragusa)  e il dover cercare parcheggio per 40 minuti,  ma il contorno si,  quello mi manca.  Girare a piedi e vedere le persone colon cui sei cresciuto,  ricordare le peggio cose che hai fatto nei posti che frequentavi e tutte le cose che 4 anni prima erano all'ordine del giorno. Per carità Bologna come città non e' poi male anzi, fortunatamente a lavoro dopo un periodo bruttissimo ora mi trovo bene,  ma comunque non la sento ancora mia. Se tutto  procede come deve forse non tornerò in pianta stabile mai più, poiché ho una compagna e una casa qui, ma questo non toglie che la nostra città mi manca da morire.

hidalgo

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Non mi manca Roma (che ho lasciato ormai da 25 anni, una vita fa).
Mi manca l'essere stato giovane a Roma.
Gli anni più belli.
In realtà e' solo nostalgia di un bellissimo passato.




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Citazione di: hidalgo il 12 Lug 2014, 09:22
Non mi manca Roma (che ho lasciato ormai da 25 anni, una vita fa).
Mi manca l'essere stato giovane a Roma.
Gli anni più belli.
In realtà e' solo nostalgia di un bellissimo passato.




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Questo sì, catso.

Giorgio 1971

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Citazione di: Ulissechina il 11 Lug 2014, 17:31
Non credo che tu sia vissuto alla Garbatella, riguardo le mmerde c'hai ragione, ce ne sono parecchie, troppe forse, i delinquenti non li conosco, io ci sono nato alla Garbatella, davanti all'attuale teatro Palladium, c'ho vissuto fino a quando mi sono sposato, ora vivo a poco più lontanto dal luogo di nascita, a metà strada tra la Garbatella e Via Ostiense, ebbene non ricordo nessun delinquente nel quartiere.
Qualche malandrino come ci sono in ogni parte di Roma, ma che la Garbatella sia luogo di delinquenti non è affatto vero, tu dove abitavi esattamente?  che tipo delinquenti hai conosciuto?
;)

Ulì,
da bambino ho vissuto prima in fondo alla circonv ostiense di fronte al Socrate (quindi diciamo ai confini) e poi in via Badoero (fronte metroplotina) dove abito tutt'ora.
Beh diciamo che negli anni 70 il quartiere non era proprio ben frequentato. Nella parte vecchia vivevano molte famiglie di detenuti, lo spaccio era molto diffuso e gli scippi abbastanza frequenti.
Se come me, da bambino giocavi a pallone nel giardinetto di Via Pullino, ne avrai viste di situazioni borderline.
Adesso ovviamente è tutta un'altra storia e il quartiere si è ripulito bene bene, ma ricordo che in passato alcune strade era meglio evitarle.
Cmq dato che siamo vicini, andiamoci a fare na birra così ci scambiamo i ricordi del nostro quartiere!  :)

porgascogne

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Citazione di: hidalgo il 12 Lug 2014, 09:22
Mi manca l'essere stato giovane a Roma.

parto da qui e non mi allontano, credo, poi di tanto
ogni epeca ha le sue cose positive e negative, ovvio, e non vorrei che quanto sto per dire venga inteso come revivalismo spinto
ma la Roma che ho vissuto io, fra i 10 (1975) ed i 18 anni (1983), è stata qualcosa di magico

ho iniziato a scendere sotto casa nel 1971, avevo sei anni e vedevo i bambini giocare nel cortile con la neve
i miei si fecero un cuore così, ma non ce la fecero a negare il permesso
ma solo qualche anno dopo ebbi la consapevolezza del luogo nel quale vivevo: ad 11 anni con altri bambini come me, uscimmo dalla bambagia del quartiere e prendemmo l'85, direzione centro, per andare a vedere il colosseo
ricordo distintamente ogni passo fatto su via dei fori imperiali, ce l'ho stampato dentro, e quando vedo dei turisti guardarsi intorno a bocca aperta, mi ritornano in mente quei momenti

ma a parte l'agiografia della roma monumentale vista con gli occhi del bambino, sono stati i pomeriggi e le mattinate post scuola a marchiare il mio rapporto con una città che non c'è più - ovvio - e che aveva molte cose positive da rimpiangere e moltissime altre negative da evitare

parto da queste: la droga e le armi
in moltissimi casi collegate, hanno devastato Roma in quegli anni
solo sotto casa mia (zona via delle cave) vidi con i miei occhi una decina di rapine a banche e gioiellerie, con un paio di morti ammazzati per strada
per non parlare dei fatti di acca larentia, ivo zini all'alberone e le decine e decine di bombe che esplodevano nelle sedi dell'msi, fra via noto a pontelungo e la stessa acca larentia

ed in ogni palazzo c'era una famiglia, anzi, più di una, che aveva un tossico dentro casa
roba pesante, eh: ero, non queste droghette pulitine (e forse, anzi, senza forse, molto più devastanti perché non ti danno quasi mai - e solo alla fine - la certezza di esserlo, tossico)
si moriva con l'ago in vena, molto spesso immersi nel proprio piscio e vomito, e vi assicuro che trovarsi un angelo caduto nel portone di casa, mentre con la cartella te ne vai a scuola, non era proprio il massimo della vita
ho passato, un pochino più grande, serate intere a chiacchierare con quello che cercava di spiegarti che cosa si provava, e lo faceva con le lacrime agli occhi mentre ti diceva "Robe', è 'na merda, tiella sempre lontana da te" ed io non ripetevo più quella domanda che avevo fatto una volta "Ma allora, perché ti fai?"
ero arrivato alla conclusione che gli mancasse qualcosa - i soldi, sempre - e che quel qualcosa non ci fosse da nessuna parte, soprattutto dentro di loro
c'era chi diventava tenero e ti diceva "Non ve annate: fateme compagnia, che devo smalti'...se rientro a casa così mi' padre me gonfia"
e c'era quello che ti aspettava sotto casa e ti diceva, con gli occhi cattivi "A' regazzi', ce l'hai un dindarolo?...beh, mo' vai su e me porti tutti i soldi, sennò domani ammazzo tu' sorella"
tu ti cacavi sotto ed eseguivi (fino ad un certo punto, però: una volta, ma ero già un 13enne che ne dimostrava almeno 16, salì e scesi con un martello in mano "Se te rifai vivo te spacco la capoccia a martellate, stronzo")

Roma non era Scampia, ovvio, ma neanche il paradiso

diciamo che era un purgatorio nel quale avevi una scogliera di partenza (la tua famiglia) ed un altro paio - toh, tre - isole da raggiungere a nuoto: la scuola, le altre famiglie, l'oratorio
c'era un mare abbastanza tempestoso nel quale venivi adagiato da genitori che non potevano fare altro che lasciarti andare, sperando di vederti approdare dopo quelle 100 bracciate che dovevi imparare a dare da solo
e c'era una catena di solidarietà forse maggiore di oggi: nessun bambino era davvero solo, ogni famiglia si allargava a comprendere i figli del portiere (altra figura mitica e necessaria), quelli del lattaio, quelli della signora che lavorava fino a tardi e dovevano magna', quelli che rimanevano a fare i compiti a casa tua e "Signora, je faccio un piatto de pasta e se lo viene a pija' alle nove"
non so se c'era più solidarietà, non lo so
so solo che le case erano più aperte, che c'era poco e quel poco se steccava sempre

quello che mi manca, tornando ad hidalgo, è il sapore di quel periodo che non è necessariamente collegato a Roma (chiunque è stato giovane, a Belluno, a Gela o a Lucca avrà vissuto cose simili, peggiori o migliori), seppure a Roma debba tanto, sia per lo stupore che ti prendeva scoprendola mano mano di più, che per l'enorme ventaglio di opportunità che ti offriva magari controvoglia oppure sottobanco

il fatto di ricordare con tenerezza anche momenti contingenti non proprio paradisiaci, inseriti nell'ovvia trasformazione che vivi quando passi dai 10 ai 18 anni (fisicamente, a scuola, con i tuoi amici, con le ragazze, con il gioco), mi fa pensare che Roma sia stato il posto migliore nel quale crescere, una vera palestra, una vera università

mi manca quel periodo, mi manca quella Roma

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Citazione di: Giorgio 1971 il 14 Lug 2014, 10:02
Ulì,
da bambino ho vissuto prima in fondo alla circonv ostiense di fronte al Socrate (quindi diciamo ai confini) e poi in via Badoero (fronte metroplotina) dove abito tutt'ora.
Beh diciamo che negli anni 70 il quartiere non era proprio ben frequentato. Nella parte vecchia vivevano molte famiglie di detenuti, lo spaccio era molto diffuso e gli scippi abbastanza frequenti.
Se come me, da bambino giocavi a pallone nel giardinetto di Via Pullino, ne avrai viste di situazioni borderline.
Adesso ovviamente è tutta un'altra storia e il quartiere si è ripulito bene bene, ma ricordo che in passato alcune strade era meglio evitarle.
Cmq dato che siamo vicini, andiamoci a fare na birra così ci scambiamo i ricordi del nostro quartiere!  :)

Quando tornerò a Roma non ci saranno problemi per prendere una birra insieme, negli anni 70 ero già fuori dal lotto 13 di p.za Bartolomeo romano.
Per la parte vecchia intendi la zona dove hanno girato i cesaroni?
Comunque, rispetto a certi posti che ho sentito lodare qui dentro, anche su altri topic, la Garbatella è un paradiso. :)

porgascogne

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Uli', eddaje, ai tempi tuoi il massimo del dilinquente era il gobbo del quarticciolo, su
:=))
era 'na crema ai tempi tuoi Roma, su

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