Da quello che vedo reja preferisce aspettare...
REJA PREFERISCE LA LAZIO D'ATTESA
Con Parma e Catania solite difficoltà a "fare" la partita e per due volte costretti alla rimonta. Ne ha parlato nella riunione tecnica con la squadra: meglio stanare gli avversari e giocare sulle ripartenze, l'analisi deriva dalle caratteristiche dei giocatori e dalla scarsa profondità sulle fasce, Mauri decisivo per il gol.
Volete i risultati o il gioco? Cinque punti nelle ultime cinque giornate, il muro alzato dal Catania dopo l'assalto senza successo a Parma. Reja ha deciso: la Lazio costretta a rimontare non gli piace e ne ha parlato ieri ai suoi giocatori. Si torna all'antico. Pazienza se arriverà qualche fischio o si parlerà di fortuna. Il mister preferisce la Lazio cinica, quella che stana gli avversari, colpisce e gioca d'astuzia, aspettando che siano gli altri a scoprirsi. Tattica più redditizia, ma anche adeguata alla struttura della squadra. Si gioca sugli inserimenti dei centrocampisti, si cerca di sfruttare la velocità di Zarate e le ripartenze, coprendo la linea difensiva per esaltare, dopo aver riconquistato il pallone, le qualità di giocatori che eccellono negli spazi. Andare all'assalto non conviene, non è nelle corde della Lazio, prendi gol. Manca la stazza fisica per mettere sotto gli avversari, non c'è spinta sulle fasce laterali. Hernanes e Mauri sono esterni adattati e che si accentrano; se marcato, da punta centrale, Zarate fatica; Floccari è costretto a muoversi da regista d'attacco, guardando Muslera. Nella passata stagione, con il 3-5-2, la Lazio arrivava sul fondo e sfondava a sinistra con Kolarov. Lichsteiner è più arretrato: con la difesa a quattro, deve preoccuparsi di fare il terzino, non può solo attaccare. E la Lazio, cercando la profondità per vie centrali, finisce nell'imbuto, come è accaduto con il Catania.
LEZIONE -Reja ne ha parlato ieri mattina, nello spogliatoio di Formello, alla squadra. Va bene cercareil gioco, ma vincere è meglio. Lo dicono i risultati, la storia recente della Lazio ( anche sotto la guida di Rossi), le ultime due partite. A Parma, gol di Crespo e biancocelesti costretti a inseguire. Domenica all'Olimpico, Giampaolo ha giocato la stessa partita che la Lazio aveva fatto (vincendo) fuori casa con Bari e Palermo. Tutti dietro la linea della palla in attesa di trovare il momento giusto per segnare. Così Reja vuole che la Lazio torni ad esprimersi, perché la sua impressione - come ha spiegato anche domenica nelle interviste - è che non ci siano le caratteristiche e la forza fisica per " fare" la partita. Per riuscirci, bisogna portare in attacco troppi giocatori.
COPERTURE -Domenica nel secondo tempo la Lazio si è spaccata in due, quattro a difendere e cinque o sei ad attaccare, rischiando troppe volte il contropiede del Catania, non solo nell'ultima azione. Questa l'analisi di Reja, che ha sondato il parere e gli umori dei suoi giocatori. C'è chi era d'accordo e chi, invece, preferirebbe imporre il gioco attraverso le qualità tecniche. Il campionato, però, va nella direzione contraria. Il Milan, tolti Ronaldinho e Pirlo, aggiunti due mediani, s'è messo a volare. Pizarro fatica a riemergere nel centrocampo della Roma, il Palermo ha trovato la quadratura senza Liverani e rinunciando ad una vera punta. La Lazio, per tornare a bomba, non segna se Mauri perde lucidità: con 7 assist e 3 reti, il centrocampista azzurro è entrato in 10 gol sui 17 realizzati sinora dalla squadra biancoceleste. Nessuno è così decisivo.
Fonte: Corriere dello Sport
Lui é il mister e in parte mi trova d'accordo, quello su cui nutro molti dubbi é sull'efficacia difensiva della Lazio durante un lungo assedio da parte delle altre squadre.
A palermo vincemmo ma si poteva tranquillamente perdere...aspettare troppo all'inter sarebbe secondo me sbagliato, puoi aspettare un catania o una fiorentina peró no una grande che prima o poi il gol te lo fá.
Sulla carta é un 2, tanto vale che te la giochi