L'AIA e gli Arbitri contro la LAZIO....

Aperto da gentlemen, 10 Feb 2015, 19:11

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12maggio1974

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Citazione di: Mohammed Hussein il 12 Feb 2015, 14:55
Il sorteggio integrale non servirebbe a nulla, perchè in nessun modo influenzerebbe il grande elemento distorsivo del calcio italiano: la sudditanza psicologica.

Se un arbitro sbaglia contro Milan, merde, Napoli viene sbattuto sulle prime pagine di tutti i giornali e TG, e costretto quasi fisicamente a scusarsi e a raddrizzare la situazione nei match successivi.

Se sbaglia contro le medio/piccole, tra le quali purtroppo la Lazio rientra di diritto visto il suo scarso appeal e i suoi scarsi legami col mondo della politica e del giornalismo, può passare la sua settimana in tutta tranquillità.

Fa parzialmente eccezione la Juventus, per il fatto che spacca in due il calcio italiano: è tanto amata quanto odiata, e quando si sbaglia in suo favore insorgono i tifosi di tutte le altre squadre.

Quindi magnate tutti tranquilli, che non cambierà mai nulla.

Appunto.

Quando a fare bordello sono stati napule e merde Nicchi ha abbozzato. Ora alza la voce Lotito, e lui può fare il paladino del mondo del calcio tutto, a petto in fuori. Con la Gazzetta, spalla di Albertini, a fare da grancassa.

Ma de che stamo a parlà? Lasciamo proprio perde.
100% i giornali e soprattutto le televisioni (imbottiti gli uni e gli altri di merdosi peraltro)sono diventati il cancro del calcio. Hanno letteralmente comprato questo sport e lo usano ai fini propri. Lo stanno facendo morire togliendo le persone dagli stadi. E' aumentato solo il guadagno per loro, per i giocatori e i procuratori al prezzo di avere uno spettacolo penoso e truccato.

cuoredilazio

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Citazione di: Jeffry il 12 Feb 2015, 17:43
Ad occhio e croce mi sembra più una guerra dell'AIA; intrapresa per l'ammanco di 4 milioni.
Quoto, è una questione di soldi, forse albertino già aveva promesso altro......

cuoredilazio

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Citazione di: scintilla il 12 Feb 2015, 17:46
Prova ad invertire il presupposto.
Se fosse l'Aia che ha deciso di fare la guerra a Lotito colpendo la Lazio, come ci difendiamo?
Quoto
Di sicuro qualcuno continuerà ad attaccare lotito, tanto oramai si va per inerzia, poi se sono anni (pre lotito) che ci rubano e ci depredano non fa niente. Il colpevole è lui.
E' la loro ossessione, nel frattempo ce lo mettono nel culo ora come prima di lotito, ma la colpa è unicamente sua........
Ma annate riccamente a fare........

scintilla

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Citazione di: cuoredilazio il 12 Feb 2015, 17:49
Quoto, è una questione di soldi, forse albertino già aveva promesso altro......

Non solo soldi.


ven gen 02, 2015 1:25 am
ROMA - No, i cambiamenti al regolamento dell'Aia erano noti, da tempo, anche nelle stanze che contano del Coni e della Federcalcio (il Corriere dello Sport-Stadio lo scrisse a fine febbraio 2014). Soprattutto, l'abbassamento del quorum al 55% per il terzo mandato. Ma - pure che si tratti di falsi bersagli per far passare l'obiettivo principale - sono state le altre ipotesi di modifica a creare irritazione, imbarazzo, sorpresa nei due organismi che - gerarchicamente - sono superiori (e sovrani) nei confronti dell'Associazione arbitrale. Ufficialmente, nessuno si espone. Il presidente del Coni, Malagò, da Dubai, fa sapere che ne dovrà «parlare con il presidente della Federcalcio, Tavecchio». Il quale, da parte sua, deve attendere la Commissione per le Carte federali, al quale il testo modificato (ma occhio, che già nelle ultime ore qualcosa sta cambiando ancora) finirà dopo che l'Aia lo avrà consegnato nelle mani del Presidente Figc. Ma certo la cosa non gli ha fatto piacere. Non è certo un esempio di democrazia, trasparenza, terzietà. E l'addurre i principi fondamentali del Coni è una scusa, come vedremo. Insomma, una bella bufera di fine anno, firmata Marcello Nicchi.

REAZIONE - Una bufera come quelle che scatenava quando arbitrava (l'espulsione di Andersson in Vicenza-Bologna finì addirittura in Parlamento, Ulivieri lo assolse, «è umano sbagliare, un po' meno umano è che si creda Gesù» disse l'attuale presidente dell'Assoallenatori). Ma d'altro canto non si può chiedere a chi è abituato a comandare da solo - in campo l'arbitro lo è, additional o meno - di cambiare, pure se adesso ricopre un ruolo di rappresentanza di oltre trentaduemila associati. Malagò, a Dubai per il Globe Soccer, è stato colto di sorpresa: «Si tratta di una questione interna al mondo del calcio e, quindi, prima di fare qualsiasi commento o dichiarazione devo prima consultarmi con il presidente della Federcalcio Tavecchio». Ma la sua irritazione è stata palpabile. Perché pure il Foro Italico ha regole ferree in tema di elezioni. Pensate: Nicchi vuole regnare ancora sul suo feudo mentre il Presidente del Coni non può presentarsi per il terzo mandato. Lo stesso dicasi per i membri della Giunta. Abete, che ne fa parte da due mandati pieni, non potrà più farne parte. Lo stesso dicasi per Agabio, che della Giunta è stato vicepresidente. Niente, strada sbarrata, pure volesse essere un semplice membro.

UNICITA' - La sorpresa è dovuta anche al fatto che l'Aia è l'unica componente arbitrale, fra tutte le federazioni, a sedere nel Consiglio federale e ad avere diritto di voto. Non succede da nessuna altra parte nello sport italiano. Eppure questa conquista (non certo attribuibile, come paternità, all'attuale vertice) non sembra bastare a chi sta cercando di piegare il regolamento «ad personam». «Ma come, in questo vogliono essere unici e poi, quando gli fa comodo, vogliono uniformarsi agli altri?» fanno notare nelle segrete stanze. a far storcere il naso c'è anche la storia del «55% voluto dal Coni», che sembra essere uno specchietto per le allodole. Nei Principi Fondamentali, quella soglia è riferita all'elezione dei soli presidenti federali (sui quali vigila il Governo dello sport, non certo sui presidenti degli arbitri) perché, una volta eletti, fanno parte di diritto del Consiglio Nazionale del Coni. Punto. Per il resto, gli stessi principi lasciano ampia libertà alle varie componenti federali. Come dimostrano i regolamenti elettivi di Lega di A (trequarti in prima e seconda votazione, dueterzi in terza), B (dueterzi in prima e seconda votazione, 50+1 in terza) Lega Pro (maggioranza qualificata in prima votazione, maggioranza relativa in seconda e terza) e LND (50+1 in prima votazione e poi maggior numero di voti espressi al ballottaggio. La Lnd per il terzo mandato ha avallato la soglia del 55%) della Figc. Tutti diversi, uno dall'altro.

ATTACCO - C'è poi il problema del Comitato di Garanzia, che Nicchi intende depotenziare e rendere un suo strumento di governo. Perché nel testo circolato a Salerno il 21 dicembre in occasione del Comitato Nazionale in composizione allargata, sarebbe dovuto essere il Presidente dell'Aia a proporre «al Comitato Nazionale i nominativi del Responsabile e dei componenti del Comitato dei garanti». Peccato che uno sia di esclusiva pertinenza del presidente del Coni e sembra essere l'obiettivo principale di Nicchi, visto che nel testo corretto in fretta delle ultime ore, si tornerebbe ad un membro nominato dall'Aia e gli altri due dalla Figc. Già, perché il Prefetto Mazzilli, nominato da Petrucci e confermato da Malagò, vorrebbe (anche) portare ordine nel Codice di giustizia dell'Aia, oggi un po' troppo "soggettivo" a confronto di quello della Federcalcio, che detta pene certe per le violazioni commesse. Per qualcuno, pene forse troppo certe....

fonte: corriere dello sport


Le modifiche fatte da Nicchi allo statuto dell'Aia devono essere approvate dalla FIGC, che pare non abbia intenzione di farlo.

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cuoredilazio

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Citazione di: scintilla il 12 Feb 2015, 18:01
Non solo soldi.


ven gen 02, 2015 1:25 am
ROMA - No, i cambiamenti al regolamento dell'Aia erano noti, da tempo, anche nelle stanze che contano del Coni e della Federcalcio (il Corriere dello Sport-Stadio lo scrisse a fine febbraio 2014). Soprattutto, l'abbassamento del quorum al 55% per il terzo mandato. Ma - pure che si tratti di falsi bersagli per far passare l'obiettivo principale - sono state le altre ipotesi di modifica a creare irritazione, imbarazzo, sorpresa nei due organismi che - gerarchicamente - sono superiori (e sovrani) nei confronti dell'Associazione arbitrale. Ufficialmente, nessuno si espone. Il presidente del Coni, Malagò, da Dubai, fa sapere che ne dovrà «parlare con il presidente della Federcalcio, Tavecchio». Il quale, da parte sua, deve attendere la Commissione per le Carte federali, al quale il testo modificato (ma occhio, che già nelle ultime ore qualcosa sta cambiando ancora) finirà dopo che l'Aia lo avrà consegnato nelle mani del Presidente Figc. Ma certo la cosa non gli ha fatto piacere. Non è certo un esempio di democrazia, trasparenza, terzietà. E l'addurre i principi fondamentali del Coni è una scusa, come vedremo. Insomma, una bella bufera di fine anno, firmata Marcello Nicchi.

REAZIONE - Una bufera come quelle che scatenava quando arbitrava (l'espulsione di Andersson in Vicenza-Bologna finì addirittura in Parlamento, Ulivieri lo assolse, «è umano sbagliare, un po' meno umano è che si creda Gesù» disse l'attuale presidente dell'Assoallenatori). Ma d'altro canto non si può chiedere a chi è abituato a comandare da solo - in campo l'arbitro lo è, additional o meno - di cambiare, pure se adesso ricopre un ruolo di rappresentanza di oltre trentaduemila associati. Malagò, a Dubai per il Globe Soccer, è stato colto di sorpresa: «Si tratta di una questione interna al mondo del calcio e, quindi, prima di fare qualsiasi commento o dichiarazione devo prima consultarmi con il presidente della Federcalcio Tavecchio». Ma la sua irritazione è stata palpabile. Perché pure il Foro Italico ha regole ferree in tema di elezioni. Pensate: Nicchi vuole regnare ancora sul suo feudo mentre il Presidente del Coni non può presentarsi per il terzo mandato. Lo stesso dicasi per i membri della Giunta. Abete, che ne fa parte da due mandati pieni, non potrà più farne parte. Lo stesso dicasi per Agabio, che della Giunta è stato vicepresidente. Niente, strada sbarrata, pure volesse essere un semplice membro.

UNICITA' - La sorpresa è dovuta anche al fatto che l'Aia è l'unica componente arbitrale, fra tutte le federazioni, a sedere nel Consiglio federale e ad avere diritto di voto. Non succede da nessuna altra parte nello sport italiano. Eppure questa conquista (non certo attribuibile, come paternità, all'attuale vertice) non sembra bastare a chi sta cercando di piegare il regolamento «ad personam». «Ma come, in questo vogliono essere unici e poi, quando gli fa comodo, vogliono uniformarsi agli altri?» fanno notare nelle segrete stanze. a far storcere il naso c'è anche la storia del «55% voluto dal Coni», che sembra essere uno specchietto per le allodole. Nei Principi Fondamentali, quella soglia è riferita all'elezione dei soli presidenti federali (sui quali vigila il Governo dello sport, non certo sui presidenti degli arbitri) perché, una volta eletti, fanno parte di diritto del Consiglio Nazionale del Coni. Punto. Per il resto, gli stessi principi lasciano ampia libertà alle varie componenti federali. Come dimostrano i regolamenti elettivi di Lega di A (trequarti in prima e seconda votazione, dueterzi in terza), B (dueterzi in prima e seconda votazione, 50+1 in terza) Lega Pro (maggioranza qualificata in prima votazione, maggioranza relativa in seconda e terza) e LND (50+1 in prima votazione e poi maggior numero di voti espressi al ballottaggio. La Lnd per il terzo mandato ha avallato la soglia del 55%) della Figc. Tutti diversi, uno dall'altro.

ATTACCO - C'è poi il problema del Comitato di Garanzia, che Nicchi intende depotenziare e rendere un suo strumento di governo. Perché nel testo circolato a Salerno il 21 dicembre in occasione del Comitato Nazionale in composizione allargata, sarebbe dovuto essere il Presidente dell'Aia a proporre «al Comitato Nazionale i nominativi del Responsabile e dei componenti del Comitato dei garanti». Peccato che uno sia di esclusiva pertinenza del presidente del Coni e sembra essere l'obiettivo principale di Nicchi, visto che nel testo corretto in fretta delle ultime ore, si tornerebbe ad un membro nominato dall'Aia e gli altri due dalla Figc. Già, perché il Prefetto Mazzilli, nominato da Petrucci e confermato da Malagò, vorrebbe (anche) portare ordine nel Codice di giustizia dell'Aia, oggi un po' troppo "soggettivo" a confronto di quello della Federcalcio, che detta pene certe per le violazioni commesse. Per qualcuno, pene forse troppo certe....

fonte: corriere dello sport


Le modifiche fatte da Nicchi allo statuto dell'Aia devono essere approvate dalla FIGC, che pare non abbia intenzione di farlo.
E due, quindi oltre al taglio di fondi a cui fa riferimento direttamente nicchio, mandando un messaggio ma fioso, ci sono altre questioni che il buon scintilla ha estrapolato, questioni molto interessanti....

Tyler87

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Lotito viaggia solo...

Dal rassegna di stamattina sul corsport NO al sorteggio integrale dell'Udinese

Pesa ancora di più il parere negativo dell'Udinese, espresso dal diesse Cristiano Giaretta: «In questo momento stravolgere un determinato meccanismo sulle designazioni arbitrali attuando un sorteggio integrale significherebbe mettere in discussione l'operato del designatore e dei direttori di gara sulla cui buona fede non abbiamo alcun dubbio al di là che ci siano stati episodi sfortunati anche a nostro danno. Per cui a noi va bene questo tipo di percorso per le varie designazioni».

Ore 16: Udinese a favore del sorteggio

Anche il diesse dell'Udinese, Cristiano Giaretta, ne ha parlato a Udinese Channel, proprio in vista della sfida di domenica contro la Lazio: "Noi non siamo contrari ad iniziative che possono portare un vantaggio in termini di miglioramento del sistema e di supporto alla classe arbitrale. Quindi, se quello del sorteggio integrale dovesse essere individuato come un importante strumento per andare in tale direzione, noi appoggeremo questo tipo di strategia". 

MagoMerlino

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Citazione di: scintilla il 12 Feb 2015, 17:46
Prova ad invertire il presupposto.
Se fosse l'Aia che ha deciso di fare la guerra a Lotito colpendo la Lazio, come ci difendiamo?
Come ci difendiamo è una bella domanda, cercherei di capire perché l'AIA ha deciso di fare la guerra a Lotito e perché di conseguenza noi Lazio, dovremmo andarci di mezzo. Siccome non ravvedo i presupposti per i quali alla Lazio conviene questa esposizione del suo presidente, ne tantomeno che si inimichi ulteriormente la classe arbitrale, non conoscendo le reali motivazioni di Lotito, sono quasi dell'opinioned i sostenere che stando così le cose, visti i risultati ottenuti, Lotito ha fatto 'na cazzata. E siccome non è tipo da ritirarsi in situazioni del genere, c'è solo da sperare che non esagerino oltre, altrimenti potrebbe essere controproducente anche per loro.

cuoredilazio

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Citazione di: Tyler87 il 12 Feb 2015, 18:19
Lotito viaggia solo...

Dal rassegna di stamattina sul corsport NO al sorteggio integrale dell'Udinese

Pesa ancora di più il parere negativo dell'Udinese, espresso dal diesse Cristiano Giaretta: «In questo momento stravolgere un determinato meccanismo sulle designazioni arbitrali attuando un sorteggio integrale significherebbe mettere in discussione l'operato del designatore e dei direttori di gara sulla cui buona fede non abbiamo alcun dubbio al di là che ci siano stati episodi sfortunati anche a nostro danno. Per cui a noi va bene questo tipo di percorso per le varie designazioni».

Ore 16: Udinese a favore del sorteggio

Anche il diesse dell'Udinese, Cristiano Giaretta, ne ha parlato a Udinese Channel, proprio in vista della sfida di domenica contro la Lazio: "Noi non siamo contrari ad iniziative che possono portare un vantaggio in termini di miglioramento del sistema e di supporto alla classe arbitrale. Quindi, se quello del sorteggio integrale dovesse essere individuato come un importante strumento per andare in tale direzione, noi appoggeremo questo tipo di strategia".
Bene, se non ho capito male il fronte "amico" si allarga?

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egobiava

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Citazione di: scintilla il 12 Feb 2015, 18:01
Non solo soldi.


ven gen 02, 2015 1:25 am
ROMA - No, i cambiamenti al regolamento dell'Aia erano noti, da tempo, anche nelle stanze che contano del Coni e della Federcalcio (il Corriere dello Sport-Stadio lo scrisse a fine febbraio 2014). Soprattutto, l'abbassamento del quorum al 55% per il terzo mandato. Ma - pure che si tratti di falsi bersagli per far passare l'obiettivo principale - sono state le altre ipotesi di modifica a creare irritazione, imbarazzo, sorpresa nei due organismi che - gerarchicamente - sono superiori (e sovrani) nei confronti dell'Associazione arbitrale. Ufficialmente, nessuno si espone. Il presidente del Coni, Malagò, da Dubai, fa sapere che ne dovrà «parlare con il presidente della Federcalcio, Tavecchio». Il quale, da parte sua, deve attendere la Commissione per le Carte federali, al quale il testo modificato (ma occhio, che già nelle ultime ore qualcosa sta cambiando ancora) finirà dopo che l'Aia lo avrà consegnato nelle mani del Presidente Figc. Ma certo la cosa non gli ha fatto piacere. Non è certo un esempio di democrazia, trasparenza, terzietà. E l'addurre i principi fondamentali del Coni è una scusa, come vedremo. Insomma, una bella bufera di fine anno, firmata Marcello Nicchi.

REAZIONE - Una bufera come quelle che scatenava quando arbitrava (l'espulsione di Andersson in Vicenza-Bologna finì addirittura in Parlamento, Ulivieri lo assolse, «è umano sbagliare, un po' meno umano è che si creda Gesù» disse l'attuale presidente dell'Assoallenatori). Ma d'altro canto non si può chiedere a chi è abituato a comandare da solo - in campo l'arbitro lo è, additional o meno - di cambiare, pure se adesso ricopre un ruolo di rappresentanza di oltre trentaduemila associati. Malagò, a Dubai per il Globe Soccer, è stato colto di sorpresa: «Si tratta di una questione interna al mondo del calcio e, quindi, prima di fare qualsiasi commento o dichiarazione devo prima consultarmi con il presidente della Federcalcio Tavecchio». Ma la sua irritazione è stata palpabile. Perché pure il Foro Italico ha regole ferree in tema di elezioni. Pensate: Nicchi vuole regnare ancora sul suo feudo mentre il Presidente del Coni non può presentarsi per il terzo mandato. Lo stesso dicasi per i membri della Giunta. Abete, che ne fa parte da due mandati pieni, non potrà più farne parte. Lo stesso dicasi per Agabio, che della Giunta è stato vicepresidente. Niente, strada sbarrata, pure volesse essere un semplice membro.

UNICITA' - La sorpresa è dovuta anche al fatto che l'Aia è l'unica componente arbitrale, fra tutte le federazioni, a sedere nel Consiglio federale e ad avere diritto di voto. Non succede da nessuna altra parte nello sport italiano. Eppure questa conquista (non certo attribuibile, come paternità, all'attuale vertice) non sembra bastare a chi sta cercando di piegare il regolamento «ad personam». «Ma come, in questo vogliono essere unici e poi, quando gli fa comodo, vogliono uniformarsi agli altri?» fanno notare nelle segrete stanze. a far storcere il naso c'è anche la storia del «55% voluto dal Coni», che sembra essere uno specchietto per le allodole. Nei Principi Fondamentali, quella soglia è riferita all'elezione dei soli presidenti federali (sui quali vigila il Governo dello sport, non certo sui presidenti degli arbitri) perché, una volta eletti, fanno parte di diritto del Consiglio Nazionale del Coni. Punto. Per il resto, gli stessi principi lasciano ampia libertà alle varie componenti federali. Come dimostrano i regolamenti elettivi di Lega di A (trequarti in prima e seconda votazione, dueterzi in terza), B (dueterzi in prima e seconda votazione, 50+1 in terza) Lega Pro (maggioranza qualificata in prima votazione, maggioranza relativa in seconda e terza) e LND (50+1 in prima votazione e poi maggior numero di voti espressi al ballottaggio. La Lnd per il terzo mandato ha avallato la soglia del 55%) della Figc. Tutti diversi, uno dall'altro.

ATTACCO - C'è poi il problema del Comitato di Garanzia, che Nicchi intende depotenziare e rendere un suo strumento di governo. Perché nel testo circolato a Salerno il 21 dicembre in occasione del Comitato Nazionale in composizione allargata, sarebbe dovuto essere il Presidente dell'Aia a proporre «al Comitato Nazionale i nominativi del Responsabile e dei componenti del Comitato dei garanti». Peccato che uno sia di esclusiva pertinenza del presidente del Coni e sembra essere l'obiettivo principale di Nicchi, visto che nel testo corretto in fretta delle ultime ore, si tornerebbe ad un membro nominato dall'Aia e gli altri due dalla Figc. Già, perché il Prefetto Mazzilli, nominato da Petrucci e confermato da Malagò, vorrebbe (anche) portare ordine nel Codice di giustizia dell'Aia, oggi un po' troppo "soggettivo" a confronto di quello della Federcalcio, che detta pene certe per le violazioni commesse. Per qualcuno, pene forse troppo certe....

fonte: corriere dello sport


Le modifiche fatte da Nicchi allo statuto dell'Aia devono essere approvate dalla FIGC, che pare non abbia intenzione di farlo.
A me sembra sufficente per dire tana pè Nicchi.

Ora se vogliamo discutere del fatto che per tutti Tavecchio=Lotito e quindi per colpire Lotito colpisco la Lazio a me sta anche bene, a questo punto riduciamo a due le correnti di pensiero, come ampiamente dibattuto:

1)Lotito lavora per i suoi esclusivi fini personali e il danneggiamento della Lazio non lo smuoverà perchè non gliene frega nulla della Lazio
2)lotito lavora e cerca di emergere in questo mondo di squali con l'unico obiettivo di creare i presupposti per la Lazio di combattere finalmente ad armi pari e regole valide per tutti comunque si chiamino e qualunque maglia indossino e poi vedremo chi è il più bravo (lui chiaramente, perchè è chiaro che nel suo smisurato ego lui è la Lazio).
Io fra queste due ipotesi propendo fortemente per la seconda, anche perchè lo credo intelligente e credo sappia benissimo che senza la Lazio sarebbe rimasto un semplice mister x, solo la Lazio gli ha concesso quella notorietà che tanto ha dimostrato di amare, solo l'affermazione della Lazio (attraverso i suoi, opinabili quanto vogliamo, principi) lo porterebbe a quell'apice che brama , mi sembra , così tanto.
Mi illudo?
Può darsi, ma io non mi schiererò mai, in nessuna battaglia, (figuriamoci in quelle che reputo giuste),contro il presidente della Lazio. Mai, per definizione.
E poi non ci si lamentava che Pioli era stato lasciato solo dopo lo sfogo di Lunedì?
No non è stato lasciato solo, non lasciamocelo noi.
:since :asrm

Tyler87

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Pure Jacobelli che per ogni mezza parola di Lotito non lesina di attaccarlo è favorevole alla questione, anzi è uni dei pochi che esprime sdegno alle parole odierne di Nicchi

prima reazione, leggendo queste parole, è spontanea: ma chi caspita si crede di essere Nicchi? Il padrone del calcio?  Decide tutto lui, fa tutto lui? Perché ha così paura del sorteggio integrale degli arbitri? Forse perché la Casta perde potere e la piantiamo una volta per tutte con gli arbitri che si ergono a protagonisti quando dovrebbero essere comprimari, possibilmente senza farsi notare? Perché non ci illumina sulle cause dell'inquietante mediocrità tecnica della categoria come le cronache dei campionati e della Coppa Italia documentano? Ma questi non erano mica i migliori arbitri del mondo?  
Perché non ci spiega una volta per tutte che cosa è accaduto con sorteggi e griglie? Coraggio. E già che ci siamo: perché non taglia gli stipendi, pardon, i rimborsi, agli arbitri e agli assistenti dei campionati professionistici, oltre ad abolire gli inutili giudici di porta che costano sempre troppo e non servono a nulla? Con il denaro risparmiato, aiuta l'attività di base e sostiene i giovani arbitri i cui rimborsi sono una miseria, altro che minacciare di non mandare più gli arbitri sui campi di gara. Da ultimo: perchè non introdurre un sistema di multe per gli arbitri che sbagliano a ripetizione?

dani2110

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Nicchi dal momento che fa ironia e dice "Vogliamo commentare un'espulsione sacrosanta?" si smaschera da solo...sto verme.

Lotì...se puoi, levejene pure altri de sordi a sto pezzente.

cuoredilazio

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Citazione di: Tyler87 il 12 Feb 2015, 18:57
Pure Jacobelli che per ogni mezza parola di Lotito non lesina di attaccarlo è favorevole alla questione, anzi è uni dei pochi che esprime sdegno alle parole odierne di Nicchi

prima reazione, leggendo queste parole, è spontanea: ma chi caspita si crede di essere Nicchi? Il padrone del calcio?  Decide tutto lui, fa tutto lui? Perché ha così paura del sorteggio integrale degli arbitri? Forse perché la Casta perde potere e la piantiamo una volta per tutte con gli arbitri che si ergono a protagonisti quando dovrebbero essere comprimari, possibilmente senza farsi notare? Perché non ci illumina sulle cause dell'inquietante mediocrità tecnica della categoria come le cronache dei campionati e della Coppa Italia documentano? Ma questi non erano mica i migliori arbitri del mondo? 
Perché non ci spiega una volta per tutte che cosa è accaduto con sorteggi e griglie? Coraggio. E già che ci siamo: perché non taglia gli stipendi, pardon, i rimborsi, agli arbitri e agli assistenti dei campionati professionistici, oltre ad abolire gli inutili giudici di porta che costano sempre troppo e non servono a nulla? Con il denaro risparmiato, aiuta l'attività di base e sostiene i giovani arbitri i cui rimborsi sono una miseria, altro che minacciare di non mandare più gli arbitri sui campi di gara. Da ultimo: perchè non introdurre un sistema di multe per gli arbitri che sbagliano a ripetizione?

Grazie Tyler87, potresti dare la fonte?

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Tyler87

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giovannidef

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sono sicuro che fino a lunedì sera nessuno nel forum riteneva la linea di lotito di non protestare fosse una linea vincente
forse solo quello con la mamma laziale che faceva l'arbitro (spero bannato) era a favore di non protestare
oggi Lotito protesta, nicchi risponde come se gli avessimo messo in mezzo la madre, cosa mai fatta con tutte le altre squadre che hanno protestato e noi ci spaventiamo???
bisognava protestare, eravamo tutti d'accordo, a quel punto è la risposta di nicchi il problema
e ci spaventiamo di nicchi ma davvero, un confronto nicchi Lotito fa veramente sorridere
l'unica possibilità di nicchi è di resistere il più a lungo possibile con il suo ricco stipendio

cuoredilazio

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Citazione di: Tyler87 il 12 Feb 2015, 19:12
È parte di un editoriale(il secondo sull'argomento) sul sito calciomercato.com di cui Jacobelli è direttore
http://www.calciomercato.com/news/jacobelli-basta-con-la-ca-si-al-sorteggio-e-alla-moviola-nicchi--431714
Effettivamente questo da jacobelli non me lo aspettavo, meglio, dai che il fronte si allarga sempre più, e nicchio si caga addosso.  :ssl

GiPoda

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Citazione di: Tarallo il 12 Feb 2015, 17:01
Le ritorsioni le condanniamo e le battaglie sono, nel loro principio, giuste.
Possiamo anche tutti insieme presupporre che i 4 milioni andassero tagliati.
Ci siamo? Ok.

Magari dal Presidente della Federazione, e non da quello della Lazio.
Da un presidente della Federazione che il nostro Presidente non avesse portato a cavacecio alla Presidenza, e del quale non si fosse assunto la totale paternita'e il ruolo di badante istituzionale anche delle sue esternazioni da demenza senile.
Da un presidente di Federazione che almeno avrebbe il ruolo istituzionale per dire "Io per gli arbitri ho fatto molto e loro mi odiano".
Non dal Presidente della Lazio.
Se poi il presidente della Lazio proprio non riesce ad accettare questo sistema corrotto, deve saper tessere le giuste trame politiche non solo per raggiungere il suo risultato, del quale ad oggi non si vede l'ombra ne' sul campo arbitrale ne' su quello del FPF, con la roma che spadroneggia su entrambi impunita, ma per mettere in atto davvero una rivoluzione di consenso, un buy-in generale, per di piu' senza far soffrire inutilmente i suoi tifosi e i suoi calciatori. perche' se no i suoi tifosi lo mandano affanculo. O almeno uno. Io.
Tarallo, in politica c è un tempo per tutto.
Adesso, evidentemente, è il tempo de mena'.
Arriverà anche il tempo della pace con il "Sistema".
Franco Sensi le sue battaglie contro er palazzo le ha fatte mica x spirito rivoluzionario ma solo per aumentare il peso politico della sua società.
Se accadesse pure a noi te farebbe schifo?
Io vorrei giocarmela questa partita.

AquiladiMare

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Citazione di: Mohammed Hussein il 12 Feb 2015, 14:55
Il sorteggio integrale non servirebbe a nulla, perchè in nessun modo influenzerebbe il grande elemento distorsivo del calcio italiano: la sudditanza psicologica.

Se un arbitro sbaglia contro Milan, merde, Napoli viene sbattuto sulle prime pagine di tutti i giornali e TG, e costretto quasi fisicamente a scusarsi e a raddrizzare la situazione nei match successivi.

Se sbaglia contro le medio/piccole, tra le quali purtroppo la Lazio rientra di diritto visto il suo scarso appeal e i suoi scarsi legami col mondo della politica e del giornalismo, può passare la sua settimana in tutta tranquillità.

Fa parzialmente eccezione la Juventus, per il fatto che spacca in due il calcio italiano: è tanto amata quanto odiata, e quando si sbaglia in suo favore insorgono i tifosi di tutte le altre squadre.

Quindi magnate tutti tranquilli, che non cambierà mai nulla.

Appunto.

Quando a fare bordello sono stati napule e merde Nicchi ha abbozzato. Ora alza la voce Lotito, e lui può fare il paladino del mondo del calcio tutto, a petto in fuori. Con la Gazzetta, spalla di Albertini, a fare da grancassa.

Ma de che stamo a parlà? Lasciamo proprio perde.

Non toglierebbe gli errori ma porterebbe equità....  ora invece qualcuno sceglie chi arbitro mandare a chi

AquiladiMare

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Citazione di: GiPoda il 12 Feb 2015, 19:22
Tarallo, in politica c è un tempo per tutto.
Adesso, evidentemente, è il tempo de mena'.
Arriverà anche il tempo della pace con il "Sistema".
Franco Sensi le sue battaglie contro er palazzo le ha fatte mica x spirito rivoluzionario ma solo per aumentare il peso politico della sua società.
Se accadesse pure a noi te farebbe schifo?
Io vorrei giocarmela questa partita.
Non ci dimentichiamo che Lotito rappresenta tutti i presidenti che lo hanno eletto...

Lì non c'è arrivato con un colpo di stato ma perché ha qvuto consensi da quasi tutte le società

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cielobiancoblu

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Nicchi....nicchi.... Ma pensa te chi deve calpestare la mia Lazio.....nun ce se crede. Ma magari Lotito se lo riesce a inxxxà.....

PARISsn

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io non so come stanno le cose nelle segrete stanze..oggi l'udinese si e' schierata a favore della proposta di lotito e va bene ...pero' quanto schifo pure....benitez e de laurentiis fanno fuoco e fiamme..poi c'e nappule  lazio..vincono grazie all'arbitraggio e di arbitri dichiarano non parlano piu...preziosi lo stesso..ha fatto un intervista da deferimento dopo fiore genoa...poi vie' qui vince grazie all'arbitro..e dichiara che di arbitri non parla piu' per 10 anni....che schifo di gente !!

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