A tratti, la partita di ieri, per la sinfonia del maestro Garcia, è stata più umiliante dell'andata.
Un Bayern a velocità ridotta ha occupato in maniera permanente la metà campo avversaria, spesso con dieci(!) giocatori. Una supremazia schiacciante di chi sa che può fargli gol ad ogni azione.
Dall'altra parte, barricate e sguardi docili per intenerire i giocatori tedeschi.
L'educatore che rinuncia al gioco, alla sua filosofia, alla "supremazia", sbagliando scelte tecniche macroscopiche (l'esclusione di Gervinho).
Solo il loro ego spropositato, accecato e intimamente perdente - gonfiato da un circo mediatico di provincia - può considerare positiva una serata del genere.
Lezione di calcio e sconfitta.
Stiamo alle solite.