Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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arturo

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tiecce informati, caro Mapalla.

Cialtron_Heston

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Spero di sbagliarmi ma ormai il dado è tratto.
Non lo fanno con Marino, questo è certo, ma immaginate le prossime elezione a zindaco?
Diventerà un cavallo di battaglia prossimo venturo di tutti i zindasci di questa poverà città.
Fino a quando non poseranno la prima zolla di letame per la costruzione.

NEMICOn.1

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 01 Apr 2015, 00:46
Ricordatevi sempre che Parnasi e Caudo erano compagni di scuola.

Un altro pezzettino di puzzle ...

12maggio1974

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Citazione di: Valon92 il 31 Mar 2015, 21:44
Pongo una questione.
Si parla della pubblica utilità vincolata al fatto che, giustamente, i proponenti caccino fuori i soldi per fare i collegamenti e le infrastrutture.
Da ciò che ho capito alcuni dei terreni sono stati espropriati. Su che base? La pubblica utilità?
sulla base che i terreni sono di di Parnasi e degli Armellini, ti basta come pubblica utilità?

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Valon92

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Citazione di: 12maggio1974 il 01 Apr 2015, 11:12
sulla base che i terreni sono di di Parnasi e degli Armellini, ti basta come pubblica utilità?

Da ciò che avevo capito non tutto era di questi. Tant'è che sono partiti dei ricorsi.
Forse ho capito male.

mapalla

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Citazione di: 12maggio1974 il 01 Apr 2015, 11:12
sulla base che i terreni sono di di Parnasi e degli Armellini, ti basta come pubblica utilità?
per chiarire la situazione (anche se al Comune dicono che il particolare non è, al momento, rilevante) i terreni (destinati per una parte a parco pubblico) erano di proprietà di una delle società del sig.Papalia (la sais) e (sembra, perchè non si è potuto verificare con certezza) venduti ad una società del gruppo parsitalia (parnasi) per 42 mil€ il 25/6/2013 (da altre fonti si apprende che, di quest'importo, il papalia avrebbe ricevuto solo 600mila€ a titolo di acconto). La cosa certa è che, in data 22 maggio 2014, la società di papalia è stata dichiarata in stato di fallimento. Pertanto, essendo stato dichiarato il fallimento del venditore prima dei successivi 12 mesi dalla vendita, il bene viene mandato "in revocatoria" e rimesso a disposizione del procuratore fallimentare. Conseguentemente, al momento, i terreni non sono nelle disponibilità del duo pa-pa, ma potrebbero esserlo anche in tempi brevi, volendo il procuratore fallimentare. (scusatemi, mi sta prendendo la "zucchellite"  :) )

natoil26maggio

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Citazione di: mapalla il 01 Apr 2015, 11:36
per chiarire la situazione (anche se al Comune dicono che il particolare non è, al momento, rilevante) i terreni (destinati per una parte a parco pubblico) erano di proprietà di una delle società del sig.Papalia (la sais) e (sembra, perchè non si è potuto verificare con certezza) venduti ad una società del gruppo parsitalia (parnasi) per 42 mil€ il 25/6/2013 (da altre fonti si apprende che, di quest'importo, il papalia avrebbe ricevuto solo 600mila€ a titolo di acconto). La cosa certa è che, in data 22 maggio 2014, la società di papalia è stata dichiarata in stato di fallimento. Pertanto, essendo stato dichiarato il fallimento del venditore prima dei successivi 12 mesi dalla vendita, il bene viene mandato "in revocatoria" e rimesso a disposizione del procuratore fallimentare. Conseguentemente, al momento, i terreni non sono nelle disponibilità del duo pa-pa, ma potrebbero esserlo anche in tempi brevi, volendo il procuratore fallimentare. (scusatemi, mi sta prendendo la "zucchellite"  :) )
Attualmente i terreni sono della società di Parnasi. Salvo che il curatore fallimentare chieda di essere autorizzato dal Giudice Delegato ad esercitare l'azione revocatoria. Con conseguente lungo contenzioso giudiziale per ottenere l'annullamento della vendita. La decisione di intraprendere la revocatoria dovrebbe basarsi su una valutazione negativa della vendita, per aver leso i diritti dei creditori della fallita Sais. Che io sappia, Parnasi neppure ha versato il prezzo di acquisto del terreno (i famosi 42 mln) né ha fornito adeguate garanzie del pagamento. Tanto che il Giudice ritenne di dover dichiarare il fallimento della Sais proprio per l'inadeguatezza delle garanzie.
Insomma, la revocatoria dovrebbe essere pressoché obbligata. Salvo che Parnasi paghi ora il fallimento o che ora fornisca garanzie sufficienti. E sempre che il prezzo di 42 mln sia ritenuto congruo (ma mi pare che su questo il Giudice Delegato non avesse espresso particolari dubbi)   

Cialtron_Heston

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Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Fantapolitica? Chissà.


Groviere della sera ed. romana.

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MadBob79

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Apr 2015, 12:23
Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Fantapolitica? Chissà.


Groviere della sera ed. romana.

Madre santa che schifo, in quel caso mi offro volontario per un assalto all'arma bianca in campidoglio.

Cliath

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 01 Apr 2015, 00:35
Suda, mi hai fatto venire la curiosità. Di che forum si tratta??

Nanni

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Citazione di: Tarallo il 31 Mar 2015, 21:37
Da un po' di tempo e' molto piu' caudo.

Ok, vado. :chap:

E gli amici più intimi lo chiamano Pippo.
Pippo Caudo.




:chap:
(Tara', famme posto...)

GiPoda

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Apr 2015, 12:23
Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Fantapolitica? Chissà.


Groviere della sera ed. romana.

Si anch io sapevo questa cosa, ovvero malago contro marchini che sarà il candidato del centrodx.
Da sparasse.

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CodyAnderson

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Apr 2015, 12:23
Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Fantapolitica? Chissà.


Groviere della sera ed. romana.

CH ma è vero o è una delle tue boutade? somiglia più alla seconda a dire il vero.

Cialtron_Heston

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Citazione di: CodyAnderson il 01 Apr 2015, 12:36
CH ma è vero o è una delle tue boutade? somiglia più alla seconda a dire il vero.

Io non bouto proprio niente, riporto il zentito dire e dintorni.

FatDanny

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Apr 2015, 12:23
Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Fantapolitica? Chissà.


Groviere della sera ed. romana.

Ma so' elezioni a sindaco o allo steronzo più grosso?

Cialtron_Heston

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  Renzi, Malagò e l'idea per il dopo Marino Fra gli addetti ai lavori è più di una voce, un «patto del Nazareno» in salsa romana di Ernesto Menicucci


ROMA - Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Chiacchiera da bar? Fantapolitica? Chissà. E, al momento, la voce che circola è poco più che una «chiacchiera» da bar. Eppure, tra Montecitorio e palazzo Senatorio, non si parla d'altro. Tanto che, secondo alcune ricostruzioni, l'idea sarebbe in campo già da un po', rinforzata dalla corsa di Roma alle Olimpiadi 2024. Candidatura che, anche per il cambio di regolamento del Cio, vede in prima linea non più la città (e il suo sindaco), ma il governo e lo stesso Coni. Chiaro che, oggi, ogni scenario è prematuro, tanto più che la «naturale» data di scadenza dell'attuale consiliatura è nel 2018. Ma il «piano B», invece, diventerebbe indispensabile nel caso in cui le comunali arrivassero prima: nel 2017 insieme alle politiche, come sostiene qualcuno, o addirittura nel 2016, per gli effetti di un eventuale nuovo contraccolpo giudiziario. Esterno ai partiti e trasversale Cosa fare, allora? Renzi potrebbe puntare su un candidato «esterno» al partito, che però ha un grande legame con Roma, è molto popolare ed ha buoni rapporti anche con un pezzo importante del centrodestra: non è un mistero, infatti, che Malagò sia amico di Gianni Letta e non dispiaccia persino a Silvio Berlusconi. Sarebbe, per il premier, il tentativo di ripetere l'esempio del «patto del Nazareno» in salsa romana. Molto, ovviamente, dipende dalle date: Malagò è stati eletto nel 2o13, il suo mandato scade col quadriennio olimpico che finisce nel 2016. E, nel 2017, c'è l'assegnazione delle Olimpiadi a Lima, in Perù. Sfida su cui la coppia Renzi-Malagò si gioca molto: «Siamo uno spartiacque del paese, dobbiamo dimostrare che c'è un'altra Italia e un altro modo di pensare», dice il presidente del Coni. Che poi aggiunge: «Se dovesse andare bene, l'Anac (l'autorità anticorruzione guidata da Raffele Cantone, ndr) non la facciamo montare a bordo in corso d'opera, ma sarà nostro partner fin dalla nascita del Comitato organizzatore». Già, e Marino? Per lui ci sarebbe già pronta un'exit strategy : capolista «blindato» con l'Italicum, con la promessa di un incarico governativo. Pettegolezzi, per ora. ] ROMA - Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni.

Chiacchiera da bar?

Fantapolitica? Chissà. E, al momento, la voce che circola è poco più che una «chiacchiera» da bar. Eppure, tra Montecitorio e palazzo Senatorio, non si parla d'altro. Tanto che, secondo alcune ricostruzioni, l'idea sarebbe in campo già da un po', rinforzata dalla corsa di Roma alle Olimpiadi 2024. Candidatura che, anche per il cambio di regolamento del Cio, vede in prima linea non più la città (e il suo sindaco), ma il governo e lo stesso Coni. Chiaro che, oggi, ogni scenario è prematuro, tanto più che la «naturale» data di scadenza dell'attuale consiliatura è nel 2018. Ma il «piano B», invece, diventerebbe indispensabile nel caso in cui le comunali arrivassero prima: nel 2017 insieme alle politiche, come sostiene qualcuno, o addirittura nel 2016, per gli effetti di un eventuale nuovo contraccolpo giudiziario.

Esterno ai partiti e trasversale

Cosa fare, allora? Renzi potrebbe puntare su un candidato «esterno» al partito, che però ha un grande legame con Roma, è molto popolare ed ha buoni rapporti anche con un pezzo importante del centrodestra: non è un mistero, infatti, che Malagò sia amico di Gianni Letta e non dispiaccia persino a Silvio Berlusconi. Sarebbe, per il premier, il tentativo di ripetere l'esempio del «patto del Nazareno» in salsa romana. Molto, ovviamente, dipende dalle date: Malagò è stati eletto nel 2o13, il suo mandato scade col quadriennio olimpico che finisce nel 2016. E, nel 2017, c'è l'assegnazione delle Olimpiadi a Lima, in Perù. Sfida su cui la coppia Renzi-Malagò si gioca molto: «Siamo uno spartiacque del paese, dobbiamo dimostrare che c'è un'altra Italia e un altro modo di pensare», dice il presidente del Coni. Che poi aggiunge: «Se dovesse andare bene, l'Anac (l'autorità anticorruzione guidata da Raffele Cantone, ndr) non la facciamo montare a bordo in corso d'opera, ma sarà nostro partner fin dalla nascita del Comitato organizzatore». Già, e Marino? Per lui ci sarebbe già pronta un'exit strategy : capolista «blindato» con l'Italicum, con la promessa di un incarico governativo. Pettegolezzi, per ora.


http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_01/campidoglio-renzi-malago-l-idea-il-marino-40a23388-d834-11e4-9d80-6397ff38e0a5.shtml

CodyAnderson

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Apr 2015, 12:39
Io non bouto proprio niente, riporto il zentito dire e dintorni.

lo so scusa, le tue notizie di mercato d'altra parte sono sempre confermate da autorevoli siti e giornali  :D

CodyAnderson

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Apr 2015, 12:41
  Renzi, Malagò e l'idea per il dopo Marino Fra gli addetti ai lavori è più di una voce, un «patto del Nazareno» in salsa romana di Ernesto Menicucci


ROMA - Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni. Chiacchiera da bar? Fantapolitica? Chissà. E, al momento, la voce che circola è poco più che una «chiacchiera» da bar. Eppure, tra Montecitorio e palazzo Senatorio, non si parla d'altro. Tanto che, secondo alcune ricostruzioni, l'idea sarebbe in campo già da un po', rinforzata dalla corsa di Roma alle Olimpiadi 2024. Candidatura che, anche per il cambio di regolamento del Cio, vede in prima linea non più la città (e il suo sindaco), ma il governo e lo stesso Coni. Chiaro che, oggi, ogni scenario è prematuro, tanto più che la «naturale» data di scadenza dell'attuale consiliatura è nel 2018. Ma il «piano B», invece, diventerebbe indispensabile nel caso in cui le comunali arrivassero prima: nel 2017 insieme alle politiche, come sostiene qualcuno, o addirittura nel 2016, per gli effetti di un eventuale nuovo contraccolpo giudiziario. Esterno ai partiti e trasversale Cosa fare, allora? Renzi potrebbe puntare su un candidato «esterno» al partito, che però ha un grande legame con Roma, è molto popolare ed ha buoni rapporti anche con un pezzo importante del centrodestra: non è un mistero, infatti, che Malagò sia amico di Gianni Letta e non dispiaccia persino a Silvio Berlusconi. Sarebbe, per il premier, il tentativo di ripetere l'esempio del «patto del Nazareno» in salsa romana. Molto, ovviamente, dipende dalle date: Malagò è stati eletto nel 2o13, il suo mandato scade col quadriennio olimpico che finisce nel 2016. E, nel 2017, c'è l'assegnazione delle Olimpiadi a Lima, in Perù. Sfida su cui la coppia Renzi-Malagò si gioca molto: «Siamo uno spartiacque del paese, dobbiamo dimostrare che c'è un'altra Italia e un altro modo di pensare», dice il presidente del Coni. Che poi aggiunge: «Se dovesse andare bene, l'Anac (l'autorità anticorruzione guidata da Raffele Cantone, ndr) non la facciamo montare a bordo in corso d'opera, ma sarà nostro partner fin dalla nascita del Comitato organizzatore». Già, e Marino? Per lui ci sarebbe già pronta un'exit strategy : capolista «blindato» con l'Italicum, con la promessa di un incarico governativo. Pettegolezzi, per ora. ] ROMA - Il gossip politico più «gettonato» nei palazzi del potere della Capitale è che Matteo Renzi avrebbe già individuato il successore di Ignazio Marino. E che non sarebbe un esponente del Pd, né un parlamentare in carica. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe intenzionato a puntare su Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, numero uno del Canottieri Aniene, uomo dalle mille relazioni.

Chiacchiera da bar?

Fantapolitica? Chissà. E, al momento, la voce che circola è poco più che una «chiacchiera» da bar. Eppure, tra Montecitorio e palazzo Senatorio, non si parla d'altro. Tanto che, secondo alcune ricostruzioni, l'idea sarebbe in campo già da un po', rinforzata dalla corsa di Roma alle Olimpiadi 2024. Candidatura che, anche per il cambio di regolamento del Cio, vede in prima linea non più la città (e il suo sindaco), ma il governo e lo stesso Coni. Chiaro che, oggi, ogni scenario è prematuro, tanto più che la «naturale» data di scadenza dell'attuale consiliatura è nel 2018. Ma il «piano B», invece, diventerebbe indispensabile nel caso in cui le comunali arrivassero prima: nel 2017 insieme alle politiche, come sostiene qualcuno, o addirittura nel 2016, per gli effetti di un eventuale nuovo contraccolpo giudiziario.

Esterno ai partiti e trasversale

Cosa fare, allora? Renzi potrebbe puntare su un candidato «esterno» al partito, che però ha un grande legame con Roma, è molto popolare ed ha buoni rapporti anche con un pezzo importante del centrodestra: non è un mistero, infatti, che Malagò sia amico di Gianni Letta e non dispiaccia persino a Silvio Berlusconi. Sarebbe, per il premier, il tentativo di ripetere l'esempio del «patto del Nazareno» in salsa romana. Molto, ovviamente, dipende dalle date: Malagò è stati eletto nel 2o13, il suo mandato scade col quadriennio olimpico che finisce nel 2016. E, nel 2017, c'è l'assegnazione delle Olimpiadi a Lima, in Perù. Sfida su cui la coppia Renzi-Malagò si gioca molto: «Siamo uno spartiacque del paese, dobbiamo dimostrare che c'è un'altra Italia e un altro modo di pensare», dice il presidente del Coni. Che poi aggiunge: «Se dovesse andare bene, l'Anac (l'autorità anticorruzione guidata da Raffele Cantone, ndr) non la facciamo montare a bordo in corso d'opera, ma sarà nostro partner fin dalla nascita del Comitato organizzatore». Già, e Marino? Per lui ci sarebbe già pronta un'exit strategy : capolista «blindato» con l'Italicum, con la promessa di un incarico governativo. Pettegolezzi, per ora.


http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_01/campidoglio-renzi-malago-l-idea-il-marino-40a23388-d834-11e4-9d80-6397ff38e0a5.shtml

se Renzi e Malagò si giocano la credibilità con le olimpiadi allora siamo tranquilli. gia' il mese prossimo, quando l'EXPO aprirà monco, la figura di merda sarà planetaria e la probabilità di olimpiadi in Italia sarà quasi zero. faranno una figura di merda aggiuntiva arrivando ultimi semplicemente perché ci considerano (giustamente) inaffidabili e corrotti. d'altra parte se a EXPO non arrestavano un po' di gente non sarebbe stato mai pronto nulla in tempo.

se poi l'idea è quella di cavalcare le olimpiadi per farsi eleggere allora perderanno. le olimpiadi non le vuole nessuno a Roma. facciamo una accordo col Papa per fare qualche giubileo in più e accontentiamoci di quello per portare qualche investimento e turista in piu'.

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Valon92

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Ma più che altro come sperano di vincere con Malagò?!

inquisitor

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Malagò contro Marchini, annamo bene.
Hanno due soli punti di contatto: sono miliardari e sono romanisti. Da quest'ultimo elemento si deduce che entrambi siano specializzati nel pijasselanderculo, purtroppo temo che Roma subirà lo stesso destino.

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