Citazione di: gobbo1971 il 15 Feb 2015, 20:19
La Premier League è un fenomeno a se stante, irraggiungibile per tutti e agevolato dalla penetrazione che la lingua inglese garantisce.
In Italia finchè si trattavano i diritti in maniera individuale i nostri club dominavano in Europa, monopolizzavamo le finali di Coppa UEFA e mandammo una finalista in Champions League per 7 anni di fila.
il calcio è cambiato, per tanti fattori, Calciopoli in tal senso è stata la fine del nostro movimento perchè se l'obiettivo era quello di distruggere la Juve (ed era quello) a favore di altri (Inter e Roma per prime, ma il Milan sta sempre lì) diciamo che è miseramente fallito.
Perchè a distanza di sei anni ci siamo ritrovati con le milanesi a pezzi (e il calcio italiano ha bisogno di Milan e Inter ad alti livelli), la Juve tornata al suo posto (perchè rubba sempre...) mentre tutti erano pronti a giurare il contrario ("il nuovo calcio pulito").
E in quegli anni, mentre chi risaliva la china con una rosa depauperata e una dirigenza indecente (Cobolli-Blanc-Secco, i più amati dagli antijuventini) progettava uno stadio di proprietà e altri investimenti immobiliari, cosa faceva chi aveva vinto la lotteria di Calciopoli?
Si scavava la fossa con le proprie mani, crogiolandosi nel momento senza pensare a guardare oltre i propri interessi di bottega
E voi volete lasciare il calcio nelle mani di questi signori?
Ragazzi, per piacere, ricordatevi di quando esistevano le piccole società che crescevano i campioncini, le grandi li compravano (con soldi veri, non i p.c.d.d.r, di oggi) a peso d'oro e facevano circolare denaro nel sistema italiano.
Però i soldi, le grandi li avevano anche perché ne ricevevano di più.
Per questo é determinante che le squadre più blasonate ricevano più contributi, perchè le cinque/sei grandi storiche rappresentano l'immagine del calcio italiano nel mondo.
Con tutto il rispetto, parafrasando Lotito, non puoi paragonare Juventus e Reggina, Lazio e Varese.
Come in Spagna l'Extremadura non sarà mai il Real Madrid, e altrove il Manchester United non verrà mai raggiunto dal Leyton Orient.
Il problema di oggi è acuito dalla crisi generale, certo, ma in un momento come questo sono più le piccole a puntare i parametri zero, possibilmente stranieri.
Mentre i loro italiani (pochi, per la verità) costano un botto, e poi mi si dice che le piccole vogliono crescere.
Crescere come e fino a quando?
Se uno lavora bene (vedi Sassuolo, vedi ipotetico Carpi e Frosinone) è giusto che aspiri a passare dal dilettantismo al professionismo, e magari fino alla serie A, ma non si può dimenticare che sempre di piccola società si tratta.
E che quindi la sua missione è quella di far bene, avere conti in ordine e togliersi soddisfazioni.
E, che non guasta, guadagnarci.
Come fa l'Empoli, il Chievo e, soprattutto, l'Udinese.
L'Udinese è una piccola che ha giocato la Champions League, dopo decenni di altalena fra serie C, B e A si è stabilizzata negli ultimi quindici anni con una mission ben chiara.
Fa così schifo una prospettiva del genere ad un Carpi?
Gobbo1971, noi non vogliamo lasciare il calcio nelle mani di nessun signore.
Ma per introdurre cambiamenti, qualsiasi essi siano e proprio per non lasciare il calcio in mano a nessun signore, nè Lotito, nè Galliani, nè Agnelli, si deve trovare una posizione condivisa fra la maggioranza dei protagonisti, squadre grandi, medie e piccole, serie a, B, e lega e pro.
Non penso che un programma Agnelli/Albertini come quello che tu ci hai descritto la possa mai ottenere una maggioranza. Almeno non sul merito delle proposte, chi voterebbe per dare più soldi alle grandi squadre nell'immediato perchè in un futuro, vedrete, ne beneficeranno tutti? Non regge.
E infatti non l'ha ottenuta. Ora Marotta chiede l'intervento esterno, quindi il commissaramento da parte del CONI. Sempre di "questi signori" si tratta, solo che non hanno una maggioranza espressa con un voto democratico anche se magari sono più vicini a voi.
Te la faccio io la domanda: volete lasciare il calcio nelle mani di Malagò?