Danilo Cataldi (Topic Ufficiale)

Aperto da Ro, 08 Mar 2014, 11:15

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lazio1

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Citazione di: Tarallo il 17 Mar 2015, 14:12
Ieri Danilo malino, quasi male.
Ma e' normalissimo, non c'e' problema, fa aprte della crescita.

Daje Danilo.

Credo che Danilo abbia bisogno di mangiare parecchie pagnotte , e tutta questa esaltazione è del tutto fuori luogo. Cataldi, oltre all'incredibile autorete di Cesena  fa una quantita di errori  a volte pericolosissimi.

DopoNesta

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Citazione di: lazio1 il 17 Mar 2015, 16:58
Credo che Danilo abbia bisogno di mangiare parecchie pagnotte , e tutta questa esaltazione è del tutto fuori luogo. Cataldi, oltre all'incredibile autorete di Cesena  fa una quantita di errori  a volte pericolosissimi.

praticamente na pippa.

torno a produrre arcobaleni va, che qua me pare che s'è già riannuvolato








Thunder

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Ieri ha dovuto correre molto, perché Pioli voleva consentire agli attaccanti di rimanere alti e giocare 3 vs 3 con i difensori del Torino. Lui e Parolo hanno dovuto chiudere spesso sia sulle mezze ali che sui terzini del Toro e con quel campo pesante, non è facile. Veniva da una serie di partite giocate ad alta intensità.
A una certa non ce la faceva più. Anche lo stesso Anderson prima dei gol aveva chiesto il cambio.
Però alla fine, uno va a guardare i numeri, 43 passaggi effettuati, 88,4% di precisione. Biglia che è un mostro ha fatto 91,4%.

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Citazione di: lazio1 il 17 Mar 2015, 16:58
Credo che Danilo abbia bisogno di mangiare parecchie pagnotte , e tutta questa esaltazione è del tutto fuori luogo. Cataldi, oltre all'incredibile autorete di Cesena  fa una quantita di errori  a volte pericolosissimi.

In amicizia e con rispetto: ma che caz.zo stai a di'?

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Citazione di: arkham il 19 Mar 2015, 16:43
In amicizia e con rispetto: ma che caz.zo stai a di'?

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Citazione di: white-blu il 20 Mar 2015, 08:17
Convocato in  nazionale U21

Si convocano giocatori indecenti e poi Conte lascia a casa il futuro (con Verratti) del centrocampo italiano.
Si vede che non ha un buon procuratore...


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Zoppo

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Citazione di: reds1984 il 20 Mar 2015, 08:40
Si convocano giocatori indecenti e poi Conte lascia a casa il futuro (con Verratti) del centrocampo italiano.
Si vede che non ha un buon procuratore...


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Ma va bene cosi. Va benissimo cosi.

Deve fare il suo percorso. Adesso la sua nazionale deve essere quella under 21...

AquilaLidense

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Io penso che ognuno di noi, da bambino, abbia sognato di essere Cataldi. Che bella cosa che sei Dani'!

Duca

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Deve crescere. ovvio. Io proverei a farne un regista. So che giocava così in Primavera...
MA potrebbe essere pure un laterale forte, ma deve incattivirsi parecchio ancora e soprattutto deve inquadrare la porta. È uno che deve dire: da oggi in poi mi alleno sui tiri da fuori finché non me saltano i menischi!

:X( :^^ :=))

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L'ascesa di Danilo Cataldi
La storia di un predestinato cresciuto con la Lazio nel cuore e nel destino. Un figlio della Roma biancoceleste che mancava da decenni, capace di conquistare, a suon di umiltà e strascichi di bellezza calcistica, la fiducia e la stima di un'intera piazza. Che già lo ama e lo venera come il nuovo messia.

DI FRANCESCO PIETRELLA
   
Laziale, romano...e anche capitano. Tutto in una sera. What else? E' la storia di Danilo Cataldi, prodotto del vivaio biancoceleste diventato nel giro di mezza stagione il gioiello di casa Lazio. E lo bene Pioli, che sul suo exploit era pronto a scommettere la carriera. E lo sa bene anche la Curva Nord, la quale, dopo anni di ricerca, ha finalmente trovato un nuovo simbolo romano da idolatrare sulle orme di Nesta e Di Canio. Bandiere indimenticabili sì, ma fino a qualche tempo fa tristemente irripetibili. Quasi una maledizione. Poi è arrivato Cataldi, tanto umile quanto generoso in campo, che ha rotto l'incantesimo. Danilo è una mezzala di qualità e quantità, ha personalità, eccede nel dribbling quanto è giusto farlo e non si lascia andare in inutili leziosismi. Imposta, cambia gli equilibri, inverte le gerarchie. Sembra già un generale pluridecorato, giganteggia da veterano nonostante abbia solo 4 lustri. L'infortunio di Lulic gli ha aperto le porte della titolarità, non è detto che il suo rientrò riuscirà a chiudergliele. Ripercorriamo la sua storia: a 5 anni entra nella scuola calcio dell'Ottavia, frazione di Roma dove son cresciuti anche Luca Crecco e Gianluca Pollace, altri talenti biancocelesti di cui sentiremo parlare. E' un club fondato da laziali dopo l'ultimo scudetto, evidentemente era destino. Al bar ci sono ancora le sue foto di quando giocava, i suoi primi momenti da calciatore. Ma è un' istantanea con un cocomero in mano a destare stupore: il frutto è più grande di lui, il ragazzo sorride bonario e continua a mangiarlo. Sguardo da persona per bene, come gli hanno insegnato i genitori, è uno scricciolo d'uomo con grandi ambizioni.

Già da piccolo bruciava le tappe, a 12 anni era già una spanna sopra tutti. La Lazio si accorge di lui e nel 2006 lo porta a Formello, il centro sportivo che lo consacrerà. Giovanissimi, Allievi, poi la Primavera. Cataldi stringe amicizie, scherza e stupisce sul campo. Vince lo Scudetto Primavera con una doppietta in finale: 'Daje regà!' è il commento che lo contraddistingue. Al pari di un divertente accento romanesco verace come non mai. Nel 2013 la società lo spedisce a Crotone, già teatro dell'exploit di Florenzi. Insieme a Bernardeschi, Cataldi incanta lo Scida a suon di prestazioni e strascichi di brillantezza. Arriva anche il primo centro tra i professionisti, l'8 Febbraio del 2014, grazie a un tiro a giro contro il Pescara. Eh si, ormai il regazzino è diventato n'omo. Poi nell'estate 2014 torna alla Lazio, viene confermato in prima squadra espressamente da Pioli e disputa qualche amichevole. Poi si infortuna seriamente, rimanendo fuori per qualche mese. Quanto ritorna, in Coppa Italia contro il Torino, è un'altra persona, da temere e rispettare. Sforna subito un assist a Klose, poi nelle uscite successive si guadagna la titolarità. Fino alla magica notte da capitano e ai cori della Curva. Sullo sfondo le minacce di Radu, che gli avrebbe menato se non avesse indossato quella fascia. Si scherza, ovvio. Come nello stile del ragazzo, presente e futuro di questa Lazio che va veloce come un Frecciarossa. Alla guida? Proprio il giovane Cataldi, che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Laziale, romano e anche capitano, la prima sera di tante che verrranno. Daje Danì.

http://www.lintellettualedissidente.it/cultura/lumile-ascesa-di-danilo-cataldi/


Danilo Cataldi: esempio da seguire, a tinte biancocelesti

Il centrocampista classe '94 è il miglior prodotto del settore giovanile laziale dai tempi di Nesta. La sua carriera è ancora tutta da scrivere, ma quella fascia al braccio in Lazio-Fiorentina...

scritto da Andrea Agrifoglio 11 mar 2015
Altro su: Nazionali, Primavera, Serie a, Stagione 2014/15, Lazio, Ss lazio, Polisportiva ss lazio, Danilo cataldi, Lazio-fiorentina, Stefano pioli, Miroslav klose, Stefano mauri, Stefan radu, Alessandro nesta
Image titleAlessandro Nesta. Risponde al nome dell'ex numero 13 l'ultimo prodotto di autentico livello (internazionale) di casa Lazio. Poi il crack Cirio e la cessione in tutta fretta a Milano, sponda rossonera, in quel 31 agosto che ha segnato indelebilmente il passaggio del club biancoceleste da una dimensione ad un'altra, con quotazione al ribasso. Alcuni tra i più giovani supporter dell'aquila molto probabilmente non hanno mai visto giocare dal vivo quella che era ormai la bandiera della Lazio e della Lazialità (L volutamente maiuscola) e qualcun altro ha sempre vissuto con una stretta al cuore le sue prestazioni tra San Siro e le finali di Champions League.

Navigazione a vista Arrivano tanti stranieri, il settore giovanile della Lazio si impantana e, di fatto, non produce nulla, se non calciatori con veloci sortite tra C e D, prima magari di eclissarsi tra Eccellenza e Promozione. In casa biancoceleste, però, inizia un nuovo ciclo che la porterà nel giro di tre anni ad avere un palmares ed un cammino davvero invidiabile. Ciclo che persiste tutt'ora, con la formazione di Inzaghi in piena lotta per la qualificazione diretta alla final eight e pronta ad affrontare il doppio derby in finale di Coppa Italia (della quale è detentrice). Ma il risultato principale di un settore giovanile professionistico è quello di vedere in Serie A almeno uno dei tanti talenti o presunti tali che settimanalmente sognano di riuscirci. E che la presenza non sia solo a stagione finita o nel recupero di un match agli sgoccioli. Il momento sembra essere definitivamente arrivato, portando con sé anche quel lato emozionale che soltanto chi ne ha viste di tutti i colori in maglia biancoceleste può capire.

Stella polare E' l'81' di Lazio - Fiorentina, gli uomini di Pioli stanno maltrattando quelli di Montella e, a breve, Cataldi in azione contro il MilanCataldi in azione contro il MilanMiroslav Klose piazzerà la zampata del 4-0, mandando in orbita Champions i capitolini. Esce Mauri, dentro Onazi. Tra cori ed applausi ci si rende poco conto di quanto stia accadendo intorno a Danilo Cataldi. Radu, vice capitano designato alle spalle del brianzolo col 6, stringe la fascia al braccio del numero 32, che esita, non ci crede, poi lascia fare il compagno. E' un segnale, che vale molto più di tante parole. Molto più delle 10 presenze tra campionato e Coppa Italia (8-2), di gare giocate in crescendo da quell'esordio amaro in Lazio - Napoli (0-1) alla prima da titolare contro il Milan. E' forse un cerchio che si chiude, finalmente, dopo 13 lunghi anni. Dal Milan al Milan, con indosso una maglia bandiera. E' Danilo Cataldi il futuro della Lazio? Il segnale di una rinascita di quel settore giovanile biancoceleste rimasto arido per tanto, troppo, tempo? Sembra proprio di sì. Numeri, commenti e prestazioni indicano che per tanti giovani biancocelesti Cataldi è l'esempio da seguire. Lui e i suoi 21 anni da compiere in Agosto, ma con quella capacità di dimostrarne molti di più in campo. Caratteristica che ha convinto Stefano Pioli a puntare ormai stabilmente su di lui, sia in un centrocampo a tre, sia al fianco di Biglia come lunedì scorso. Una scelta che, in questo calcio, in pochi hanno il coraggio di fare. Il cammino è appena iniziato, ma Danilo ne ha già viste tante. Da quel pallone geniale per Candreva che dà il "la" al tris contro i rossoneri, all'autogol di Cesena nella gara immediatamente successiva. Un colpo da ko che avrebbe potuto stenderlo, ma quando sei l'esempio da seguire fai vedere che non è successo nulla, ritorni in campo e aiuti la tua squadra a vincere. Con la forza del tuo gioco e quella del tuo cuore. Assist a Mauri per il pari in Lazio - Palermo (finita poi 2-1), una grande gara col Napoli in Coppa e poi, la chiusura di Lazio - Fiorentina. Con quella fascia al braccio portata con orgoglio, ma sottratta dalla luce dei riflettori. "Volevo mettere la foto con la fascia perché è stata una cosa inaspettata e bellissima per me. E ringrazio infinitamente Stefan e anche tutti i miei compagni per l'opportunità! Ma ho messo questa foto per far capire e vedere a tutti che tipo di gruppo siamo e quanto siamo uniti, nelle difficoltà e nei bei momenti... questa è la nostra squadra!" Il suo commento su Instagram dopo il successo contro i viola. Mentalità, capacità, cuore. Lazio, questo è Danilo Cataldi...

http://www.gazzettaregionale.it/notizie/danilo-cataldi-esempio-da-seguire-a-tinte-biancocelesti


Diciassette anni dopo l'investitura di Nesta: la favola di Danilo Cataldi con la fascia da capitano

Il giovane centrocampista classe 94' è una delle rivelazioni di quest'anno in casa Lazio. La fascia da capitano sul suo braccio nella partita con la Fiorentina ha riportato alla mente dei sostenitori biancocelesti tanti ricordi

Quando ero bambino e i parenti il giorno di Natale mi chiedevano cosa volessi fare da grande, la mia risposta era sempre la stessa. "Zia da grande voglio fare il capitano della mia squadra del cuore". Ma si sa, i sogni non sempre si concretizzano, e ahimè, io come tanti altri ragazzi, abbiamo dovuto col passare degli anni abbandonare questo sogno per sempre nel cassetto della nostra camera da letto. Diversamente invece è andata per Danilo Cataldi, il giovane centrocampista classe 1994, di proprietà della Lazio. Per lui il sogno si è avverato e la sua favola è stata già scritta. A vent'anni è alla prima stagione in Serie A, e nel giro di poco tempo è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante, diventando inamovibile nel centrocampo a 3 di Pioli, a fianco di due pilastri come Biglia e Parolo. Il pezzo più importante di questa favola però, Cataldi l'ha scritto lunedì, nella partita tra Lazio e Fiorentina, che ha visto i biancocelesti trionfanti per 4-0. Al minuto numero 80, il capitano Stefano Mauri sta per lasciare il campo per far posto ad Onazi, ma prima si dirige verso Radu per consegnargli la fascia. Il romeno però, dice qualcosa al numero 6 biancoceleste indicando il giovanotto classe 1994. Una sorta di investitura, Mauri e Radu che con estrema cura e tenerezza, quasi come un genitore che aiuta il proprio figlio, gli consegnano e aggiustano la fascia al braccio. Come a dire: "questa prendila tu, inizia ad abituarti perché fra qualche anno sarà tua". Per Cataldi un sogno che si avvera, lui nato a Roma, e tifoso laziale fin da bambino non riesce a credere ai suoi occhi, eppure è tutto vero. Danilo Cataldi, 20 anni, veste la maglia storica della sua squadra del cuore e adesso indossa anche la fascia di capitano.

I tifosi sognano, e in mente ritornano vecchi ricordi, ricordi di un mondo del pallone che viveva ancora di simboli e di bandiere. Che la fascia di capitano sarebbe finita sul suo braccio lo sapevano tutti, ma nessuno immaginava così presto. Perché quel pezzo di stoffa rosso, se portato da chi è nato e cresciuto nella Città Eterna acquista tutto un altro significato. Radu e Mauri lo sanno bene, nella loro esperienza a Roma, hanno imparato a conoscere il popolo biancoceleste, i loro desideri e i loro sogni più intimi. E allora perchè no, a Roma poi in questo periodo l'entusiasmo non manca, tutto sembra girare alla perfezione da questa sponda del Tevere, e un gesto così non può che essere un regalo in più a chi la domenica è sempre in prima fila. Sono passati quasi 6000 giorni, ben 17 anni da quel lontano 1998, quando fu eletto capitano a furor di popolo un giovane centrale difensivo, un rampollo romano e laziale anche lui, un certo Alessandro Nesta. Dopo 17 anni sognando quel capitano mai dimenticato con il 13 sulle spalle, ora la fascia di capitano della Lazio, avrà di nuovo un legittimo proprietario. Avrà, perché per ora naturalmente il capitano resta Stefano Mauri, che non ha intenzione di smettere dopo la splendida stagione di quest'anno.

Ma torniamo a Cataldi e alla sua storia. Il centrocampista nato a Roma il 9 agosto del 1994, inizia la sua carriera calcistica nelle giovanili dell'Ottavia, squadra dilettantistica romana, nel 2000. Nel 2006 poi, il suo cartellino viene acquisito dalla Lazio, con il quale si farà tutta la trafila del vivaio. La svolta arriva nell'ultimo anno di Primavera, nel 2013, quando i ragazzi guidati da Bollini conquistano lo scudetto, battendo in finale a Gubbio l'Atalanta, per 2-0 con doppietta proprio di Cataldi. Un'impresa solo sfiorata l'anno prima, quando i biancocelesti dovettero arrendersi all'Inter perdendo in finale per 3-2. La vittoria dello scudetto, portò tantissime squadre a mettere gli occhi sui gioielli del vivaio laziale e in particolare proprio su Cataldi, che verrà ceduto in prestito secco al Crotone in Serie B. Danilo accetta con umiltà la destinazione calabrese, sa quanto importante sia per lui potersi confermare in Serie B, giocare e farsi le ossa, come si suol dire in termini calcistici. E così inizia la sua avventura crotonese, che si concluderà con 35 presenze e 4 reti, e che lo porterà alla prima convocazione nella Nazionale Under 21 di Di Biagio. Un bel biglietto da visita per il ritorno alla base.

Pioli ancora non sa di avere un gioiello in squadra, ma nel ritiro di Auronzo si accorgerà subito delle sue doti tecniche. Sul più bello però svariati infortuni ostacolano la sua consacrazione. Cataldi salta tutta la prima parte di stagione, con la consapevolezza di aver perso molto tempo e molte occasioni. L'opportunità però arriva eccome: il 14 gennaio fa il suo esordio stagionale in Coppa Italia, nella partita vinta con il Torino per 3-1. Cataldi impressiona Pioli che lo fa esordire anche in campionato 4 giorni dopo, nella caldissima gara contro il Napoli persa per 1-0. Da quel momento però, Cataldi non lascerà più il campo. Sempre titolare e inamovibile nello scacchiere di Pioli, dotato di quella personalità in mezzo al campo di un campione già affermato, e la corsa e l'entusiasmo di un ragazzo della sua età. Questa è la favola di Danilo Cataldi, il "pischello" di Roma e di fede laziale nato già predestinato, con un sogno in testa uguale a quello di tanti bambini che giocano a pallone, e che mai come oggi sembra poter diventare realtà: essere il capitano della squadra del suo cuore.

https://www.ilgiornaledigitale.it/diciassette-anni-dopo-linvestitura-di-nesta-la-favola-di-danilo-cataldi-con-la-fascia-da-capitano-13954.html

BruceGrobbelaar

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Neanche stasera giocà titolare, certo che Di Biago è proprio dell'As Mafia, oltre ad essere un emerita pippa come allenatore

Magnopèl

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Come fa a non far giocare Cataldi non si sa.
Meglio per la Lazio.

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Miro25Klose

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Citazione di: BruceGrobbelaar il 27 Mar 2015, 19:45
Neanche stasera giocà titolare, certo che Di Biago è proprio dell'As Mafia, oltre ad essere un emerita pippa come allenatore

Cioè Cataldi e Baselli in panchina per far giocare Crisetig, Sturaro e Battocchio. Di Biagio non capisce proprio un cazzo.

Splash

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Non gioca manco Romagnoli se è per quello.

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