Citazione di: Zanzalf il 13 Ott 2014, 12:54
Per me sono molto più importanti le iniziative di attenzione all'identità del club e del tifoso: Olimpia allo stadio, la maglia con la scritta "primi della capitale", la maglia con i colori giusti, il recupero del simbolo dei -9, i bambini gratis allo stadio, ecc. Il problema è che queste iniziative cadono nel silenzio, anzi nel fastidio, dei comunicatori di professione. Che i comunicatori siano determinanti lo dimostra l'iniziativa del 12 maggio: quando si impegnano a raccontare una storia di Lazio vedi come riescono a coinvolgere la gente!
Come si risolve il problema dei comunicatori? Non lo so.
So che i dirimpettai utilizzano una strategia che a me fa schifo.
Mi diceva un conoscente (un mentecatto: da ragazzino tifava Napoli, da adolescente Milan, adesso ASMerda) che lui in Champions ci va con i biglietti gratis perché un suo amico avvocato civilista sta cercando di diventare procuratore. Cioè a questo glie basta "cercare" di diventare procuratore per mettere le mani su mazzetti di biglietti da centinaia di euro.
Non è questa la strada che vorrei per recuperare consenso tra gli addetti ai lavori.
Zanzalf serve tutto per spingere un brand in una certa direzione, e davanti ai tuoi occhi ne hai esempio fulgido di maestranze specializzate a far si che as trigoria diventi roma.
Anche all'epoca serviva tutto ciò, ma lì la società aveva uno stile diverso, il core business era solo "l'elenco" (per dirla alla cragnotti) di campioni. punto.
se avesse avuto anche l'empatia con il tifoso avremmo forse avuto 60K spettatori invece che 50K.
considera solo che all'epoca potevamo vendere magliette con nomi quali veron simeone e nedved, eppure non avevamo negozi ufficiali.
nel frattempo il mondo è cambiato e oggi, in assenza di quella capacità imprenditoriale di allora, devi puntare molto di più sull'empatia, sull'identità, sul tifoso.
e allora qui casco l'asino, perchè mi sembra difficile poter puntare su questo concetto, se per dieci anni, si è contribuito, con lotito soggetto protagonista, ad allontanarlo il tifoso, senza che ricordo le frasi con cui il tifoso laziale è stato etichettato dal presidente.
Ora si dice che è cambiato, guardacaso dopo che un'intera tifoseria ha dovuto guardare la lazio da fuori lo stadio, sono iniziati i comunicati, i challenge, i bambini etc... bene vedremo.
ma mica basta uno schiocco di dita.
troppo ce ne vuole, magari cominciando ad evitare di chiudersi nel recinto di formello e far uscire la lazio tutta, fuori dai cancelli della comunicazione.
magari investendo seriamente in questo settore qui, dal restyling del logo (curioso puntiamo sull'identità e neanche cè scritto 1900 mentre qualcuno altro si vanta del 1927), al negozio in centro, al sito ufficiale, alla gestione dei calciatori su radio e tv, agli accordi commerciali, ad una maggior delega dei poteri a professionisti del settore, ad introduzione nell'organigramma di ruoli oggettivamente scoperti, per non parlare del mistero della questione stadio-tiberina, tanto per cominciare.
io tutto ciò lo vedo molto lacunoso ancora, per cui troppo ce ne vuole per l'identità e il club.
ma la differenza è che anche prima questo non c'era ma c'erano i campioni.
oggi neanche quelli, quindi questo aspetto qui diventa cruciale.
alcune cose sono state fatte, ma per me restano ancora poche, troppo poche, soprattutto se, in assenza di elenchi, tutto su questo dobbiamo puntare.