Io ero fortemente incazzato con Lotito nell'ultimo mese, incazzatura esplosa durante Lazio-Genoa. Mi era chiaro che il Pres (cit.) aveva fatto molto per inimicarsi gli arbitri e poco per aiutare la squadra in campo ad essere trattata come meriterebbe.
Tutto ciò prima dell'uscita di Nicchi.
Poi è arrivato Iodice con Repubblica.
Quando c'è un agguato mafioso, con una persona invitata a cena e poi dieci scagnozzi armati che chiudono la porta da dentro, io sto con la vittima dell'agguato. Un agguato mafioso non è MAI il modo per risolvere un problema e espone SEMPRE le magagne di chi lo prepara.
Dopo aver visto la rassegna stampa lo scenario per me è chiarissimo.
Alla luce di ciò, mi trovo a sperare che Lotito sia come Berlusconi. A ogni attacco si rialzava, si scrollava un po' di polvere dal vestito buono e continuava ad andare avanti.
Capisco come il paragone possa confondere, ma sto parlando di resistenza e non di pulizia.
Lotito deve resistere e avere la pazienza di scoperchiare uno per uno i metodi, i moventi e i mandanti di questo agguato.
Ormai è chiaro che dentro c'è più della Lazio. Quest'anno, sul quale puntavo da matti, è andato.
A questo punto andiamoci a questo Mezzogiorno di Fuoco. Da una parte un uomo solo, i cui difetti monumentali potrebbero appena averne decretato la fine. Dall'altra tutti gli altri. Sicuramente fra loro molti puliti, onesti e pieni di buone intenzioni e alti valori morali, magari senza però il tempo per ascoltarsi la telefonata. Ma il resto è soltanto un gruppo di sciacalli che hanno preso una preda succulenta fra i denti e temono che gli scappi.
L'uomo solo probabilmente verrà ucciso, ma dalla finestra del saloon io so chi spero che vinca. Almeno perché sopravviva, così magari possiamo chiarire le cose in un tribunale e non in un ristorante chiuso da dentro.