Sentimenti contraddittori.
A inizio anno avevo pronosticato 70 punti e quarto posto.
Tanto ottimismo (strano, per me) derivava sia dalla buonissima campagna di rafforzamento sia dal fatto di non giocare la coppa internazionale, dato che andava sfruttato col massimo del cinismo possibile.
E' evidente che se per il quarto posto ancora ci sono delle possibilità (per il terzo, secondo me, no), la frontiera dei 70 punti non la toccheremo, a meno di ripetere il girone d'andata di 2 anni fa (molto difficile. Quella era una Lazio matura - troppo, tanto da pagarlo nel ritorno - e collaudatissima, questa è ancora alla ricerca di un'identità).
Le note positive ci sono eccome, ma c'è anche la sensazione che con la minestra di Reja avresti fatto gli stessi punti, punto più punto meno.
6 partite perse (già 3 casalinghe) sono un'enormità.
Se vuoi aspirare a un posto in Europa, devi cominciare a ribaltare qualche partita che ti si mette per il verso sbagliato. 3 volte sei andato sotto in casa e non sei mai riuscito a segnare.
C'è poi la variabile infortuni che pesa tantissimo. Ma quella fa parte del gioco.
Ascrissi la colpa a Reja per gli ultimi 3 mesi del 2011-'12, dove venne dilapidato un vantaggio pazzesco sulla quarta, altrettanto faccio con Pioli.
Se giocatori tendenzialmente sani (non parlo quindi di Konko, Pereirinha, Novaretti ed Ederson...) si fanno male anche loro, evidentemente c'è un problema.
La sfiga in questo sport esiste per una singola partita. Se su 19 partite hai - quando ti va bene - 4 o 5 elementi fuori per infortunio, vuol dire che qualcosa la si sta facendo male.