La differenza di rendimento o, se vogliamo descriverla in altro modo, l'esaltazione delle caratteristiche tecniche di Biglia sono legate al tipo di gioco che è cambiato. Con Reja i giocatori si muovevano meno, stavano spesso sull'avversario e, più in generale, ci si appoggiava al gioco degli avversari cercando più che altro di distruggere e ripartire.
Ora i giocatori si muovono continuamente negli spazi liberi, si staccano dalle marcature in continuazione (non diamo mai punti di riferimento agli avversari) e giochiamo sempre "guardando avanti" cercando di fare la partita.
Vista la delicatezza del piede è quindi più facile per lui trovare linee di passaggio migliori e di conseguenza, siccome è forte vero, riesce a sciorinare tutto il repertorio. Passaggi in verticale, in orizzontale, lanci, cambi di gioco da una parte all'altra del campo, inserimenti.
Se c'è una cosa in cui veramente è cresciuto tantissimo è la fase di interdizione, in cui sembrava un po' carente.
Per questo Reja gli preferiva Ledesma come argine davanti alla difesa.
In questo sta sorprendendo parecchio.
Ma tutti i giocatori della Lazio, da un paio di mesi a questa parte, si stanno esprimendo al massimo delle loro possibilità, dando il loro meglio. Evidentemente hanno delle maggiori certezze, giocando su meccanismi collaudati e quindi si sentono più sicuri ma, credo, che ci sia anche tanto lavoro di Pioli e del suo staff sulla "testa" di ognuno di loro. Almeno questa è la mia impressione.