Il selfie del 26 maggio e la sigaretta di Giuliano Fiorini
di Vincenzo Cerracchio
E' francamente un peccato che Lotito abbia voluto commentare il gesto di T dopo il gol segnato nel derby. Non tanto per la polemica reciproca che ne è seguita, puerile da far ridere (o impaurire, pensando a chi siamo in mano), quanto per il senso che ne è stato dato. Una piccola, stupida rivincita verbale che non ci appartiene, non appartiene alla nostra Storia di 115 anni.
La **** vive di provocazioni da quando c'è T. Che del resto sulla battuta ha costruito la sua simpatia-antipatia. E che gli è valsa anche proficui arrotondamenti pubblicitari, perfino uno sketch con Del Piero per lanciare il suo libro di barzellette. Operazioni di marketing perfettamente riuscite. Sono soldi. Chissà quante magliette spiritose gli sono rimaste nascoste sotto la casacca per gli innumerevoli derby perduti in questi vent'anni. Quanti gesti sarcastici ha dovuto rimandare: magari la scenetta di domenica l'aveva preparata per il 26 maggio...chi può saperlo?
E quando consigliò a Osvaldo di indossare la maglietta "Vi ho purgato anch'io"? Che risate. Poteva andare così anche domenica se Klose avesse chiuso il match sul 3-2. E se Mauri non fosse stato fermato dal palo, il selfie non lo avremmo forse mai visto. Mauri, capitano senza se(lfie) e senza ma(ss-media), come abbiamo scritto a caldo perché è questa l'unica verità. Sullo stile di Zoff, di Maldini, di Zanetti...Che è altro, appunto. Come è altro, è coraggio, il dito alzato di Chinaglia e Di Canio sotto la Sud. E che distingue, marca una differenza che c'è. Tra due mondi diversi, come spiega la coreografia della Nord, quella sì colta e pungente e che certi tifosi romanisti con la puzza sotto il naso (non li citiamo perché sono uomini di falsa cultura) hanno liquidato con "la capiscono solo loro". E' vero, solo noi la comprendiamo. E non ci interessa che tv e giornali la pubblicizzino, casomai si sognassero per una volta di farlo.
Perché il punto è questo. Essere Laziali vuol dire essere diversi dai Romatristi. I cui nonni, come diceva uno striscione intelligente, cent'anni fa e ancora per tredici a seguire, non potevano che essere laziali. Noi non siamo i buoni, abbiamo semplicemente un altro stile. Diversamente ironico. Lo dice la nostra storia, da Giorgio Vaccaro in poi, dalla fusione respinta al mittente.
Qualcuno ha detto che T andava ammonito. E perché? A noi che ce ne viene? I calciatori ora sanno che possono esultare come vogliono, tutto è lecito. Anche sedersi e sorseggiare un caffè. O forse no...il regolamento sarà reinterpretato con l'eccezione T. Quella che nel mondo arbitrale è già scritta da tempo. Ci fosse stato ancora Giuliano Fiorini, al preparatore amico suo da oggi avrebbe chiesto una sigaretta. Non per pubblicità, solo per farsi una viziosa tirata...
(...e sarebbe stato ammonito, bacchettato dai giornali, squalificato con la prova tv)
Una risata vi seppellirà! Lo ha già detto qualcuno?
Baldi come cazzo te chiami, piglia, incarta, porta a casa e vattene affanculo