Non sapevo dove aprire questo topic, perche' parla di calcio, ma parla anche di una scelta di vita.
Ho scelto questa sezione, proprio perche' come direbbe Nanni, questo e' il nostro bar.
E al bar tra amici si fanno le grandi comunicazioni, tra un bicchiere di vino e l'altro.
Avrei voluto parlarne con coloro che erano alla cena l'altra sera in primis, ma presi dalle nostre disavventure sentimentali, ho deciso di posticipare questo annuncio.
Forse a molti di voi non cambierà la vita, ma è una decisione che la cambia a me, in un certo senso.
Ho iniziato ad andare allo stadio quando avevo 10 anni.
Sporadiche presenze, fino al 92\93, anno in cui, quel folletto biondo di Signori gonfiava reti in quantita' industriale.
Una presenza constante fino all'anno dello scudetto di quelli dellà.
Poi un distacco di 2 anni.
Forse 3.
Per la precisione ho ricominciato in maniera costante con Delio Rossi.
Dopo la finale di Maggio della Coppa Italia, ho maturato una decisione, difficile, difficilissima.
Non mettero' piu' piede in uno stadio.
Perchè mi rendo conto che quando sono lì troppe persone sono in ansia.
Ho visto la faccia di mia madre davanti alle immagini dell'aggressione a Ciro Esposito, chiedermi "perche' frequenti un posto cosi' ?"
Mi sono proiettato a qualche anno di distanza, padre (spero), che cerca di spiegare ad un figlio o ad una figlia, che non tutti sono cosi'.
Che esiste una parte buona del calcio.
Io lo so, e la vivo qui dentro.
L'ho vissuta l'altra sera a tavola e in campo con chi c'era.
Io alla parte buona del calcio, quella sincera, ci credo.
Ma non me la sento di entrare dentro uno stadio.
Non ce la faccio piu'.
Staro' lontano dal mio irrazionale amore biancoazzurro.
Lo vivro' con voi.
Faro' il tifoso da taftiera.
Ma saro' sempre Laziale.
Ma non piu' dentro uno stadio.
Non posso.
Non ce la faccio.