Fonte: ellenico
Una sentenza [...] di un paese che si professa civile. Hard disk con telefonate registrate usate come prove dell'accusa sparito ma telefonate comunque usate per emettere una sentenza di condanna. Castello accusatorio smontato dimostrando accordi fra accusatore e testimoni per concordare le denunce, telefonate anonime accollate ad altri che partivano da utenze intestate alla moglie della presunta parte lesa, lettera minatoria addossata ad altri che si è scoperto poi che è stata confezionata da persone vicine all'accusatore.
In un paese civile, sarebbe bastata la sparizioni dell'hard disk con le intercettazioni per annullare il procedimento, qui invece si cercava solo una sentenza ad effetto per non far uscire a pezzi la Procura. Un esempio? La condanna di Paolo Arcivieri. La Procura aveva chiesto 8 anni, il tribunale gli ha dato 2 anni e 2 mesi, guardacaso lo stesso identico periodo che l'imputato si è fatto tra carcere e arresto domiciliari, smontando praticamente la tesi della Procura e negando anche la richiesta di interdizione perenne dai pubblici uffici. In pratica, un'assoluzione, ma per l'opinione pubblica bisognava scrivere CONDANNA, in nome del popolo italiano. Lo stesso che ha condannato Lotito per "aggiotaggio manipolativo, ostacolo all'attività della Consob e mancata alienazione della quota racimolata in modo fraudolento", ma ha fatto finire tutto a tarallucci e vino tra prescrizioni, sconti e pena comminata in 3420 euro di multa. Con la Consob che in quel procedimento non si è costituita parte civile, impedendo così di fatto agli azionisti di ottenere il risarcimento del danno subito e valutato dal tribunale stesso in circa 10 milioni di euro.
Ma quale "IN NOME DEL POPOLO ITALIANO", in nome vostro e dei vostri giochetti...