Scrivere un libro, ovvero Crossover di "cose da fare nella vita".

Aperto da Rivolazionario, 15 Ott 2014, 20:39

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V.

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per i soldi o la gloria la sostanza non cambia, sempre romanzo è.
la crisi enorme di lettori e l'assenza di un vero blockbuster italiano dicono che il romanzo in italia è ko, sia per talenti che per lettori.
che leggere sia fatica lo si sa da sempre. ma i grandi romanzi più che intercettare, creano l'immaginario dei lettori.
gli instant book non sono mai romanzi.
i romanzi che invece sfondano e si impongono sul serio sono come pifferai magici, e questi pifferai in italia non ci stanno. Capita, si va a stagioni, ma non ci stanno. Il campare di rendita è finito. non ci sono romanzieri così notevoli così potenti che facciano da traino a chiunque voglia scrivere, e l'emulazione è importante (parlo di romanzieri perchè l'editoria italiana rifugge i racconti come la peste. oggi per pubblicare un libro di racconti lo scrittore si deve imporre sull'editore)

La gente vuole la merda? Mah, bisogna contare fino a 100 prima di esplodere con questa sentenza, e contando fino a 99 se ne trova di monnezza molto vicina a noi che alle famose 50 sfumature. E se non è monnezza è roba che non scalda i cuori e non ci fa spellare le mani, però magari è roba che resiste e vende. Ho scoperto di recente che il Paese dove Tex e Dylan Dog al mese vendono un totale di 300mila copie, e dove le ristampe Tex la Repubblica dal 2007 al 2011 hanno venduto 27milioni di copie. sono fumetti però vendono cifre per cui uno scrittore italiano oggi si taglierebbe i polsi.

classifiche alla mano - quelle che vanno dal primo a chi vende appena 3mila copie-  gli scrittori italiani (fiction, narrativa) che possono dire  "vendo dunque esisto" stanno quasi tutti sotto le 100mila, hanno nomi che a una festa, a una cena, a un calcetto, non direbbero niente a nessuno.

gli scrittori oggi tutto sono tranne che nazionalpopolari. e non c'entra la raffinatezza che il grande pubblico non coglierebbe. è che non ci stanno grandi scrittori. Non parliamo poi del passato, anche più recente, cioè del catalogo: gli scaffali feltrinelli sono gestiti da computer che assicura massimo 45 gg di vita a ciascun libro e poi basta. Anche di molti autori che piacciono a voi sommamente oggi fatichereste a trovare i primi libri, roba di 15/20 anni fa, non di un secolo.

di solito controllo sempre, ma a occhio nel topic sui libri non c'è una copertina vecchia più di 15 anni, e non c'è un libro che parla di altri libri, e soprattutto non c'è storia intorno ai libri quando se ne vuole parlare: è come se i capolavori spuntassero dal nulla e intorno al nulla rimanessero. un po' come se un bambino ci chiedesse il secondo e terzo e quarto posto dei campionati del milan e della juve anni 90 e noi gli rispondessimo: "boh, che ne so". Persino la Lazio anni 90 sparirebbe..

é ovvio che il livello di lettura e di spettatori scende se il paragone è solo il presente e se -per fare un esempio- Cèline non incuriosisce a scoprire altri maledetti francesi. E dire che da molti anni c'è la banda larga e google, si possono fare ricerche in rete e trovare il mondo, ma sui libri grava sempre un peso da senso del dovere, un peso scolastico misto a un'aura di nobiltà. Un buon libro basta a se stesso dice la regola.

I libri però sono cultura cioè di consumo ma è più facile vedere oggi che le serie tv vivono di osmosi, cioè di link, notizie e approfondimenti, che non il mondo dei libri, che è molto più autosufficiente: "mi è piaciuto", "mi annoia", "bello", "che palle". e stop

allora mi incuriosisce questo insistere sul fare il romanzo, sul fare il racconto, che poi è il bacino "ideale" dove pesca un mercato editoriale italiano che però è già morto e fallito: tutti gli editori aprono una collana italiana che banalmente non vende. E gira monnezza in tale quantità che manco i vecchi remainders riescono a smaltire, infatti anche le librerie dell'usato e i magazzini di stoccaggio chiudono.


porgascogne

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Interventi interessantissimi.

Dico solo, come inutile orpello alla discussione, che nel topic sui libri si parla poco dei classici capolavori perchè (immagino) tutti o quasi tutti li abbiamo letti (da Céline e Stevenson, da Kerouac a Wilde, da Woolf a Tondelli)

Credo

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Citazione di: porgascogne il 26 Ott 2014, 14:41
Interventi interessantissimi.

Dico solo, come inutile orpello alla discussione, che nel topic sui libri si parla poco dei classici capolavori perchè (immagino) tutti o quasi tutti li abbiamo letti (da Céline e Stevenson, da Kerouac a Wilde, da Woolf a Tondelli)

Credo

ma infatti non alludo ai classici che erano classici già da quanto eravamo bambini. alludo a roba uscita massimo 30/40 anni fa.

Thorin

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Citazione di: PILØ il 25 Ott 2014, 08:15
Come dice Renè Ferretti, la gente vuole la merda.
50 sfumature di grigio fa il botto e romanzi scritti bene raccolgono la polvere sugli scaffali delle librerie.
Il duri scontro con la realtà l'ho avuto quando cercavo (in verità lo cerco ancora) il romanzo di H. S.  Thompson che parla del suo periodo da infiltrato negli Hell's Angels.
Non l'ho trovato ma in compenso c'erano scaffali pieni di fabio volo.
"Viva la merda!" (cit.)

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Citazione di: V. il 25 Ott 2014, 16:07
per i soldi o la gloria la sostanza non cambia, sempre romanzo è.

Scusami ma no. :)
Odio gli scrittori in giacca e cravatta, quelli che sembra si mettano alla scrivania come impiegati alle otto di mattina. Alla Augias, per esempio.
Lo scrittore, il romanziere, deve comunicare e trasmettere emozioni, meglio se vissute sulla propria pelle ma anche se osservate, il libro dev'essere il tramite fra il lettore e lo scrittore, dev'essere carne e sangue.
Attenzione che mica dico che uno scrittore non deve guadagnarci, dico solo che se ci guadagna è meglio, ma non deve essere l'unico fine.

Cliath

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Citazione di: Thorin il 26 Ott 2014, 16:36

Scusami ma no. :)
Odio gli scrittori in giacca e cravatta, quelli che sembra si mettano alla scrivania come impiegati alle otto di mattina. Alla Augias, per esempio.
Lo scrittore, il romanziere, deve comunicare e trasmettere emozioni, meglio se vissute sulla propria pelle ma anche se osservate, il libro dev'essere il tramite fra il lettore e lo scrittore, dev'essere carne e sangue.
Attenzione che mica dico che uno scrittore non deve guadagnarci, dico solo che se ci guadagna è meglio, ma non deve essere l'unico fine.

Quindi non potrà mai farlo di mestiere...


Ah, V., ti ho sentito stasera in radio: bravo.  :beer:

carib

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Citazione di: Cliath il 26 Ott 2014, 23:15
Quindi non potrà mai farlo di mestiere...


Ah, V., ti ho sentito stasera in radio: bravo.  :beer:
La risposta è nella frase appena prima di quella che hai grassettato...

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Citazione di: Thorin il 26 Ott 2014, 16:36

Scusami ma no. :)
Odio gli scrittori in giacca e cravatta, quelli che sembra si mettano alla scrivania come impiegati alle otto di mattina. Alla Augias, per esempio.
Lo scrittore, il romanziere, deve comunicare e trasmettere emozioni, meglio se vissute sulla propria pelle ma anche se osservate, il libro dev'essere il tramite fra il lettore e lo scrittore, dev'essere carne e sangue.
Attenzione che mica dico che uno scrittore non deve guadagnarci, dico solo che se ci guadagna è meglio, ma non deve essere l'unico fine.

dovessimo fare la lista degli scrittori che hanno scritto gioielli perchè avevano bisogno di soldi...
andiamo da mario puzo a landolfi, da faulkner a bukowski.

moravia con otto ore al giorno ha scritto grandi libri. è la metodicità che dà fastidio?
quanto allo stare in mezzo alla vita, ogni scrittore ha trovato il suo baricentro dove voleva. ci sono capolavori scritti dentro una cella, o dentro una stanza misera.

ti rispondo su hunter thompson, intendi questo libro http://www.ebay.it/itm/Hunter-S-Thompson-Hells-Angels-in-italiano-/251619715088
no, non è la gente che vuole la merda. è che l'altra gente (quella brava, quella intelligente, quella sensibile) hunter thompson non se l'è mai filato, al di là del libro classico su las vegas. tanto che se cerchi su ibs i libri disponibili sono due, mentre di tradotti in italiano ce ne sono di più

Meglio del sesso, i mille modi per eleggere un presidente USA (Bompiani, 1999)
Cronache del rum (Baldini Castoldi Dalai, 2007)
Screwjack (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hell's Angels (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hey Rube - Sport violenti, la dottrina di Bush e la spirale discendente dell'idiozia. Storia moderna dalla pagina dello sport (Fandango, 2009)
Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (Baldini Castoldi Dalai, 2010)

ma thompson come mille altri, oltre la febbre da personaggio in italia non è mai andato. e non perché vince Fabio Volo.
è proprio il fattore "Volo" che è una falsa pista.

Thorin

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Citazione di: V. il 27 Ott 2014, 01:22
dovessimo fare la lista degli scrittori che hanno scritto gioielli perchè avevano bisogno di soldi...
andiamo da mario puzo a landolfi, da faulkner a bukowski.

moravia con otto ore al giorno ha scritto grandi libri. è la metodicità che dà fastidio?
quanto allo stare in mezzo alla vita, ogni scrittore ha trovato il suo baricentro dove voleva. ci sono capolavori scritti dentro una cella, o dentro una stanza misera.

ti rispondo su hunter thompson, intendi questo libro http://www.ebay.it/itm/Hunter-S-Thompson-Hells-Angels-in-italiano-/251619715088
no, non è la gente che vuole la merda. è che l'altra gente (quella brava, quella intelligente, quella sensibile) hunter thompson non se l'è mai filato, al di là del libro classico su las vegas. tanto che se cerchi su ibs i libri disponibili sono due, mentre di tradotti in italiano ce ne sono di più

Meglio del sesso, i mille modi per eleggere un presidente USA (Bompiani, 1999)
Cronache del rum (Baldini Castoldi Dalai, 2007)
Screwjack (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hell's Angels (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hey Rube - Sport violenti, la dottrina di Bush e la spirale discendente dell'idiozia. Storia moderna dalla pagina dello sport (Fandango, 2009)
Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (Baldini Castoldi Dalai, 2010)

ma thompson come mille altri, oltre la febbre da personaggio in italia non è mai andato. e non perché vince Fabio Volo.
è proprio il fattore "Volo" che è una falsa pista.

Chiaro, lo stesso Buk diceva che scrivere era sempre meglio che lavorare.
Non lo so, forse hai ragione ed è semplicemente un mio pregiudizio, un retaggio adolescenziale nel quale lo scrittore deve essere il più maledetto degli artisti, quindi se vedo uno scrittore che sembra un impiegato mi puzza di fregatura.

PS. Il link che mi hai dato purtroppo porta già ad una pagina vuota, questo benedetto libro in italiano non si trova, neanche in pdf, neanche in epub  :s

Citazione di: V. il 27 Ott 2014, 01:22
ma thompson come mille altri, oltre la febbre da personaggio in italia non è mai andato. e non perché vince Fabio Volo.
è proprio il fattore "Volo" che è una falsa pista.

Interessante, secondo te perchè?

Sonni Boi

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Citazione di: V. il 27 Ott 2014, 01:22
dovessimo fare la lista degli scrittori che hanno scritto gioielli perchè avevano bisogno di soldi...
andiamo da mario puzo a landolfi, da faulkner a bukowski.

Dostoevskij il caso più clamoroso.

Scrisse il semiautobiografico "Il Giocatore" con i creditori letteralmente alle calcagna e i buffi causati dal gioco che lo sommergevano.

Sulla metodicità ci sarebbe da citare un certo (d'accordo, non era uno scrittore, ma comunque mi sento di estendere il discorso) Kant. Gli abitanti di Konigsberg conoscevano talmente bene i suoi orari e le sue abitudini da settare gli orologi alle 17 in concomitanza con le sue passeggiate pomeridiane nel parco.

Sono comunque solo note di colore, concordo a grandi linee con quanto affermato da Thorin.

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