Il Parma si sarebbe potuto salvare solo mantenendo la categoria, 100 e più milioni di debiti per la Serie B sono un macigno che solo un folle si sarebbe caricato, a giugno scorso sono arrivati a galla i conti fuori controllo e tutto quello che ne è seguito è un film già visto.
Taci prima e Manenti adesso hanno solo prolungato l'agonia e forse alzato una leggera cortina per nascondere i guasti della gestione precedente, se è vero che Ghirardi ha ceduto la società per 1 euro (uno) può darsi che i russo/ciprioti/albanesi se la situazione di classifica fosse stata migliore avrebbero anche immesso qualche capitale fresco, ma senza neanche la possibilità di una salvezza qualsiasi intervento finanziario non era niente altro che tappare una falla col pongo, era loro intenzione, un mese fa, portare i libri in tribunale ma anche facendo questo il percorso non era assolutamente simile a quello del Bari, Paparesta è diventato presidente con meno di 10 milioni tra capitale versato e accollo di debiti, questo Manenti sarà uscito dal cilindro di qualche mente di Parma o Nova Gorica o, più probabile, di tutte e due le città, è lì infatti che ha sede una delle società satellite del Parma dove transitavano i giocatori in eccesso, giocatori che oltre agli ingaggi da pagare permettevano la creazione di qualche plusvalenza fittizia, l'esclusione dall'Europa può essere stata la goccia fatale che ha fatto tracimare tutto questo fango ma senza una ristrutturazione seria dei conti i problemi sarebbero venuti lo stesso a galla, non erano i 10 milioni europei che potevano salvare il bilancio, ancora quest'anno il Parma ha 50 milioni di ingaggi lordi da pagare, più di 25 arretrati.