Claudio Lotito (Topic ufficiale)

Aperto da gentlemen, 10 Ago 2014, 01:36

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Valon92

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Sinceramente non riesco a prendere una posizione tra le due fazioni.
Da un lato roma-Juve dall'altro Lotito>Galliani>interessi di Mediaset.
Bah.

gaizkamendieta

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è inutile che fate la chiamata alle armi nel nome della lazialita', gli interessi di lotito non corrispondono sempre con gli interessi della lazio ed io con un certo tipo di persone che fanno assolutamente schifo e per i loro porci interessi non le faccio, è lui che ci ha portato qui e non certo per gli interessi della lazio che poi casualmente talvolta possono corrispondere a quelli della lazio..... beh se voi volete fare battaglie per questa gente qui e per i loro interessi fatele.... io posso essere anche incazzato co sto iodice ma lo sono molto di piu' con lotito che mi mette in queste situazioni.
vi piace leccargli il sedere e veder arricchire di soldi e potere lotito? fatelo ma sappiate che cio non arricchira affatto la lazio !!!!

irisheagle

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Scusate io non mi sono voluto esprimere prima di sentire la telefonata.Ma dove caxxo e' lo scandalo nelle parole di Lotito?
Gli ha semplicemente illustrato il programma a sto stronxo che ILLEGALMENTE ha registrato una telefonata privata.Ha usato dei toni forbiti e un linguaggio volgare? Ma chissenefrega!!
Ragazzi qua la situazione è chiara,e' un attacco all'uomo da più fronti.
C'è l'attacco dal mondo arbitrale da parte di quel"testa di caxxo di nicchi" che non vuole vedersi tagliati i fondi ,c'è l'attacco mediatico dei soliti servi dei servi e c'è l'attacco da parte delle società che non appoggiano il programma Lotitiano attraverso l'esposizione di un personaggio piccolino come iodice mandato in prima linea come agnello sacrificale a fare l'eroe.

Non lo so se Lotito resisterà questa volta,una cosa e' sicura se provano a tirare in mezzo la Lazio stavolta c'è davvero da "armarsi e partire".

Sbracchiosauro

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Citazione di: Zanzalf il 13 Feb 2015, 18:28
Vedo che si fa fatica a capire una semplice cosa; per la Lazio e per il calcio italiano esistono due modelli: il modello Lotito o il modello ASRoma.
Scegliere.
Non ce n'è un terzo. Se perde Lotito vince la ASRoma col modello "chi ha una banca vince".

dejavu
com'era?
da una parte lotitotavecchio e dall'altra l'impero del male giallorosso
fateme un fischio al prossimo bivio, questo godetevelo voi

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DajeLazioMia

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Citazione di: gaizkamendieta il 14 Feb 2015, 01:33
è inutile che fate la chiamata alle armi nel nome della lazialita', gli interessi di lotito non corrispondono sempre con gli interessi della lazio ed io con un certo tipo di persone che fanno assolutamente schifo e per i loro porci interessi non le faccio, è lui che ci ha portato qui e non certo per gli interessi della lazio che poi casualmente talvolta possono corrispondere a quelli della lazio..... beh se voi volete fare battaglie per questa gente qui e per i loro interessi fatele.... io posso essere anche incazzato co sto iodice ma lo sono molto di piu' con lotito che mi mette in queste situazioni.
vi piace leccargli il sedere e veder arricchire di soldi e potere lotito? fatelo ma sappiate che cio non arricchira affatto la lazio !!!!
Non vuoi fare le battaglie non le fare, ma dire agli altri che gli piace leccare il sedere a Lotito e vederlo arrichire di soldi e potere è veramente fuori luogo.
Si chiede rispetto di poter decidere come uno vuole e poi se altri decidono diversamente li si offende. Il fatto che qualcuno possa ritenere che queste battaglie siano nei contenuti (almeno in parte) condivisibili (come spiegato molto bene da FD) non è previsto dal ragionamento?
Di nuovo e sempre lotitiani e antilotitiani.

superaquila

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Citazione di: irisheagle il 14 Feb 2015, 01:34
Scusate io non mi sono voluto esprimere prima di sentire la telefonata.Ma dove caxxo e' lo scandalo nelle parole di Lotito?
Gli ha semplicemente illustrato il programma a sto stronxo che ILLEGALMENTE ha registrato una telefonata privata.Ha usato dei toni forbiti e un linguaggio volgare? Ma chissenefrega!!
Ragazzi qua la situazione è chiara,e' un attacco all'uomo da più fronti.
C'è l'attacco dal mondo arbitrale da parte di quel"testa di caxxo di nicchi" che non vuole vedersi tagliati i fondi ,c'è l'attacco mediatico dei soliti servi dei servi e c'è l'attacco da parte delle società che non appoggiano il programma Lotitiano attraverso l'esposizione di un personaggio piccolino come iodice mandato in prima linea come agnello sacrificale a fare l'eroe.

Non lo so se Lotito resisterà questa volta,una cosa e' sicura se provano a tirare in mezzo la Lazio stavolta c'è davvero da "armarsi e partire".
Quello che hai scritto lo stavo per scrivere, ma mi hai anticipato.  :up:

ralphmalph

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Citazione di: FatDanny il 13 Feb 2015, 23:25
No, ma sbagli. Il punto non è questo. Questo è conseguenza.
il punto è Lotito che usa strumentalmente la Lazio per i suoi affari.

Che poi oh, ma chi lo nega.
Ho passato due mesi l'anno scorso a dì quasi solo questo, avvelenato come non mai.
Però oggi, per la miseria, ci siamo ritrovati di fronte ad un palese attacco mafioso per mezzo stampa da parte degli stessi che da mesi, a questo punto c'è evidenza, ci danneggiano e come reagiamo?
Ci mettiamo a trovare i punti deboli della proposta di Lotito.Mah.
e per giunta, paradosso dei paradossi, manco affrontando effettivamente alcune questioni di merito, come prova a fare l'ottimo articolo di FoxSport postato poco fa.
Sai, visto che proprio ne volemo parlà, almeno facciamolo bene, approfondiamo. Almeno capiamo se ne vale la pena.
Invece i must del topic sono stati "cor FPF livelli tutto o no?" "campioni sportivi o del bilancio?" "Lotito vuole il bene o il male della Lazio?"

Boh, ci sparano contro e noi guardiamo se ci siamo cambiati le mutande.
Si fa notare: ma ci sparano contro per Lotito, mica per la Lazio. La Lazio è lo strumento.
Boh, magari non c'ho capito un cazzo, lo metto in conto.
Però non credo che la questione dei diritti tv, il FPF e la riforma deli campionati per come l'ho capita possa essere sta svolta per la Salernitana.
Il trampolino di lancio è politico? Ma chi lo candida Lotito dopo che conduce una guerra contro Juve, Roma, forse Napoli e relativi tifosi? Se pensa che finire sul cazzo a qualche milione di persone è il miglior viatico per entrare in politica c'avemo un presidente folgorato oltre che traffichino.

Visto che nessuno di noi sa esattamente che succede dentro le stanze non inquadrate, ci vuole almeno un minimo di logica.
E, mi spiace, il possibile tornaconto personale di Lotito proprio nun se vede in questa vicenda. Rischia mooooolto più nel farla, che nel farsi i cazzi suoi e campà 100 anni sulla Lazio.

Quindi fate un bel respiro e forse si può ammettere che la possibilità più logica è che Lotito stia facendo sta cosa proprio per la Lazio (come sua anzienda eh, nun sto a fa il sentimentale).
Che quindi la proposta prova ad essere tutta a nostro vantaggio.
Non sto dicendo che ci deve convincere. Se po' ritenè valida come na grande cazzata.
Ma possiamo ammettere che l'ipotesi più logica è che Lotito lo stia facendo perché in questa riforma vede la possibilità di avere un'azienda più competitiva. E questa azienda non è la Salernitana, ma la Lazio.
Je la potemo fa ad ammetterlo.

E' difficile, ma je la potemo fa.
Per Lotito? No, ma perché se è così, da domani c'è da difendere la Lazio.

Siamo passati dal sogno champions league al sogno del fair play finanziario.
Non ti seguo fat.
I nostri sono sempre successi futuribili.
C'è sta a prende per il naso da dieci anni e ancora volete aspettà godot.
A me non me lo prendete il posto a teatro

superaquila

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Citazione di: ralphmalph il 14 Feb 2015, 02:35
Siamo passati dal sogno champions league al sogno del fair play finanziario.
Non ti seguo fat.
I nostri sono sempre successi futuribili.
C'è sta a prende per il naso da dieci anni e ancora volete aspettà godot.
A me non me lo prendete il posto a teatro
Rileggiti attentamente quello che dice irisheagle, non ha tutti i torti.    ;)
Questo è un attacco da più fronti (cit.)

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sor greguccio

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Per me il sistema ha fatto in modo che il presidente della nostra squadra divenisse il parafulmine per tutte le lotte intestine che normalmente avvengono nelle leghe e federazioni sportive. Lui purtroppo si è prestato ed ha pure raddoppiato anzi triplicato con le cariche in Figc e l'acquisto della salernitana. Ora il nostro si è dimostrato migliore del 90%dei dirigenti sportivi italiani che certo non brillano per intelligenza imprenditoriale e sportiva, ma sono dei semi analfabeti e mezzi ladri. In questo sottobosco è facile cadere in queste imboscate e purtroppo poi per filiazione diretta ci va di mezzo la Lazio. Sentire un qualsiasi tifoso del Carpi parlare dei debiti della Lazio pagati a rate è del tutto normale.credo che a maggior potere corrisponda un maggior numero di nemici, e li ce ne sono di carogne che tramano sotto traccia se solo si liberarsene della Salernitana avremmo molti meno grattacapi, ma per il personaggio la vedo difficile.

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Nex1

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Gli servirà da lezione? Capirà che ha bisogno di uomini con le palle quadrate e dalle grandi competenze al suo fianco? Sarà ora che si doti di un AVVOCATO SERIO e di PROFESSIONISTI SERI NELLA COMUNICAZIONE?

laziolello

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Citazione di: amor_marde il 14 Feb 2015, 00:42
Lotito SE NE DEVE ANDARE !!!
se ne deve andare perchè è il promotore del FPF e pare che qualcuno (di troppo) lo stia pure a sentire
se ne deve andare perchè se passano certi programmi, il giocattolo costruito sui buffi e prestiti bancari si rompe e qualcuno non gioca più
meglio quindi che se ne vada prima che certi programmi vengano definiti e ... non sia mai ... attuati
Punto!
Piuttosto,  il verme che ha registrato cosa rischia?

RubinCarter

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LOTITO: UN AMERICANO A ROMA
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA LAZIO SU CARPI E LATINA SONO LA SEMPLICE CONSEGUENZA DELLA CONTRADDIZIONE DI SISTEMI INCOMPATIBILI TRA LORO. QUELLO BASATO SUI RICAVI, E QUELLO DI PROMOZIONE E RETROCESSIONE

13/02/2015 - 18:34 - Milano
Lotito: un americano a Roma
(Getty)
Neanche il tempo di terminare la lettura del lancio di agenzia, ovvero del tweet o del post su Facebook, e questa mattina già erano partiti gli insulti a Claudio Lotito, il presidente della Lazio, membro del comitato di presidenza della Federazione Calcio, consigliere federale in quota Lega Calcio. Tra le altre cose, Lotito, nei dialogo telefonico con il direttore generale dell'Ischia, Pino Iodice, registrato da quest'ultimo e pubblicato da Repubblica, ha sottolineato il pericolo derivante dall'eventuale promozione in serie A di squadre come Carpi, Frosinone o Latina, aggiungendo «Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi... se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c'abbiamo più una lira. Se c'abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?» e «Con la mia bravura ho portato i diritti tv a 1,2 miliardi: se ci portano Latina, Frosinone, chi li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, il Frosinone, il Carpi... e questi non se lo pongono il problema».

Apriti cielo. La facilità di stroncatura e appoggio offerta dai social media - cosa ci vuole a battere un #IoStoCon (o #IoStoContro) seguito da nome di persona? Niente, e fa oltretutto sentire molto nobili - ha immediatamente fatto precipitare il livello del dibattito, sempre che ce ne fosse uno. Dirigente antipatico a mezzo mondo critica squadrina che sta costruendo la cosiddetta 'favola' (cosa sarebbe di questa parola senza il suo abuso da parte dei nostri media)? Come osa? Giù con gli insulti, alla larga riflessioni e analisi.

Eppure è troppo facile così, troppo davvero. Le parole di Lotito non possono piacere, è ovvio. Ma non sono altro che il frutto di una contraddizione pluridecennale che in momenti come questi trova uno sfogo dialetticamente controverso. Non sono passati molti anni, infatti, da quando alcuni dei dirigenti più smaliziati del calcio italiano sventolavano come esempio, come ambizione programmatica, il cosiddetto modello NBA: sapendo di rivolgersi a media impreparati sull'argomento, trovavano facile e acritica eco alle proprie parole e ai propri concetti. Volutamente imprecisi, tanto nessuno se ne sarebbe accorto.

In realtà, questi propagandisti dalla maglia a strisce verticali volevano un compromesso, ma non volevano farlo sapere. Del cosiddetto/presunto modello NBA volevano infatti gli introiti sul fronte televisivo e le opportunità di marketing (per club che consentono la vendita di maglie taroccate al di fuori dei propri stadi?), ma glissavano sul fatto che le leghe professionistiche americane si basano su un concetto che è esattamente opposto rispetto a quelle calcistiche europee, specialmente dell'Europa mediterranea. Ovvero, ricavi di alto livello ma uguali per tutti, e soprattutto ridistribuzione delle ricchezze, senza privilegi per i club più forti o dal bacino di utenza maggiore. Anche perché il sistema americano prevede l'ingresso solo di chi dimostri a priori di avere solidità economica, potenziale media presenze, area di "cattura" di nuovi spettatori, impianti e progettualità a lungo termine. Un Carpi, ma anche un Chievo, non potrebbe mai far parte di una lega professionistica all'americana in senso compiuto, difettando in quasi tutte le caratteristiche sopraelencate.

Ma nelle leghe italiane si entra per merito sportivo, non per parametri, applicati semmai solo post-factum, a capienze e logistica degli stadi.

Per cui ecco la contraddizione di lungo corso cui accennavamo: una lega calcistica moderna non può prescindere da meccanismi e regolamentazioni che portino a innalzarne il livello sui fronti che non vengano messi in discussione da una promozione o di una retrocessione, ma al tempo stesso accoglie una parte dei propri iscritti proprio grazie al sistema medesimo di salita e discesa nate dai risultati sul campo.

Lotito ha dunque parlato come se fosse un dirigente di una lega di modello americano - in cui Carpi, Frosinone, Latina non proverebbero nemmeno a entrare - ma applicando concetti («se me porti su il Carpi...») da lega calcistica tradizionale, in cui una parte fondamentale delle sorti di un club nasce dai risultati sul campo (o quasi, vedi Calciopoli, in cui tra l'altro fu coinvolta anche la Lazio). Da qui lo scandalo e le polemiche: su Lotito, reo di avere pronunciato quelle frasi, che rappresentano però il parere, quasi certamente, della stragrande maggioranza dei club di serie A.

Anche qui però c'è una contraddizione, l'ennesima: sul piano sportivo, a Juventus o Roma non può che far piacere incontrare due volte l'anno il Carpi o il Latina, squadre presumibilmente non attrezzate per rubare (?) punti alle grandi, mentre sul piano logistico e commerciale (oltre che televisivo) giocare in stadi piccoli e spesso vuoti porta solo a danni, anche sul fronte dell'immagine.

E se per evidenziare la contraddizione che porta a ragionamenti come quelli di Lotito, ispidi ma nati da una logica, non è calzante l'esempio americano, si può ricorrere a quello della Premier League, che è una sorta di via di mezzo. Lassù, ovviamente, si arriva nella massima serie tramite promozione, e se ne esce tramite retrocessione. Ma anche in un campionato dove sono presenti squadre con stadi da 76.000 e altre con impianti da 23.000 una parvenza di equilibrio è data da una ridistribuzione degli introiti televisivi più equa di quella italiana: lo scorso anno il divario tra il club in testa alla classifica dei ricavi e quello all'ultimo posto è stato solo di 1,57, ovvero per 100 sterline ricevute dal 20°, 157 sono finite al 1°. Tanto, ma non tantissimo, e comunque meno che altrove.

Questo permette anche a una classe media di svilupparsi e - posto che le scelte di mercato siano sagge - di mantenersi a galla nel bene o nel male, al di là del forte indebitamento di alcune società dopo scelte edilizie e strategiche rischiose. Ne parleremo presto in una serie di speciali chiamati Lost Souls, ma la forza del calcio di Premier League sta nel consolidamento di realtà altrimenti soggette a troppi pericoli. Queens Park Rangers-Leicester City, quest'anno, ha avuto 18.054 spettatori, in Premier League; lo scorso anno, in Championship ovvero un gradino più in basso, ne aveva avuti 17.713; e se si giocasse ancora in Championship, nel 2015-16, ne avrebbe 16.000 o 17.000. Una differenza irrisoria: con un sistema sufficientemente solido, una promozione o una retrocessione incidono relativamente poco sulla struttura di un club, al di là del minimo di 99 milioni di sterline annui che il nuovo contratto televisivo porterà, ed è il motivo per cui un influente dirigente di Premier League potrà anche sperare di vedere promossi lo Sheffield Wednesday o il Leeds United, cioé squadre di grande seguito, ma non trema al pensiero che al loro posto salgano Burnley o Reading, perché è raro che club del genere importino un basso livello organizzativo o agonistico. Insomma, ad eccezione delle 4-5 grandi, perennemente stabili, il calcio inglese può esprimere a rotazione 20-25 club in grado di militare nella massima serie senza danneggiarne immagine e solidità, ed è questo il più grande risultato esteriore raggiunto lassù.




E attenzione, casomai venisse una certa tentazione: quando parliamo tutti - a ragione - della magia della FA Cup, della bellezza di confronti tra Cambridge United e Manchester United, ricordiamo che si tratta di occasioni saltuarie che proprio in quanto tali costruiscono una narrativa e un epos particolare. Ma nemmeno i più illuminati dirigenti di Premier League vorrebbero misurarsi ogni settimana con la squadrina da 6000 spettatori e con gli spogliatoi da oratorio. E se lo ammettessero, non sarebbe un insulto.
di Roberto Gotta

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WhiteBluesBrother

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Se vale questo metodo, vale tutto.
Chiunque può registrare telefonate fatte privatamente da chiunque, basta che sia famoso, selezionarne i pezzi, e poi farle pubblicare gridando allo scandalo.
Non solo non verrà perseguito penalmente, ma se nel taglia e cuci salta fuori qualcosa di pepato, verrà trattato da eroe.
Organizziamoci. Comincerei con un giro di telefonate ai vari pennivendoli che scrivono contro di noi, facendo scivolare il discorso su arbitri, mafie, ndrine trigoriote, buffi a buffo, imbrogli alla cittadinanza, corruzioni di politici, ecc ecc.
Poi facciamo una cernita e la pubblichiamo qui su Lazionet coi file audio.
"Clamoroso, Tizio ammette la corruzione degli arbitri, Caio allude a magheggi illeciti sullo stadio della xxxx, ecc. ecc."
Sepoffffà!

bak

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Citazione di: irisheagle il 14 Feb 2015, 01:34
Scusate io non mi sono voluto esprimere prima di sentire la telefonata.Ma dove caxxo e' lo scandalo nelle parole di Lotito?
Gli ha semplicemente illustrato il programma a sto stronxo che ILLEGALMENTE ha registrato una telefonata privata.Ha usato dei toni forbiti e un linguaggio volgare? Ma chissenefrega!!
Ragazzi qua la situazione è chiara,e' un attacco all'uomo da più fronti.
C'è l'attacco dal mondo arbitrale da parte di quel"testa di caxxo di nicchi" che non vuole vedersi tagliati i fondi ,c'è l'attacco mediatico dei soliti servi dei servi e c'è l'attacco da parte delle società che non appoggiano il programma Lotitiano attraverso l'esposizione di un personaggio piccolino come iodice mandato in prima linea come agnello sacrificale a fare l'eroe.

Non lo so se Lotito resisterà questa volta,una cosa e' sicura se provano a tirare in mezzo la Lazio stavolta c'è davvero da "armarsi e partire".

Il presidente del Salerno Calcio (non credo che alla Lazio freghi più di tanto dell'Ischia Isola Verde) non può parlare a giorni alterni di moralità, valori dello sport e Abebe Bikila e poi schierarsi in cotal modo su promozioni dalla B alla A.
Ripeto quanto scritto su FB: facciano una serie A tipo NBA, senza promozioni né retrocessioni, così si evita il rischio di far salire squadre inopportune. Ci indichi lui su come riciclare Empoli, Chievo e Cesena (magari facendo salire de iure Bari, Bologna e Avellino o Perugia che hanno un buon seguito.
Ripeto quanto scritto in un post poi cancellato: lotito è l'utile idiota, messo lì da tre quarti dei presidenti che ne approvano quanto dice. Solo che lui è un bulldozer, fa tabula rasa di tutto, cosa che altri hanno il pudore di non esporsi.
Mi auguro, solo per il bene della Lazio, unico bene da preservare, in una lunga, lunghissima squalifica. Almeno il presidente del Salerno Calcio tiene la bocca chiusa.

bak

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Citazione di: ralphmalph il 14 Feb 2015, 02:35
Siamo passati dal sogno champions league al sogno del fair play finanziario.
Non ti seguo fat.
I nostri sono sempre successi futuribili.
C'è sta a prende per il naso da dieci anni e ancora volete aspettà godot.
A me non me lo prendete il posto a teatro

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Che poi, per parlare di Latina e Frosinone, le loro Provincie hanno un numero di abitanti di poco inferiore a Udine. Che famo, figli e figliastri?
Non è che si è sorvolato sui debiti del Parma perché altrimenti sarebbe salito il Latina, 1ì squadra di B esclusa? (chiaramente, meglio dirlo, col conforto di tutti i presidenti di A e di pretino Tommasi che avrebbe dovuto essere il primo ad essere informato in qualità di Presidente dell'Assocalciatori e a Parma non pagano stipendi da luglio)

PabloHoney

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Citazione di: amor_marde il 14 Feb 2015, 00:42
Lotito SE NE DEVE ANDARE !!!
se ne deve andare perchè è il promotore del FPF e pare che qualcuno (di troppo) lo stia pure a sentire
se ne deve andare perchè se passano certi programmi, il giocattolo costruito sui buffi e prestiti bancari si rompe e qualcuno non gioca più
meglio quindi che se ne vada prima che certi programmi vengano definiti e ... non sia mai ... attuati

Cioe' Famme capi, Lotito se ne deve andare perché e' il promotore del FPF che e' forse l'unico modo per combattere il sistema basato sui buffi e i prestiti bancari, proprio quello che sta sfasciando il calcio?

certo che come ragionamento logico non fa una piega...
ma te prego

Palo

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Citazione di: RubinCarter il 14 Feb 2015, 07:46
LOTITO: UN AMERICANO A ROMA
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA LAZIO SU CARPI E LATINA SONO LA SEMPLICE CONSEGUENZA DELLA CONTRADDIZIONE DI SISTEMI INCOMPATIBILI TRA LORO. QUELLO BASATO SUI RICAVI, E QUELLO DI PROMOZIONE E RETROCESSIONE

13/02/2015 - 18:34 - Milano
Lotito: un americano a Roma
(Getty)
Neanche il tempo di terminare la lettura del lancio di agenzia, ovvero del tweet o del post su Facebook, e questa mattina già erano partiti gli insulti a Claudio Lotito, il presidente della Lazio, membro del comitato di presidenza della Federazione Calcio, consigliere federale in quota Lega Calcio. Tra le altre cose, Lotito, nei dialogo telefonico con il direttore generale dell'Ischia, Pino Iodice, registrato da quest'ultimo e pubblicato da Repubblica, ha sottolineato il pericolo derivante dall'eventuale promozione in serie A di squadre come Carpi, Frosinone o Latina, aggiungendo «Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi... se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c'abbiamo più una lira. Se c'abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?» e «Con la mia bravura ho portato i diritti tv a 1,2 miliardi: se ci portano Latina, Frosinone, chi li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, il Frosinone, il Carpi... e questi non se lo pongono il problema».

Apriti cielo. La facilità di stroncatura e appoggio offerta dai social media - cosa ci vuole a battere un #IoStoCon (o #IoStoContro) seguito da nome di persona? Niente, e fa oltretutto sentire molto nobili - ha immediatamente fatto precipitare il livello del dibattito, sempre che ce ne fosse uno. Dirigente antipatico a mezzo mondo critica squadrina che sta costruendo la cosiddetta 'favola' (cosa sarebbe di questa parola senza il suo abuso da parte dei nostri media)? Come osa? Giù con gli insulti, alla larga riflessioni e analisi.

Eppure è troppo facile così, troppo davvero. Le parole di Lotito non possono piacere, è ovvio. Ma non sono altro che il frutto di una contraddizione pluridecennale che in momenti come questi trova uno sfogo dialetticamente controverso. Non sono passati molti anni, infatti, da quando alcuni dei dirigenti più smaliziati del calcio italiano sventolavano come esempio, come ambizione programmatica, il cosiddetto modello NBA: sapendo di rivolgersi a media impreparati sull'argomento, trovavano facile e acritica eco alle proprie parole e ai propri concetti. Volutamente imprecisi, tanto nessuno se ne sarebbe accorto.

In realtà, questi propagandisti dalla maglia a strisce verticali volevano un compromesso, ma non volevano farlo sapere. Del cosiddetto/presunto modello NBA volevano infatti gli introiti sul fronte televisivo e le opportunità di marketing (per club che consentono la vendita di maglie taroccate al di fuori dei propri stadi?), ma glissavano sul fatto che le leghe professionistiche americane si basano su un concetto che è esattamente opposto rispetto a quelle calcistiche europee, specialmente dell'Europa mediterranea. Ovvero, ricavi di alto livello ma uguali per tutti, e soprattutto ridistribuzione delle ricchezze, senza privilegi per i club più forti o dal bacino di utenza maggiore. Anche perché il sistema americano prevede l'ingresso solo di chi dimostri a priori di avere solidità economica, potenziale media presenze, area di "cattura" di nuovi spettatori, impianti e progettualità a lungo termine. Un Carpi, ma anche un Chievo, non potrebbe mai far parte di una lega professionistica all'americana in senso compiuto, difettando in quasi tutte le caratteristiche sopraelencate.

Ma nelle leghe italiane si entra per merito sportivo, non per parametri, applicati semmai solo post-factum, a capienze e logistica degli stadi.

Per cui ecco la contraddizione di lungo corso cui accennavamo: una lega calcistica moderna non può prescindere da meccanismi e regolamentazioni che portino a innalzarne il livello sui fronti che non vengano messi in discussione da una promozione o di una retrocessione, ma al tempo stesso accoglie una parte dei propri iscritti proprio grazie al sistema medesimo di salita e discesa nate dai risultati sul campo.

Lotito ha dunque parlato come se fosse un dirigente di una lega di modello americano - in cui Carpi, Frosinone, Latina non proverebbero nemmeno a entrare - ma applicando concetti («se me porti su il Carpi...») da lega calcistica tradizionale, in cui una parte fondamentale delle sorti di un club nasce dai risultati sul campo (o quasi, vedi Calciopoli, in cui tra l'altro fu coinvolta anche la Lazio). Da qui lo scandalo e le polemiche: su Lotito, reo di avere pronunciato quelle frasi, che rappresentano però il parere, quasi certamente, della stragrande maggioranza dei club di serie A.

Anche qui però c'è una contraddizione, l'ennesima: sul piano sportivo, a Juventus o Roma non può che far piacere incontrare due volte l'anno il Carpi o il Latina, squadre presumibilmente non attrezzate per rubare (?) punti alle grandi, mentre sul piano logistico e commerciale (oltre che televisivo) giocare in stadi piccoli e spesso vuoti porta solo a danni, anche sul fronte dell'immagine.

E se per evidenziare la contraddizione che porta a ragionamenti come quelli di Lotito, ispidi ma nati da una logica, non è calzante l'esempio americano, si può ricorrere a quello della Premier League, che è una sorta di via di mezzo. Lassù, ovviamente, si arriva nella massima serie tramite promozione, e se ne esce tramite retrocessione. Ma anche in un campionato dove sono presenti squadre con stadi da 76.000 e altre con impianti da 23.000 una parvenza di equilibrio è data da una ridistribuzione degli introiti televisivi più equa di quella italiana: lo scorso anno il divario tra il club in testa alla classifica dei ricavi e quello all'ultimo posto è stato solo di 1,57, ovvero per 100 sterline ricevute dal 20°, 157 sono finite al 1°. Tanto, ma non tantissimo, e comunque meno che altrove.

Questo permette anche a una classe media di svilupparsi e - posto che le scelte di mercato siano sagge - di mantenersi a galla nel bene o nel male, al di là del forte indebitamento di alcune società dopo scelte edilizie e strategiche rischiose. Ne parleremo presto in una serie di speciali chiamati Lost Souls, ma la forza del calcio di Premier League sta nel consolidamento di realtà altrimenti soggette a troppi pericoli. Queens Park Rangers-Leicester City, quest'anno, ha avuto 18.054 spettatori, in Premier League; lo scorso anno, in Championship ovvero un gradino più in basso, ne aveva avuti 17.713; e se si giocasse ancora in Championship, nel 2015-16, ne avrebbe 16.000 o 17.000. Una differenza irrisoria: con un sistema sufficientemente solido, una promozione o una retrocessione incidono relativamente poco sulla struttura di un club, al di là del minimo di 99 milioni di sterline annui che il nuovo contratto televisivo porterà, ed è il motivo per cui un influente dirigente di Premier League potrà anche sperare di vedere promossi lo Sheffield Wednesday o il Leeds United, cioé squadre di grande seguito, ma non trema al pensiero che al loro posto salgano Burnley o Reading, perché è raro che club del genere importino un basso livello organizzativo o agonistico. Insomma, ad eccezione delle 4-5 grandi, perennemente stabili, il calcio inglese può esprimere a rotazione 20-25 club in grado di militare nella massima serie senza danneggiarne immagine e solidità, ed è questo il più grande risultato esteriore raggiunto lassù.




E attenzione, casomai venisse una certa tentazione: quando parliamo tutti - a ragione - della magia della FA Cup, della bellezza di confronti tra Cambridge United e Manchester United, ricordiamo che si tratta di occasioni saltuarie che proprio in quanto tali costruiscono una narrativa e un epos particolare. Ma nemmeno i più illuminati dirigenti di Premier League vorrebbero misurarsi ogni settimana con la squadrina da 6000 spettatori e con gli spogliatoi da oratorio. E se lo ammettessero, non sarebbe un insulto.
di Roberto Gotta

Peroncino1983 mi toglierà l'amicizia FB ... sto quotando Zaradona ...

'Ndó scrive 'sto gotta?

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Citazione di: PabloHoney il 14 Feb 2015, 08:15
Cioe' Famme capi, Lotito se ne deve andare perché e' il promotore del FPF che e' forse l'unico modo per combattere il sistema basato sui buffi e i prestiti bancari, proprio quello che sta sfasciando il calcio?

certo che come ragionamento logico non fa una piega...
ma te prego
no, lotito se ne deve andare perche la lazio ed i suoi tifosi se so rotti ercazzo di essere il mezzo della sua voglia di potere.
A chi fa finta di non capire questo io non credo piu'!

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Citazione di: PabloHoney il 14 Feb 2015, 08:15
Cioe' Famme capi, Lotito se ne deve andare perché e' il promotore del FPF che e' forse l'unico modo per combattere il sistema basato sui buffi e i prestiti bancari, proprio quello che sta sfasciando il calcio?

certo che come ragionamento logico non fa una piega...
ma te prego
Forse non hai colto il senso del post..

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