Citazione di: Nesta idolo il 04 Set 2014, 19:10
Ieri ero un po'nervoso, dipende da chi trovi davanti secondo me, troppe distinzioni non ne puoi fare. Il generalizzare è una delle cose più sbagliate che si possa fare, da ciò che ho imparato.
Gente (colleghi di lavoro)che dovrebbe esserti vicino o comunque dovresti avere un rapporto cordiale, non sempre, ma comunque vedersi quasi tutta la settimana e comportarsi in questo modo bo... Ti lascia senza parole.
Racconto un aneddoto anch'io... che è capitato a mia sorella.
Cellulare perso mentre scendeva dirigendosi verso una pasticceria, ce l'aveva nelle gambe le è caduto. Avendo anche il porta cellulare ricamato ad uncinetto, traffico e tutto, non si è accorta di averlo perso, dopo un po' quando era sul treno direzione università incomincia a controllare e niente non lo trova. Una signora gentilissima la vede tutta agitata, preoccupata, in quegli attimi concitati le presta il suo cellulare dicendole che anche a sua figlia era capitato, così chiama mio padre.
Prova e riprova a far squillare il cellulare. Fortuna che risponde Franco che lo trovi sempre a messa (conosciuto all'oratorio vicino a casa, persona alla mano veramente) che abita proprio sopra la pasticceria e l'aveva trovato per terra, cellulare restituito senza volere niente in cambio. Neanche un caffè.
A proposito di cellulari.
Una mattina di circa 4 anni fa, mentre accompagno mia figlia a scuola, accanto a una fila di macchine vedo per terra un cellulare ultimissima generazione, con copertina luccicosa, etc etc. Lo raccolgo, sicuramente dev'essere caduto a qualche bambina mentre scendeva dall'auto prima di entrare a scuola.
Ammetto che per un milisecondo mi è pure passata l'idea di tenerlo, ma non mi sembrava corretto (e poi, se voglionom risalgono pure se si cambia la SIM) e poi già pensavo alla bambina che piangeva e cercava il suo cellulare...
Quindi, me lo porto dietro e vado in ufficio, in attesa che qualcuno chiami su quel numero (ovviamente era acceso).
Dopo pranzo (credo appena uscita da scuola la bambina), squilla quel telefono: rispondo e dall'altra parte c'è un tizio pure piuttosto arrabbiato: "
Pronto? Chi è?" (dice lui) - "
Chi è lei" (dico io) - "
Senta, questo è il cellulare di mia figlia, lei chi è?" e così per un pò, ma sempre con molta diffidenza da parte sua fino a chiarirci.
Insomma, avrete capito che già dal tono de sto deficiente m'era passata la voglia di restituirlo.

Ma dico io, capisco che uno può ipotizzare che sia stato rubato e che dall'altra parte ci possa essere il ladro che vuole qualcosa in cambio, ma aspetta prima di partire in quarta, no?
Comunque, comincia un'estenuante trattativa per accordarci sul ritiro. Io ero al lavoro fino alle 18, lui voleva venirlo a ritirare subito, mi chiede dove lavoravo e quando gli dico che ero sull'Aurelia (manco tanto lontano da Monteverde) ci ripensa e dice che non può. Mi richiede a che ora esco dall'ufficio, quando gli dico non prima delle 18 mi fa: "
Ma non può uscire un pò prima?"

Sono sempre più tentata di attaccargli in faccia.
Alla fine, ci si accorda per le 19 vicino la scuola. Ovviamente arriva in ritardo e con macchinone tipo SUV.
Si prende il telefono e a momenti neanche ringrazia.
Se mi ricapita, piuttosto mi terrò il cellulare ultima generazione spento dentro casa per tutta la vita.