ninè, se ho capito, la tua scelta lambisce anche (e forse soprattutto) la sfera lavorativa.
ti immagino a scegliere tra continuare il percorso lacrime/sangue/precarietà per diventare architetto (giusto?) oppure sposarsi la ragazza imballata, che c'ha il padre con il negozio al centro, e tu non vuoi finire "bottegaio".
la risposta è non lo so, non so cosa consigliarti. anzi una cosa si: esercitare la professione che si ama alla follia è un privilegio, una specie di mini winforlife, pochissimi oggigiorno vi riescono. altresì è vero che la vita, qui ed ora, è dura, durissima, e peggio mi sento se guardo a domani. io ho due bambine, farò di tutto per farle studiare e poi accompagnarle all'aeroporto, magari poi le raggiungiamo. tornando a te, se senti che questa tua, chiamiamola propensione, è totale ed è la tua vita, portala alle estreme conseguenze, anche a costo di cambiare, città, paese, continente, amicizie, amori. viceversa, se pensi di poterne fare a meno, cogli l'occasione che hai a portata di mano e lascia sempre però, in fondo al cuore (ed al cervello), posto per la passione.