E' vero che la Lazio prima della partita di Parma aveva una media da quarto posto, che l'acquisto di Mauricio ha migliorato la media facendoci subire molti meno goal, che con Gentiletti dall'inizio avremmo avuto qualche punto in più, che Felipe Anderson a Udine non ha giocato bene ma abbiamo vinto lo stesso, che Felipe Anderson contro il Palermo non c'era e abbiamo vinto lo stesso, che sarebbe riduttivo parlare del rigore procurato da Felipe Anderson contro la Fiorentina in una partita vinta 4-0, e anche parlare dell'accelerata di Felipe Anderson contro il Cagliari quando alla fine loro hanno prima pareggiato e poi c'ha pensato Keita a farci vincere.
Tuttavia, è vero anche che Felipe Anderson s'è procurato quel rigore con noi in vantaggio solo per 1-0 e nel miglior momento della Fiorentina, che quell'accelerata a Cagliari ci ha portato in vantaggio quando fino a quel momento avevano fatto meglio i sardi, che ci ha fatto vincere una partita difficile a Torino, che ha reso facile una partita contro la Sampdoria che sarebbe stata più combattuta, e molto altro ancora.
Felipe Anderson rende da secondo posto una Lazio da terzo posto, perché oltre ad avere un rendimento altissimo e costante, è il calciatore in grado di svoltare qualsiasi partita in qualsiasi momento. Felipe Anderson di questo passo sarà il fenomeno della sua generazione, di registi forti e di difensori forti ancora da scoprire ce ne saranno tantissimi, ma trovare il fenomeno della propria generazione non è una cosa da tutti i giorni.