Io invece ricordo beniissimo quel 9 maggio del 1989.
Avevo 19 anni e avevo visto giá diversi concerti: i pink floyd, bowie, i duran, gli wailers.
Mi ricordo che ci furono scontri all'entrata del tendastrisce e insieme ad altri sfondammo anche se avevo
in tasca regolare biglietto.
Non so per quale strana ragione non avevo ne fumato ne bevuto ne niente: ero perfettamente lucido.
Arrivano i RAMONES e vedo la luce: una luce bianca, intensa, accecante.
Come un lampo che ti investe e ti pervade, ma non ti fa male, perchè il lampo diventi tu, diventi elettricitá.
Chi lo sa quant'è durato, il tempo non importava, quello che importava era quel volume stratosferico, quell'energia
stratosferica, senza pause, solo quei brevi uan-ciu-trí-for che erano come una molla che rispediva il razzo nello spazio. Euforia totale.
Delle volte mi chiedevo che canzone stessero suonando, dato che il fragore era cosí alto che il cervello non manteneva gli stessi rapporti auditivi tra le cose.
Il r'n'r come estasi, uno sguardo beato e instupidito su un mondo sbagliato.
Il Dionisiaco elevato alla massima potenza.
I RAMONES non si possono razionalizzare.
Chi lo fa manca interamente il punto. Al limite li ignori, li detesti.
Ma se li prendi in considerazione l'unico modo per farlo é alzare il volume il piú possibile
e farti invadere dalla scarica.