Citazione di: fish_mark il 06 Mar 2015, 09:52
Anno 1988. La Lazio in volata per la promozione. Verso le ultime partite comincia a giocare e a segnare a ripetizione un giovane della Primavera, tale Antonio Rizzolo. Ne segna cinque (vado a memoria) nelle ultime partite di campionato, dando una spinta davvero decisiva. Andiamo (finalmente) in serie A con la sensazione molto forte di aver trovato anche il bomber in casa.
L'anno successivo il Rizzolo si perderà nelle nebbie di un campionato di bassa classifica, mentre contemporaneamente esce fuori un altro giovane della primavera: Paolo Di Canio.
Keita è forte assai, ma temo si stia perdendo. A differenza di Cataldi.
Rizzolo ne 3 fece nello scorcio finale del campionato di B. In effetti, sembrava avessimo trovato un centravanti di grande prospettiva.
Anche l'inizio della stagione in A fu folgorante, con gol-pareggio al San Paolo e la doppietta casalinga col Verona la domenica dopo. Rimasero, però, gli unici 3 gol.
Da lì in poi un declino inesorabile. Anche se alla fin fine, c'è pure chi ha fatto peggio. La sua settantina di gol da professionista li ha fatta, anche in piazze decorose come Palermo e Lecce.
Anche io ho un ricordo personale legato a Rizzolo.
In quegli anni mia madre lavorava all'allora S.A.U.B., al San Camillo. Venne un signore orvietano che doveva fare il cambio del medico per il figlio. Era il padre di Rizzolo. Mia madre, allora, gli chiese una foto con dedica. Così, la volta successiva, il padre di Rizzolo (che mia madre descrisse come un vero galantuomo) le portò foto con dedica per me.
Tra l'altro, come tutte le cose di Lazio, ce l'ho conservata.