Partita difficilissima.
Mi ricorda Lazio- Chievo, o il drammatico Lazio-Bari con Zarate sul muretto.
Queste partite qui, dopo un filotto di vittorie, dopo un risultato appagante come quello di Firenze, la Lazio di solito le stecca.
E alla fine sono i punti che perdi a Lazio-Torino che delineano che campionato farai.
Battere il Torino sarebbe un segno di enorme maturità, quattro vittorie di fila denoterebbero concentrazione e cattiveria.
Vorrei che Pioli riuscisse nell'impresa di far restare il gruppo sul pezzo. Un po' come faceva Conte nella Juventus, prima che i bianconeri capissero di essere i più forti.
Qui, si definiscono i contorni di un'intera stagione, anzi, di un progetto tecnico, altro che cazzi.
Poi se perdi o pareggi c'è tempo di recuperare, se vinci non hai fatto ancora niente, per carità.
Ma se ti vai a prendere questi tre punti dai un segnale fortissimo all'ambiente, rafforzi le tue convinzioni, instilli un po' di nervosismo altrove, inizi a vedere bersagli grossi all'orizzonte.
E magari ti viene un altro po' di fame.