Vittoria importantissima. Una partita che Pioli e la squadra dovrebbero studiare a tavolino come sunto delle virtù e dei limiti della stagione.
L'elemento più significativo è stato l'approccio e il sistema di gioco: la Lazio ha un'organizzazione precisa, fatta di pressing alto ma non sconsiderato, gran movimento dei giocatori, occupazione degli spazi, facilità nel creare superiorità numerica e occasioni da gol. In questo contesto hanno spiccato diversi giocatori, tra conferme e novità. Un plauso speciale a Ledesma, laziale e capitano vero, per l'umiltà e la lucidità. E poi un Keita ritrovato (anche se ancora non letale come potrebbe), un Klose smanioso di mettersi in luce, il metronomo Parolo e un ottimo Cataldi, che fa vedere tutte le sue qualità tecniche, oltre alla duttilità tattica. Pioli, giustamente, lo ha spronato a migliorare dal punto di vista fisico, ma il ragazzo è davvero bravo.
Proprio perché è arrivata la vittoria, dovremmo affrontare senza timore i limiti emersi anche in quel di Torino. A partire dalla difficoltà di ammazzare le partite anche quando la superiorità è netta. E la conseguente sindrome del braccino corto che ci manda in palla, facendo resuscitare un Toro in estrema difficoltà. Dopo il 2 a 1, ci sono stati alcuni minuti di vero panico tra alcuni giocatori - e qui veniamo ai punti dolenti - che hanno dimostrato di non essere all'altezza (Konko, Novaretti e successivamente Pereirinha) o al di sotto dei loro standard (Onazi).
Sulla tenuta "psicologica" della squadra può fare molto Pioli, consapevole dei margini di miglioramento. Sulla qualità della rosa e dei ricambi, specialmente in difesa, deve intervenire la società in entrata (benissimo Hoedt, ma non solo) che in uscita (molto e anche all'ingrosso).
Note a margine: 1) a me le nuove regole su fuorigioco e rigori fanno schifo, effetti perversi della sindrome da spettacolarizzazione imposta. 2) al di là dei giudizi di Pulici, è inimmaginabile come tifoso laziale, dal punto di vista dello stile e della scaramanzia, sostenere la scoattata di Lotito sulla "Roma che non vincerà lo scudetto". Una roba simile a quelli che alla fine del primo tempo del derby mandano sms sentendosi già vincitori. Sta roba non c'entra una ceppa con la nostra storia e il nostro modo di essere tifosi.