Innanzitutto, bisognerebbe distinguere il periodo in cui sono arrivati questi due calciatori, aiuterebbe a capire i bei ricordi del primo Zarate: era il quarto anno della gestione Lotito, dopo una prima annata a lottare per la salvezza, un sesto posto negato ingiustamente (ma ancora non lo sapevamo con certezza) alla seconda stagione, un terzo posto che sa di impresa alla terza stagione, e una quarta stagione piuttosto deludente. Avevamo anche noi i nostri calciatori forti, Rocchi, Pandev, il sempre sottostimato Mauri, Ledesma... però erano gli anni del "coma da irreversibile a reversibile", di prendersi i parametri zero pur andando in Champions League, di alcuni calciatori crollati troppo presto, deludendo le aspettative, vedi Cribari e Mudingayi. Quell'anno ci trovammo dinanzi per la prima volta qualcosa di diverso, un 21enne con un talento superiore ai nostri migliori calciatori, e ripeto che avevamo comunque due attaccanti da 15 goal l'uno (uno dei quali 25enne), un trequartista che oggi come allora è sempre stato sottovalutato, un ottimo regista ibrido, e avevamo preso anche due giovani terzini promettentissimi, oltre al 25enne Pasquale Foggia che quell'anno sembrava pronto ad esplodere. Insomma, dopo un periodo di sacrifici, in un altro periodo calcistico, con un presidente mai amato che all'epoca aveva anche tutt'altra capoccia, per la prima volta ti ritrovavi una squadra molto promettente con un 21enne talmente talentuoso da essere paragonato a Messi, solo che lui trascinava la Lazio, l'altro ancora non trascinava come oggi (in verità, dopo svariati trofei e quattro Palloni d'Oro, in argentina aspettano ancora che trascini la nazionale), e si pensava ancora che nel Calcio italiano non sarebbe stato forte allo stesso modo, erano altri tempi... e per la prima volta ti trovavi anche Lotito pronto a sborsare 20 milioni per un acquisto.
Erano altri tempi, sono passati 7 anni, oggi fortunatamente la Lazio è altro, all'epoca una stagione al 10° posto ma con la vittoria della Coppa Italia era sicuramente da festeggiare, oggi anche la stagione 2012-2013, al 7° posto, con vittoria della Coppa Italia in finale contro la Roma, e ai quarti di Europa League buttati fuori da un arbitro [...], ci chiediamo quanto sia stata positiva. Oggi la qualificazione all'Europa League è il minimo, oggi ne abbiamo visti di trascinatori di alto livello: Hernanes, Klose, Candreva... all'epoca poi una riserva all'altezza di uno come Ledesma era utopia, oggi è Ledesma che fa la riserva, e probabilmente andrà via a fine anno.
Zarate era veloce, aveva un gran tiro dalla distanza, era (o avrebbe potuto essere) abbastanza duttile in attacco, e soprattutto aveva un dribbling sporco, ma riusciva a saltare chiunque, ricordo Cruz che sia contro il Catania che contro il Villarreal manca un goal a porta vuota, probabilmente perché non s'aspettava che gli arrivasse il pallone dopo aver visto il suo compagno subire il cappottone dagli avversari. Tuttavia, questo dribbling funzionava negli ultimi 30 metri, e capitava anche di andare ad infrociare, anche perché tatticamente c'ha sempre capito poco.
Felipe Anderson non va a inforciare... Felipe Anderson può innanzitutto partire da centrocampo e arrivare in porta a difesa schierata, perché oltre ad essere veloce ha un'accelerazione pazzesca, contro il Napoli ad esempio, dopo aver saltato un uomo, si è allungato il pallone di non so quanti metri, e Inler che era ad un terzo della distanza è dovuto entrare in scivolata per togliergli il pallone, perché sapeva che se avesse continuato a correre non lo prendeva, e tra l'altro, quando l'ha preso con la scivolata... Felipe era in possesso di palla! Dunque, Felipe Anderson magari non ha il dribbling secco che aveva Zarate, ma la sua velocità, l'accelerazione, la tecnica individuale, e l'intelligenza tattica, gli permettono o di saltare chiunque in qualsiasi situazione, o comunque di non perdere palla in maniera stupida. Contro il Napoli, fino al goal di Klose, si era reso pericoloso con cross e passaggi lunghi precisissimi, tra cui l'assist del goal, senza ancora fare nessun dribbling, questo grazie ad un tocco di palla delizioso e l'intelligenza tattica. Questa sua intelligenza gli permette anche una continuità che Zarate non aveva: io al derby dell'11 novembre 2008 sognavo la tripletta di Zarate, invece, anche se giocò bene, perdemmo 1-0 con goal di Julio Baptista, se invece t'aspetti qualcosa di grosso da Felipe Anderson per la prossima partita, probabilmente non sbagli...
Forse il "gli è mancata la testa" non era proprio un nonnulla...