si potrà dire che, in fondo, la Lazio, al centro della passione dei suoi tifosi c'è sempre stata. magari è anche vero. anzi, è sicuramente vero. tuttavia, in questi brevi eppure interminabili giorni post mondiale, si stanno verificando alcuni fatti - niente di eclatante, fatti piccoli ma straordinariamente significativi - che rischiano di spostare in maniera radicale la lettura, l'approccio e i comportamenti intorno al mondo Lazio. dal lotitocentrismo al laziocentrismo: potremmo dire che si colgono segni di una piccola rivoluzione copernicana
la campagna abbonamenti, anzitutto. i cinquemila o poco meno, o - la sostanza è la stessa - i quattromila o poco più, cuccioloni compresi, sembrano obiettivamente poca cosa. e invece, a leggere la realtà per quella che è e non per quella che si vorrebbe che fosse, questo numero, né alto né basso, non è questo il punto, è estremamente importante. perchè nei venti giorni di agosto che mancano, con le amichevoli e la prima di coppa italia, c'è la possibilità concreta di raddoppiarlo quel numero. e perché arrivare alla fine del mercato con diecimila e passa abbonati, significa che se dalla campagna acquisti e dal campo dovessero arrivare segnali positivi, nelle due settimane che precederanno l'inizio delle partite interne potrebbe innestarsi un (piccolo) effetto valanga. il cambiamento possibile della spinta inerziale spingerebbe migliaia di laziali a mettersi in coda davanti al botteghino. il passaggio dallo stadio vuoto a spalti carichi di entisiasmo per la Lazio non è mai stato così possibile e vicino
perché la voglia di Lazio prorompe e contagia. le centinaia di laziali - li abbraccio tutti - che hanno atteso per ore a Fiumicino l'arrivo di de vrij, questo sono, la materializzazione di un entusiasmo e di un desiderio non più comprimibile. i laziali, tutti, quella sera avrebbero voluto essere lì, nessuno che ami veramente la Lazio può sostenere il contrario, perché lì quella sera si stava realizzando un piccolo atto di rinascita, perché tutti noi, lì, ci stavamo riappropriando, con amore, con gioia, di una cosa che è profondamente, intimamente, irrimediabilmente nostra. nostra e di nessun altro
e infine, c'è qualche laziale che non è balzato sulla sedia, che non ha sentito i brividi lungo la schiena, ma anche un po' di rabbia o di gelosia, nel sentire, nel vedere i nostri giocatori abbracciati in mezzo al campo che cantano "vola Lazio vola"? c'è la storia di ognuno di noi in quelle note, ci sono i nostri cari, i nostri amici, i nostri amori in quelle parole. non è possibile che a cantarla sia nessun altro. siano anche i nostri giocatori. è roba nostra quella canzone. quelle note, quelle parole devono tornare a scendere dagli spalti verso il campo. nessuno può "rubarci" la Lazio
la Lazio, solo amore