Antonio Candreva (Topic ufficiale)

Aperto da charlie, 09 Feb 2013, 16:38

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Citazione di: naoko il 29 Ott 2014, 08:17
Dalla rassegna stampa di oggi, articolo del Messaggero, Emiliano Bernardini/Daniele Magliocchetti



Da nemico pubblico a idolo tutto in poco più di mille giorni. Tanto è servito ad Antonio Candreva per trasformare i fischi dei tifosi della Lazio in applausi scroscianti. «Il primo giorno che sono arrivato a Formello lo ricordo ancora. C'erano molte persone qui al centro sportivo e quando sono passato con la mia macchina, avevo una 500, mi hanno insultato pesantemente per il fatto che ero tifoso della Roma».
Quindi è stato costretto a nascondersi dai tifosi nei giorni seguenti?
«In un certo senso sì. Arrivavo sempre molto presto la mattina, non volevo trovare nessuno all'entrata di Formello. Questo mi consentiva di isolarmi e di lavorare con tranquillità. Abitavo ad Anzio in quel periodo, una casa che avevo già. Non ero sicuro di restare e quindi ho fatto questo sacrificio. Alla fine ne è valsa la pena».
Non sono stati affatto giorni semplici.
«Assolutamente no. Non riuscivo a vedere luce, non vedevo miglioramenti e non giocavo bene. Ricordo che a Madrid, eravamo lì per la gara di Europa League, mi dissi Antonio te ne devi andare».
Ci spieghi meglio.
«Erano passati 25/30 giorni dal mio approdo in biancoceleste e la situazione era sempre più pesante. Anche se resto non sarò mai amato veramente, ripetevo a me stesso. Poi anche le successive partite non sono state assolutamente all'altezza e ho pensato: a fine stagione me ne vado».
Qual è stata la gara della svolta?
«Sicuramente la sfida dell'Olimpico con il Napoli (era il 7 aprile ndr). Non avrei dovuto nemmeno giocare da titolare, ero in ballottaggio proprio perché non stavo andando benissimo. Poi il mister mi lanciò dal primo minuto e fui fortunato perché trovai il gol dopo appena nove minuti. Lì è scattata in me una molla che mi ha dato molta serenità».
Adesso invece i tifosi stravedono per lei.
«Questo mi fa molto piacere, non sono mai stato così tanto amato. In nessuna delle società dove ho giocato sono stato così tanto apprezzato sia come calciatore che come uomo e di questo sono veramente orgoglioso».
È per questo che ora vuole diventare capitano e bandiera della Lazio?
«Direi un mix di tutto questo. Alla Lazio mi sento a casa e quindi vorrei diventare un punto di riferimento per questa società perché adesso mi sento un tifoso biancoceleste. Quando scendo in campo rosico se perdiamo o se magari ci fanno un torto. Mi sento responsabile quando indosso questa maglia».
Questo smentisce tutte le voci che la volevano via da Roma.
«Io ho sempre voluto rimanere alla Lazio. È quello che ho ripetuto ai miei procuratori fin quando è iniziata tutta questa storia. È vero ci sono state diverse squadre che si sono fatta avanti, ma ripeto ho sempre desiderato firmare con la Lazio».
E allora la Champions e la casa a Torino?
«Tutte voci. Smentisco tutto. La mia risposta sulla Champions è stata travisata. Io ho solo detto che mi sarebbe piaciuto giocare la Champions League, ma questo credo che sia il sogno di ogni giocatore. Ma da lì a dire Candreva se ne vuole andare... Mai preso casa a Torino, anzi la cosa mi ha fatto molto arrabbiare e innervosire».
Poi il 22 settembre la tanto sospirata firma.
«La sera prima ho avuto un incontro con il presidente Lotito nel quale abbiamo trovato l'intesa. La mattina dopo sono venuto prestissimo a Formello e ho messo nero su bianco. Sono stato molto felice tanto che sono corso in radio a dirlo a tutti i tifosi».
Che giocatore è Antonio Candreva?
«Nasco mezzala, ruolo che ho ricoperto a Cesena, a Parma e anche nella Juventus. Esterno lo sono diventato qui alla Lazio. Non pensavo di avere queste doti e adesso guai a chi mi tocca la fascia».
Anche quella di capitano?
«Vorrei tanto diventare capitano della Lazio ma non voglio passare da presuntuoso. Adesso mi sento pronto e magari chissà un giorno mi faranno questo regalo».
Gol sì, ma soprattutto uomo assist...
«A me da piccolo piaceva molto più fare assist che segnare. Mi esaltavo per un bel passaggio o quando mandavo in porta un mio compagno. Per me era come fare gol. Ora è la stessa cosa».
Le punizioni le calcerà Biglia?
«Ride, ndr. Dopo quella che ha segnato con il Torino gli ho detto: Guarda che adesso non è che te le faccio tirare tutte eh?! Scherzo, magari le tirasse tutte così».
Una delle critiche che le fanno è quella di essere egoista.
«Questa cosa mi fa arrabbiare da matti. Bisogna essere realisti io posso piacere o no ma mi dà fastidio che non si dica la verità sulle persone».
Corre, segna e fa assist. Ma nella vita privata Antonio chi è?
«Sono un ragazzo introverso, non do molta confidenza. Un piccolo difetto che ho è che sono permaloso. Dentro lo spogliatoio però sono uno molto sorridente, faccio scherzi a tutti. Sono anche un pantofolaio, non mi piace molto uscire, preferisco stare con mia figlia». Lei è un tipo scaramantico? La barba lunga ha qualche significato?
«La barba è un'anno che la faccio crescere ma non è assolutamente un fatto di scaramanzia. All'inizio non mi piaceva, poi mi hanno fatto notare che mi stava bene e allora ho deciso di lasciarla. Ho un rito però: allaccio prima la scrpa sinistra e poi quella destra».
Un sogno che vorrebbe realizzare con la maglia della Lazio?
«Ne ho tanti. Resto con i piedi per terra e dico: Vorrei raggiungere quest'anno il terzo posto».
E lo scudetto?
«Scudetto è una parola grandissima. Ci sono squadre molto attrezzate, alla Lazio manca ancora qualcosa per lottare insieme a Juventus e Roma. Il salto che dobbiamo fare non è così grande ma il gap c'è. Quest'anno c'è la volontà di vincere sempre, ce la giochiamo con tutti perché sappiamo che siamo forti».
Un mentalità che ha riportato la gente allo stadio...
«È proprio quello che volevamo, riportare entusiasmo, vedere lo stadio come domenica ci dà una carica pazzesca. Vorremmo vederlo così tutte le domeniche perché i tifosi sono la nostra forza».
Il segreto è anche Pioli...
«Lui è sicuramente l'arma in più. Ci sta facendo fare un grosso salto di qualità per quanto riguarda la mentalità».
Capitolo Nazionale?
«Conte è veramente forte è un mister perfetto sotto tutti i punti di vista. Se guardo indietro brucia ancora tanto la delusione mondiale. Guardando avanti vorrei poter giocare l'Europeo in Francia e giocarlo da protagonista».
Domani la sfida con il Verona, guardando gli altri incroci un'occasione ghiotta per la Lazio.
«Non dobbiamo assolutamente fare l'errore di andare a Verona convinti di aver già vinto. Ricordiamoci il 4-1 dello scorso anno. Tanto più che loro dopo i sei gol subiti dal Napoli avranno cominciato a preparare la sfida già dallo spogliatoio del San Paolo. Dobbiamo restare con i piedi per terra, certo però che se vinciamo...»



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Bella intervista, grande Antonio!
:since

skizzo87

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Citazione di: fabrizio1983 il 29 Ott 2014, 09:39
Ma me sbaglio o abbiamo segnato sulla punizione di candreva dome ica

Vogliamo contare quante Punizioni ha battuto Candreva in questi anni dall'Ottobre 2013 (ultimo gol su punizione della Lazio fatto da Hernanes)?

Biglia da quanto e' alla Lazio ha battuto due punizioni tirando in porta di cui ho memoria. Quella di Domenica e una l'anno scorso in cui ha inquadrato la porta.

p.s. consideriamo che domenica Gillet c'ha fatto un bel favore con quella respinta.

vaz

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la parte dell'intervista che mi ha colpito è quando dice che rosica se la Lazio perde o subisce un torto.
ma non dovrebbe essere sempre e per tutti cosí?
quessta frase conferma un mio sospetto, ovvero che, mediamente, al primo posto
nella testa di un calciatore mentre sta giocando ci sta lui stesso in rapporto all'ambiente
che lo circonda e non il " noi " dell'essere una squadra.

skizzo87

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Citazione di: vaz il 29 Ott 2014, 09:48
si vabbè skì ma sticazzi
Citazione di: Mohammed Hussein il 29 Ott 2014, 09:49
A Ski sei peggio de Quito  :beer:

Oggi e' una giornata del casso... abbiate pieta' :D

RubinCarter

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Citazione di: skizzo87 il 29 Ott 2014, 09:52
Oggi e' una giornata del casso... abbiate pieta' :D

Leggi du post a caso de fabrizio.
Capisci che te poteva annà peggio e te torna il sorriso.

AquilaLidense

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Cliath

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Citazione di: skizzo87 il 29 Ott 2014, 09:45
Vogliamo contare quante Punizioni ha battuto Candreva in questi anni dall'Ottobre 2013 (ultimo gol su punizione della Lazio fatto da Hernanes)?

Biglia da quanto e' alla Lazio ha battuto due punizioni tirando in porta di cui ho memoria. Quella di Domenica e una l'anno scorso in cui ha inquadrato la porta.

p.s. consideriamo che domenica Gillet c'ha fatto un bel favore con quella respinta.

Diciamo che se lasciasse a Biglia almeno le punizioni corte, noi mica ci offendiamo, eh.

cuchillo

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Candreva è l'esempio vivente che se sei un giocatore vero, ti servono due mesi per superare le difficoltà e fare la differenza in una squadra a suo tempo di buon livello e di buonissimo livello, quest'anno.
Aveva 24 anni quando è arrivato qui. Aveva l'alibi della non completa maturazione anagrafico-calcistica ma non l'ha usato.
Io penso che se sei un giocatore, hai bisogno di un tempo ragionevolmente breve per farlo vedere. Che non possono essere due anni, perché il tempo è una risorsa economica preziosa. Nessuno te lo ridà indietro e le stagioni vanno a farsi benedire.
Tutto il resto sono raspette. 

sharp

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La storia di Candreva alla Lazio cambiò con quel goal, da li si sbloccò
E comincio a fare grandi cose partita dopo partita.

Cuchillo con il tuo ragionamento per cui i giocatori non si aspettano più di un tot, juventus e a maggior ragione, cesena hanno detto ciao ad uno che al momento è (da 2/3anni) uno dei giocatori più forti, almeno qui in Italia.

Altro aspetto interessante che lui da mezzapunta 3/4ista aveva fatto si bene, ma non così bene come da esterno, alle volte ci vuole anche la fortuna di trovare l'allenatore che ti metta nella posizione a te più congeniale (e spesso trovi quello che al contrario sbaglia proprio la valutazione e ti rovina)

inviato col mio tablet 3 ___ sempreforzaLazio e asriommammerdafognadestacittå


cuchillo

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Citazione di: sharp il 29 Ott 2014, 17:23
Cuchillo con il tuo ragionamento per cui i giocatori non si aspettano più di un tot, juventus e a maggior ragione, cesena hanno detto ciao ad uno che al momento è (da 2/3anni) uno dei giocatori più forti, almeno qui in Italia.

Spiego meglio il mio punto di vista. I giocatori li puoi anche aspettare. Ma non puoi avere 7 giocatori che devi aspettare. Altrimenti arrivi nono ed esci coi Bulgari.
Lo scorso anno in certe partite c'erano contemporaneamente Cavanda, Novaretti, Onazi, Felipe Anderson, Ederson e Perea. E' normale che poi vai a Cipro e non fai un tiro in porta.
Sono tutti giocatori che presi singolarmente puoi anche aspettare, dosandone l'utilizzo e pregando la Madonna di Pompei che non facciano particolari danni, ma che in un compesso di squadra non puoi prevedere simultaneamente.

Candreva, grazie anche all'intuizione di Reja di defilarlo dal gioco, c'ha messo due mesi, Ledesma (giocatore vero) ci mise 3 mesi, Rocchi ingranò subito, Cesar esplose all'inizio della sua seconda stagione, non aspettò dicembre, Fiore anche, Hernanes incantò subito, André Dias ci mese un mesetto, Biava qualcosa di più ma non molto di più e così via.

Quello che voglio dire è che diffido dei giocatori eternamente "da aspettare". Perché aspettare ha un prezzo e il prezzo sono i punti in classifica e le eliminazioni. Tutto qua.

Candreva non lo abbiamo dovuto aspettare, se non due aspettabilissimi mesi.
La Juventus e il Cesena hanno sbagliato, non c'è che dire.

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sharp

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Messo così è inoppugnabile,  è chiaro che se prendi  6/7 giocatori che dimostrano di avere i numeri e però al contempo la necessità di crescere/ritrovarsi/ e/o ritrovare i ritmi la cosa è insostenibile non solo per noi ma per qualsiasi squadra.

Va anche detto che tra quelli da te nominati cerano situazioni differenti, alcuni provenivano dalla primavera, e quindi al.limite bisognava gestirne l'inserimento in maniera diversa, altri venivano da infortuni che li avevano bloccati dopo un brillante inizio carriera (Ederson), e quindi hai provato a vedere se fosse possibile recuperarlo.

Io però tendenzialmente batto il tasto del nostro essere troppo pronti a dare del pippalsugo a chiunque non riesca a esprimersi sin ad subito, il calcio è uno sport di squadra spesso basta un  utilizzo sbagliato dal punto di vista tattico. Io sono dell'avviso che se un giocatore dimostra di avere delle capacità fuori dal comune vada "nei limiti del possibile" aspettato.


inviato con il mio S3
sempre forza Lazio
e asriommammerdafognadestacittá







   


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Hanno sbagliato coloro che lo hanno bocciato prima dei 24 anni.  Capito???

gaizkamendieta

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Citazione di: cuchillo il 29 Ott 2014, 16:13
Candreva è l'esempio vivente che se sei un giocatore vero, ti servono due mesi per superare le difficoltà e fare la differenza in una squadra a suo tempo di buon livello e di buonissimo livello, quest'anno.
Aveva 24 anni quando è arrivato qui. Aveva l'alibi della non completa maturazione anagrafico-calcistica ma non l'ha usato.
Io penso che se sei un giocatore, hai bisogno di un tempo ragionevolmente breve per farlo vedere. Che non possono essere due anni, perché il tempo è una risorsa economica preziosa. Nessuno te lo ridà indietro e le stagioni vanno a farsi benedire.
Tutto il resto sono raspette.
dipende anche dall'eta, se hai vent'anni si puo' anche aspettare, anzi si deve.

superaquila

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Citazione di: gaizkamendieta il 29 Ott 2014, 20:07
dipende anche dall'eta, se hai vent'anni si puo' anche aspettare, anzi si deve.
Giustissimo.    ;)

Tarallo

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Io voglio, devo, non riesco a non dire questa cosa:
Premessa: è un fenomeno. Il suo impatto su questa squadra credo non abbia eguali. Se la gioca con Biglia, tie', m'allargo.
Ora: dice i numeri parlano chiaro. Assist, tiri, gol. Un volume e un tasso di successo da paura.

Per me però ha un limite clamoroso: fa troppo spesso la scelta sbagliata. Guardate ieri sera. La prima occasione tira, Klose quasi prende il tap-in ma era in posizione perfetta per l'assist e se ne lamenta. Tira anche alla seconda occasione e si ha l'impressione che alla terza scelga il passaggio perché le prime due sono andate male. Non può essere questa la logica.
In un paio di occasioni ci sono chiamate evidenti che avrebbero dovuto innescare il passaggio ma niente (una clamorosa di Parolo). C'è la bomba del secondo tempo che attraversa lo specchio, quello doveva essere un passaggio tutta la vita. Sfortunato nel cross per Lulic, scelta giusta ma gli resta dietro di un niente, e gran tocco sul secondo gol.

Ho paura che questo sia un suo limite nascosto dal volume di grandissime cose che fa.
Comunque grato in eternità della sua presenza, questo diventerà uno dei grandi della nostra storia.

italicbold

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Se non si prende i suoi rituali "Antò mavvattenaffanculo" ogni partita,
non é contento.

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Alexia68

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Citazione di: Tarallo il 04 Nov 2014, 05:42
Io voglio, devo, non riesco a non dire questa cosa:
Premessa: è un fenomeno. Il suo impatto su questa squadra credo non abbia eguali. Se la gioca con Biglia, tie', m'allargo.
Ora: dice i numeri parlano chiaro. Assist, tiri, gol. Un volume e un tasso di successo da paura.

Per me però ha un limite clamoroso: fa troppo spesso la scelta sbagliata. Guardate ieri sera. La prima occasione tira, Klose quasi prende il tap-in ma era in posizione perfetta per l'assist e se ne lamenta. Tira anche alla seconda occasione e si ha l'impressione che alla terza scelga il passaggio perché le prime due sono andate male. Non può essere questa la logica.
In un paio di occasioni ci sono chiamate evidenti che avrebbero dovuto innescare il passaggio ma niente (una clamorosa di Parolo). C'è la bomba del secondo tempo che attraversa lo specchio, quello doveva essere un passaggio tutta la vita. Sfortunato nel cross per Lulic, scelta giusta ma gli resta dietro di un niente, e gran tocco sul secondo gol.

Ho paura che questo sia un suo limite nascosto dal volume di grandissime cose che fa.
Comunque grato in eternità della sua presenza, questo diventerà uno dei grandi della nostra storia.

Purtroppo non fare spesso la cosa giusta è il suo grande limite, altrimenti era Robben.

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Fenomeno vero, grande resistenza tiri in porta, assist, da solo mette paura a mezza difesa delle squadre avversarie.

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