Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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ES

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Citazione di: mapalla il 10 Mar 2015, 16:10
Perdonatemi, ma il bond da 175 mln€ con lo stadio non c'entra nulla. Servono per cercare di tappare la voragine di bilancio da 138 mln€ e, soprattutto, consentirà agli ameregani di traslare in avanti il debito (con uno spread del 6% assurdo di questi tempi), rientreranno dei loro soldi e quindi, di fatto, sposteranno il debito dalla loro azienda del Delaware direttamente sulla maggica, dando in garanzia un bene volatile e cioè il "marchio". E' vero che sono titolari del 67% circa delle quote, ma una volta che scappano con la cassa abbandonano barca e marinai e poi valli a cercare nel delaware  8) Qualora le cose si mettano male, una volta recuperati i loro soldini (cit. Calleri) se ne andranno alla chetichella lasciandoli nella  :asrm
Questo è, secondo me, lo scenario che si presenterà nel 2017/18.
Per rimanere in tema stadio, ho avuto delle notizie (non buone per noi) nel sottobosco riguardanti parnasi e la provincia, ma non sono sicuro dell'attendibilità e quindi preferirei attendere qualche conferma.
Ma sono d'accordo con te, le due cose sono slegate. Ma per loro vale la summa di engulade.
Io mi domando come mai non capiscano che da una parte prendono un debito monstre, mentre dall'altra pallottola si fa il suo stadio.
Ci vogliono due fondo schiena, insomma, per tenere il passo  ;)

Precisione

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Inchiestone di Repubblica.it sulla situazione stadi in Italia.

"La voglia di stadio del calcio italiano" (dii DANIELE AUTIERI, COSIMO CITO, MAURIZIO CROSETTI, ERNESTO FERRARA, ENRICO FRANCESCHINI, ALESSANDRO OPPES, MATTEO PINCI e STEFANO SCACCHI, video di TOMASO CLAVARINO e LUCA VERDUCCI. Con un commento di ALIGI PONTANI)

"Far crescere il fatturato, sottrarsi alla schiavitù dei diritti tv e controllare meglio i propri tifosi, accelerando la trasformazione da sport a spettacolo: i club della Serie A sono sempre più convinti che la strada maestra per ottenere questi risultati sia la costruzione di un moderno impianto di proprietà, come hanno fatto prima le squadre inglesi e poi la Juventus. Ambizioni costrette a fare i conti però con mille ritardi e difficoltà, come dimostra il caso della Roma i cui sogni di un "nuovo Colosseo" sono ancora in alto mare".

Sono vari articoli, quindi non si possono riportare tutti qui.

I "duri e puri" teorici del "Io sul sito di Repubblica non ci clicco", si sacrificassero una volta, si turassero il naso e leggessero questo link:
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/03/12/news/voglia_di_stadio-107217314/?ref=HREC1-2

Monsieur Opale

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Dubbi e ritardi per il Colosseo giallorosso
di DANIELE AUTIERI
ROMA - "Roma non è stata costruita in un giorno", dicono gli americani. Una lezione che ha imparato bene James Pallotta, il patron della As Roma, che dopo aver lanciato la palla avanti sulla costruzione dello stadio, si trova a dover fare i conti con un nuovo intoppo. Nessuno finora lo ha detto pubblicamente, ma la richiesta dell'Assemblea capitolina romana di visionare un progetto definitivo delle opere previste prima di riconoscerne la pubblica utilità, ha sollevato non poche difficoltà al costruttore Parnasi, che con la sua Eurnova si è aggiudicato l'onere e l'onore di tirare su il "Colosseo" della Roma.

Le questioni in ballo adesso sono due. La prima riguarda i tempi: il costruttore ha promesso di presentare in Campidoglio i progetti definitivi entro marzo. Da allora il Comune avrà un mese per studiare tutte le carte e passare la palla alla Regione, dove il progetto potrebbe giacere per altri sei mesi. Seguendo questo calendario la posa della prima pietra non ci sarebbe prima della fine dell'anno, molto oltre i propositi di Pallotta.
La seconda questione, ancora più delicata della prima, riguarda l'onere finanziario di questo slittamento temporale, destinato a ricadere sulle spalle del costruttore Parnasi. Il presupposto su cui si basa il progetto stadio è semplice: l'investimento economico viene sostenuto dai capitali privati, mentre il Comune riconosce in cambio l'edificabilità di alcuni terreni su cui la Eurnova è pronta a costruire case e un enorme business park, un centro direzionale che dovrebbe ospitare attività commerciali di vario genere, oltre alle avveniristiche torri della banca Unicredit. I più critici parlano di un milione e duecentomila metri cubi di cemento di cui lo stadio è solo minima parte. Lasciando da parte le polemiche sull'opportunità di costruire il mega complesso nell'area di Tor di Valle, rimane in piedi una questione chiave: possono gli investitori del progetto sostenere un onere finanziario di oltre un miliardo di euro per lavori che rischiano di protrarsi nel tempo, facendo vedere i primi ritorni economici non prima dei prossimi due anni?

Le finanze di Parnasi. Ancora una volta, la risposta alla fattibilità finanziaria dello stadio è nei numeri. Eurnova, la società proprietaria dei terreni di Tor di Valle guidata da Luca Parnasi, ha chiuso il 2013 (ultimo bilancio depositato) con una perdita d'esercizio di 31.380 euro (superiore ai 4.714 del 2012) e con un valore di produzione che supera di poco i 25 milioni di euro. A fronte di questi ricavi, i debiti accumulati superano i 31 milioni di euro, di cui 20,5 milioni nei confronti dei fornitori.
I partner finanziari di Eurnova nella partita stadio sono altre due società che fanno capo alla famiglia Parnasi: Parsitalia Real Estate e Parsitalia General Contractor. Analizzando i dati di bilancio, la prima ha chiuso il 2013 con 18 milioni di ricavi e 312mila euro di utile. Anche in questo caso i debiti sono elevati e ammontano a 56 milioni di euro. La maggior parte di questi (28 milioni) sono contratti verso le società controllanti, tra cui il gruppo Parsitalia srl, la holding della famiglia che ha un giro d'affari pari a 500 milioni di euro. Al 31 dicembre del 2013 il patrimonio netto della holding ammontava a 228 milioni di euro, mentre è pari a 301 milioni il monte debiti accumulato. Di questi, 109 milioni sono i denari che il gruppo deve alle banche, Unicredit e Monte Paschi su tutte.

Il secondo partner di Eurnova, Parsitalia General Contractor, è l'altro colosso della famiglia Parnasi con un attivo patrimoniale di quasi 500 milioni di euro. Tuttavia, in questo caso più che negli altri, la situazione debitoria della società è complessa: all'ultimo bilancio depositato i debiti cumulati risultano pari a 254 milioni di euro, di cui 59 milioni verso i fornitori, 12 milioni verso le banche, e 136 milioni di acconti relativi agli anticipi ottenuti sulle commesse in corso di esecuzione. Tutto questo conferma la necessità di un gioco di squadra nella raccolta dei capitali, al quale potrebbero prendere parte, oltre che la Roma e il suo presidente James Pallotta, anche investitori stranieri al fianco delle banche italiane, già creditrici delle imprese di Parnasi.
Investimento e impatto. Per trasformare i progetti in realtà, James Pallotta e i suoi soci sono quindi chiamati a mettere sul piatto 1,2 miliardi di euro. Tanto costerà l'intera operazione immobiliare che dovrebbe però garantire un ritorno immediato nelle tasche dei suoi finanziatori. Ad oggi non è ancora calcolabile quanto Eurnova e le banche che la sostengono riusciranno ad ottenere dalla vendita degli immobili e delle strutture commerciali. Più sicuri sono i riflessi che ci saranno in termini di occupazione. Secondo i calcoli saranno infatti 3.000 i nuovi posti di lavoro creati nella fase di costruzione e altri 3.000 quando l'intera struttura sarà operativa.

Lo stadio. Il moderno "Colosseo" è stato progettato dall'archistar Dan Meis con l'idea di realizzare una struttura avveniristica capace di ospitare 52.000 persone, estendibili a 60.000 in caso di importanti eventi internazionali. I materiali scelti sono principalmente acciaio e vetro, ricoperti da un velo di pietre fluttuanti. L'idea è quella di riprodurre in chiave moderna le suggestioni dell'Anfiteatro Flavio, ma non solo. Il progetto, fortemente voluto da James Pallotta, prevede infatti che, oltre allo stadio, sia allestito un polo del divertimento aperto sette giorni su sette, dove sia possibile non solo assistere alle partite, ma anche fare shopping, mangiare, lavorare e molto altro.
Investimento e impatto. Per trasformare i progetti in realtà, James Pallotta e i suoi soci sono quindi chiamati a mettere sul piatto 1,2 miliardi di euro. Tanto costerà l'intera operazione immobiliare che dovrebbe però garantire un ritorno immediato nelle tasche dei suoi finanziatori. Ad oggi non è ancora calcolabile quanto Eurnova e le banche che la sostengono riusciranno ad ottenere dalla vendita degli immobili e delle strutture commerciali. Più sicuri sono i riflessi che ci saranno in termini di occupazione. Secondo i calcoli saranno infatti 3.000 i nuovi posti di lavoro creati nella fase di costruzione e altri 3.000 quando l'intera struttura sarà operativa.


Guardando tuttavia alla complessità dell'operazione, si tratta di inciampi superabili che non sembrano in grado di fermare il grande progetto dello stadio, semmai di rallentarlo. Non resta allora che aspettare, riponendo però nel cassetto il sogno di veder giocare sul prato verde del Colosseo moderno il capitano Francesco Totti.   :D

ma no?

COLDILANA61

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Speculazione edilizia , mafia capitale , un governo locale che sembra guidato da Ciancimino e il problema rimane quello di far giocare il fesso nel nuovo stadio . Su repubblica ?

Se mai mi fosse passato per la mente di tornare a Roma per la vecchiaia , mi e' passata del tutto .

Auguri . Sinceri .

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ES

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CitazioneAl 31 dicembre del 2013 il patrimonio netto della holding ammontava a 228 milioni di euro, mentre è pari a 301 milioni il monte debiti accumulato. Di questi, 109 milioni sono i denari che il gruppo deve alle banche, Unicredit e Monte Paschi su tutte.

toh... ;)

mazzok

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Citazione di: Precisione il 12 Mar 2015, 10:39
I "duri e puri" teorici del "Io sul sito di Repubblica non ci clicco", si sacrificassero una volta, si turassero il naso e leggessero questo link:
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/03/12/news/voglia_di_stadio-107217314/?ref=HREC1-2

non ci penso nemmeno, sono anni che non leggo repubblica, per me è spazzatura, e la lettura dell'articolo postato dal signor Opale me lo conferma, pura propaganda giallozzozza, siccome sono previsti 3000 posti di lavoro (e ci tengono a rimarcarlo con la stessa identica frase due volte) gli deve essere permeso di fare di tutto, con lo stesso principio si potrebbero legalizzare anche le mafie.

mapalla

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Citazione di: Monsieur Opale il 12 Mar 2015, 12:01
eccolo qui, per quelli che non cliccano lì  :)

Dubbi e ritardi per il Colosseo giallorosso
di DANIELE AUTIERI
ROMA - "Roma non è stata costruita in un giorno", dicono gli americani. Una lezione che ha imparato bene James Pallotta, il patron della As Roma, che dopo aver lanciato la palla avanti sulla costruzione dello stadio, si trova a dover fare i conti con un nuovo intoppo. Nessuno finora lo ha detto pubblicamente, ma la richiesta dell'Assemblea capitolina romana di visionare un progetto definitivo delle opere previste prima di riconoscerne la pubblica utilità, ha sollevato non poche difficoltà al costruttore Parnasi, che con la sua Eurnova si è aggiudicato l'onere e l'onore di tirare su il "Colosseo" della Roma.

Le questioni in ballo adesso sono due. La prima riguarda i tempi: il costruttore ha promesso di presentare in Campidoglio i progetti definitivi entro marzo. Da allora il Comune avrà un mese per studiare tutte le carte e passare la palla alla Regione, dove il progetto potrebbe giacere per altri sei mesi. Seguendo questo calendario la posa della prima pietra non ci sarebbe prima della fine dell'anno, molto oltre i propositi di Pallotta.
La seconda questione, ancora più delicata della prima, riguarda l'onere finanziario di questo slittamento temporale, destinato a ricadere sulle spalle del costruttore Parnasi. Il presupposto su cui si basa il progetto stadio è semplice: l'investimento economico viene sostenuto dai capitali privati, mentre il Comune riconosce in cambio l'edificabilità di alcuni terreni su cui la Eurnova è pronta a costruire case e un enorme business park, un centro direzionale che dovrebbe ospitare attività commerciali di vario genere, oltre alle avveniristiche torri della banca Unicredit. I più critici parlano di un milione e duecentomila metri cubi di cemento di cui lo stadio è solo minima parte. Lasciando da parte le polemiche sull'opportunità di costruire il mega complesso nell'area di Tor di Valle, rimane in piedi una questione chiave: possono gli investitori del progetto sostenere un onere finanziario di oltre un miliardo di euro per lavori che rischiano di protrarsi nel tempo, facendo vedere i primi ritorni economici non prima dei prossimi due anni?

Le finanze di Parnasi. Ancora una volta, la risposta alla fattibilità finanziaria dello stadio è nei numeri. Eurnova, la società proprietaria dei terreni di Tor di Valle guidata da Luca Parnasi, ha chiuso il 2013 (ultimo bilancio depositato) con una perdita d'esercizio di 31.380 euro (superiore ai 4.714 del 2012) e con un valore di produzione che supera di poco i 25 milioni di euro. A fronte di questi ricavi, i debiti accumulati superano i 31 milioni di euro, di cui 20,5 milioni nei confronti dei fornitori.
I partner finanziari di Eurnova nella partita stadio sono altre due società che fanno capo alla famiglia Parnasi: Parsitalia Real Estate e Parsitalia General Contractor. Analizzando i dati di bilancio, la prima ha chiuso il 2013 con 18 milioni di ricavi e 312mila euro di utile. Anche in questo caso i debiti sono elevati e ammontano a 56 milioni di euro. La maggior parte di questi (28 milioni) sono contratti verso le società controllanti, tra cui il gruppo Parsitalia srl, la holding della famiglia che ha un giro d'affari pari a 500 milioni di euro. Al 31 dicembre del 2013 il patrimonio netto della holding ammontava a 228 milioni di euro, mentre è pari a 301 milioni il monte debiti accumulato. Di questi, 109 milioni sono i denari che il gruppo deve alle banche, Unicredit e Monte Paschi su tutte.
Il secondo partner di Eurnova, Parsitalia General Contractor, è l'altro colosso della famiglia Parnasi con un attivo patrimoniale di quasi 500 milioni di euro. Tuttavia, in questo caso più che negli altri, la situazione debitoria della società è complessa: all'ultimo bilancio depositato i debiti cumulati risultano pari a 254 milioni di euro, di cui 59 milioni verso i fornitori, 12 milioni verso le banche, e 136 milioni di acconti relativi agli anticipi ottenuti sulle commesse in corso di esecuzione. Tutto questo conferma la necessità di un gioco di squadra nella raccolta dei capitali, al quale potrebbero prendere parte, oltre che la Roma e il suo presidente James Pallotta, anche investitori stranieri al fianco delle banche italiane, già creditrici delle imprese di Parnasi.
Investimento e impatto. Per trasformare i progetti in realtà, James Pallotta e i suoi soci sono quindi chiamati a mettere sul piatto 1,2 miliardi di euro. Tanto costerà l'intera operazione immobiliare che dovrebbe però garantire un ritorno immediato nelle tasche dei suoi finanziatori. Ad oggi non è ancora calcolabile quanto Eurnova e le banche che la sostengono riusciranno ad ottenere dalla vendita degli immobili e delle strutture commerciali. Più sicuri sono i riflessi che ci saranno in termini di occupazione. Secondo i calcoli saranno infatti 3.000 i nuovi posti di lavoro creati nella fase di costruzione e altri 3.000 quando l'intera struttura sarà operativa.

Lo stadio. Il moderno "Colosseo" è stato progettato dall'archistar Dan Meis con l'idea di realizzare una struttura avveniristica capace di ospitare 52.000 persone, estendibili a 60.000 in caso di importanti eventi internazionali. I materiali scelti sono principalmente acciaio e vetro, ricoperti da un velo di pietre fluttuanti. L'idea è quella di riprodurre in chiave moderna le suggestioni dell'Anfiteatro Flavio, ma non solo. Il progetto, fortemente voluto da James Pallotta, prevede infatti che, oltre allo stadio, sia allestito un polo del divertimento aperto sette giorni su sette, dove sia possibile non solo assistere alle partite, ma anche fare shopping, mangiare, lavorare e molto altro.
Investimento e impatto. Per trasformare i progetti in realtà, James Pallotta e i suoi soci sono quindi chiamati a mettere sul piatto 1,2 miliardi di euro. Tanto costerà l'intera operazione immobiliare che dovrebbe però garantire un ritorno immediato nelle tasche dei suoi finanziatori. Ad oggi non è ancora calcolabile quanto Eurnova e le banche che la sostengono riusciranno ad ottenere dalla vendita degli immobili e delle strutture commerciali. Più sicuri sono i riflessi che ci saranno in termini di occupazione. Secondo i calcoli saranno infatti 3.000 i nuovi posti di lavoro creati nella fase di costruzione e altri 3.000 quando l'intera struttura sarà operativa.


Guardando tuttavia alla complessità dell'operazione, si tratta di inciampi superabili che non sembrano in grado di fermare il grande progetto dello stadio, semmai di rallentarlo. Non resta allora che aspettare, riponendo però nel cassetto il sogno di veder giocare sul prato verde del Colosseo moderno il capitano Francesco Totti.   :D

ma no?
Vabbè, vorrei sapere come questi possano scrivere su un quotidiano a tiratura nazionale (una volta importante ed ora ridotto ad una redazione di un giornalino di quartiere o ad una fanzine di tifosi beceri). Un giornalista che si rispetti va a fondo, legge tra le righe, chiede pareri ad esperti di economia, questi si preoccupano se er capetano gioche rà nel nuovo colosseo...
Tornando seri le cifre ufficiali rispecchiano (anzi probabilmente possono anche essere un "po' edulcorate") le difficoltà del gruppo, perchè le cifre evidenziate sono pesanti come macigni; vorrei capire come le banche riescano ad affidare un credito di tale portata (136mil.) semplicemente su anticipo fatture  :o quando sussistono  da svariato tempo altre esposizioni per oltre 100mil. In considerazione del fermo del mercato immobiliare, mi permetto di sollevare dubbi sulla possibilità del rientro di questi capitali anticipati, potendo affermare, secondo me, che stanno con la cacca alla gola. E'evidente che la lobby bancaria, come sempre succede, tenti di salvare i propri debitori più pesanti ed in questo caso non fanno eccezione, anzi godono anche di aiuti politici trasversali.
Basterebbe che una sola delle banche principali chiedesse un rientro...magari

Sempre  :asrm   

RubinCarter

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(ANSA) - ROMA, 12 MAR - "Il presidente dell'As Roma, James Pallotta, mi ha assicurato che la prima pietra dello stadio si poserà quest'anno e che entro le prossime settimane avremo il piano esecutivo: ci stanno lavorando in tutto il pianeta oltre 20 aziende". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, aggiungendo di averlo recentemente incontrato "in Campidoglio perché vuole che Pallotta porti 1,5 mld a Roma, che lo stadio si faccia per i tifosi e per i 3 mila posti di lavoro che porterà dall'anno prossimo".



:lol:

Ignà , daje pure il culo no ?

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nestorburma

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...perché secondo te cosa è andato a fare a natale a Boston?

NEMICOn.1

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E pe' tutte le stecche che se Pija no ?

COLDILANA61

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Citazione di: NEMICOn.1 il 12 Mar 2015, 15:44
E pe' tutte le stecche che se Pija no ?

Ha la faccia di uno che che non prende le stecche .

E' proprio pirla .

;)

mapalla

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e poi è ora di finirla con questa creazione di posti di lavoro! A parte che non sono seimila, perchè i tremila che dovrebbero lavorare nei cantieri a fine lavori verrebbero licenziati se fossero dipendenti di parsitalia; poi è notorio a tutti che ormai le grandi aziende edili ed impiantistiche non assumono più personale  al loro interno, ma subappaltano tutto a ditte più piccole che potrebbero avere, diciamo così, criteri di assunzione elastici non proprio limpidi e cristallini. Di certo cittadini romani che possano godere di queste assunzioni penso saranno veramente pochi.
Per il resto, non penso che possano essere creati altri 3000 posti di lavoro al completamento "dell'opera".
Il nostro sindaco (che non sarà più il mio sindaco alle prossime elezioni) sarebbe ora che smetta di leccare il qulo a certi personaggi. O è colluso o è coxone o è semplicemente "romanista", romano no  :p   ;)

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laziAle82

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Ma poi che cortocircuito è? Il presidente della rioma che "assicura" al sindaco?

NEMICOn.1

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Citazione di: COLDILANA61 il 12 Mar 2015, 15:47
Ha la faccia di uno che che non prende le stecche .

E' proprio pirla .

;)

Ahhahahhhahaha mai fidarsi dei pirla un suo tornaconto ci sarà ...vedremo

Monteverde74

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Citazione di: COLDILANA61 il 12 Mar 2015, 15:47
Ha la faccia di uno che che non prende le stecche .

E' proprio pirla .

;)
beh, nemico, mica ha deto DOVE le prende le stecche....

Palo

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Citazione di: RubinCarter il 12 Mar 2015, 15:10
(ANSA) - ROMA, 12 MAR - "Il presidente dell'As Roma, James Pallotta, mi ha assicurato che la prima pietra dello stadio si poserà quest'anno e che entro le prossime settimane avremo il piano esecutivo: ci stanno lavorando in tutto il pianeta oltre 20 aziende". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, aggiungendo di averlo recentemente incontrato "in Campidoglio perché vuole che Pallotta porti 1,5 mld a Roma, che lo stadio si faccia per i tifosi e per i 3 mila posti di lavoro che porterà dall'anno prossimo".



:lol:

Ignà , daje pure il culo no ?

In tutto il pianeta. Lo esige la mijardata de tifosi daa maggica sparsi in tutta la galassia.

"Con il nuovo stadio -
ha aggiunto marino - Pallotta mi ha garantito che verranno portati a tifare per totti e derossi anche gli abitanti di alfa centauri e di orione. E, fatto di non marginale importanza, potremo finalmente riportare a Roma il pallone di Tonetto per poterlo mettere in bacheca, a fianco della coppa delle fiere, della ampolla della saliva di Poulsen e delle mutande sporche di cacca di farcao."

AquiladiMare

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A roma quanti edifici uso uffici ci stanno e che sono desolatamente vuoti????


CodyAnderson

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Citazione di: AquiladiMare il 13 Mar 2015, 08:25
A roma quanti edifici uso uffici ci stanno e che sono desolatamente vuoti????

non sono più vuoti, li occupano e ci vivono i rom (con tutto il rispetto per carità ma è quello che succede ...). considera che sulla tiburtina se ne stanno per svuotare un paio da 400 posti di lavoro abbondanti entro l'anno (fonti dirette), in zona metro rebibbia per intenderci quindi anche collegati decentemente. a Roma le aziende sono al collasso, poi mi chiedo, se li andrà la nuova sede di unidebit, il palazzo al laghetto dell'eur si svuota, no?

questo sindaco è lo zimbello dei palazzinari. quando questa mega speculazione sarà finita, per non far fallire tutto e tutti, il comune dovrà sborsare milioni per rilevare tutti i metri cubi invenduti ed inutilizzati. in attesa di un bell'alluvione ...

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GiPoda

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Citazione di: CodyAnderson il 14 Mar 2015, 13:55
non sono più vuoti, li occupano e ci vivono i rom (con tutto il rispetto per carità ma è quello che succede ...). considera che sulla tiburtina se ne stanno per svuotare un paio da 400 posti di lavoro abbondanti entro l'anno (fonti dirette), in zona metro rebibbia per intenderci quindi anche collegati decentemente. a Roma le aziende sono al collasso, poi mi chiedo, se li andrà la nuova sede di unidebit, il palazzo al laghetto dell'eur si svuota, no?

questo sindaco è lo zimbello dei palazzinari. quando questa mega speculazione sarà finita, per non far fallire tutto e tutti, il comune dovrà sborsare milioni per rilevare tutti i metri cubi invenduti ed inutilizzati. in attesa di un bell'alluvione ...
Però attenzione, sull emergenza abitativa sembra che finalmente si passi dal sistema dei residence a 2000 mese a spese del comune al buono casa da 800 euro.
Se sarà cosi per le immobiliari come quelle der cappetano saranno tempi grami.

CodyAnderson

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Citazione di: GiPoda il 14 Mar 2015, 15:32
Però attenzione, sull emergenza abitativa sembra che finalmente si passi dal sistema dei residence a 2000 mese a spese del comune al buono casa da 800 euro.
Se sarà cosi per le immobiliari come quelle der cappetano saranno tempi grami.

solo perché li hanno scoperti ...

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