Corriere dello Sport
Malagò: Il calcio cambi o i contributi diminuiranno
Audizione alla Camera sulla legge delega per lo sport: «Datemi i fondi e poi giudicatemi per i miei risultati»
di Ettore Intorcia
«Se il calcio continua a fare un certo tipo di scelte politiche, legittime perché la Federazione è soggetto di diritto privato, questa cifra scenderà ancora». Un altro segnale chiaro al calcio e alla sua governance, un segnale politico che più politico non si può visto che arriva da Montecitorio. Durante l'audizione alla Commissione cultura, sollecitato dall'on. Maria Coscia (Pd) sul tema dei tagli dei contributi alla Figc, il presidente del Coni Giovanni Malagò è stato incisivo: «Non sono un avversario del calcio. Però non ho tagliato niente, ho semplicemente fatto sì che una commissione riconoscesse che il calcio non fosse più un'isola a parte. Fino a quando non sono arrivato io, il calcio aveva una percentuale secca sul finanziamento pubblico. E' rientrato, come tutte le federazioni, nell'ambito di alcune valutazioni. Sulla base delle risultanze di quella commissione è venuto fuori che il calcio ha avuto dei tagli. Ma mi sento di dire che se il calcio lavora e si comporta su certi presupposti, allora può recuperare forse tutto o anche più di quello che ha perso». Senza un cambio di rotta, avverte Malagò, questo non sarà possibile: «Io mi voglio sottoporre a delle valutazioni, ma nessuno deve partire dal presupposto che, qualsiasi cosa succeda, avrà una certa cifra».
Legge delega. L'audizione del presidente del Coni alla Camera rientra nella discussione di due proposte di legge, entrambe del Pd: quella di Marco Di Lello sulle associazioni dilettantistiche e, soprattutto, quella di Filippo Fossati sul riconoscimento della funzione sociale dello sport e sul conferimento al Governo di una delega per una legge quadro. Malagò è favorevole, avverte la necessità per lo sport italiano, quello di vertice e quello di base, professionismo e mondo dei dilettanti, «di una legge quadro, di una cornice all'interno della quale inserire i problemi all'ordine del giorno delle componenti del mondo dello sport. Le esigenze sono diverse ma la cornice è la stessa». A proposito del mondo dei dilettanti, Malagò ha sensibilizzato la commissione sui rapporti di collaborazione e sulla fiscalità agevolata (fino a 7.500 euro).
Contributi e risultati. Il presidente Malagò ha lanciato la proposta di legare i finanziamenti ai risultati: « Scegliete i parametri. Quello della sedentarietà? Ogni un per cento di riduzione facciamo risparmiare allo Stato 200 milioni di euro. Vorrei essere valutato per quello che faccio. Se qualcuno vuole legarlo al medagliare può avere un senso, oppure alla qualità del lavoro fatto per l'associazionismo e la disabilità». Sul tema dello sport nelle scuole - il Coni ha appena lanciato il progetto "Sport in classe" per le elementari - botta e risposta con Valente (5 Stelle). Malagò rivendica: «Datemi i fondi che lo Stato investe sul sistema sportivo nella scuola e io poi potrei gestirlo per intero. Spulciatevi il nostro statuto. Lo dico con onestà, poi ci rendiamo conto che se non facciamo noi qualcosa per la scuola, così come è strutturata, anche per decenni di superficialità e lassismo sull'argomento, noi ci ritroviamo a mal partito».