Laziale pugliese.
Raggiungo l'età della ragione (bimbetto eh, oggi vdm ma non troppo

quando vincemmo il primo scudo e, si sa, i bimbi tifano per chi vince, poi primo dolore per l'addio di Giorgione ma non troppo cosciente anche se continuavo a farmi le telecronache da solo chiamandomi Chinaglia mentre giocavo a pallone.
Preso rigorosamente in giro da strisciati vari durante le elementari e nessuno e dico nessuno con cui parlare della mia squadra con l'unico vantaggio di scambiare le figurine prendendo quelle dei nostri ad un cambio assolutamente favorevole (tipo un Zoff per una decina di quelli della Lazio).
Poster di Giordano preso dall'Intrepido o dal Guerin nella stanza, strappato poi per le note vicende.
Attesa dei risultati dell'ultimo minuto di 90° minuto e rara sintesi della partita di Serie B del lunedì pomeriggio.
Sofferenza solitaria (ma allo stesso tempo una sottile gioia per poter vedere finalmente una partita della Lazio in diretta TV) a Lazio Campobasso e Taranto nei -9.
Prime gioie per gli arrivi di giocatori decenti o di più tipo Chamot, Winter, Fuser...
Poi Lazio Torino di C.I. con un primo tempo di Gazza fuori da ogni logica ed una eliminazione al secondo tempo perfettamente dentro la logica Laziale.
Poi gli anni di Cragnotti vissuti con uno strano distacco (la gioia che ricordo di più è la vittoria in CI con goal di Nesta) forse perché nell'età in cui le priorità diventano altre o meglio una sola

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Grande rammarico, 2 sole partite allo stadio di cui una di serie B vinta ed una di Seria A di cui ricordo un gesto lazialissimo di un passante fuori dall'Olimpico a cui chiesi dove potessi comprare il biglietto e mi cedette l'abbonamento di suo fratello senza chiedermi una lira (vabbè perdemmo con il Parma 3 a 1 ma fu un Adriano ,quello buono, contro tutti

)
Poi la conoscenza di Lazionet che oltre a darmi una grande possibilità di informazione e condivisione mi ha insegnato il disprezzo profondo per quelli, che forse a distanza non avevo mai avuto il piacere di provare (totti e recentemente la conoscenza di un collega perfettamente romanista mi hanno aiutato a maturarlo in maniera molto più consapevole).
Poi un milione di altre emozioni ma mi fermo ( mi sono lasciato un po' prendere

Perchè essere Laziali non è solo tifare una squadra e desiderarne la vittoria ma è avere la storia di calcio e di vita da raccontare di chi è caduto ma si è sempre rialzato e sempre si rialzerà riprendendo a correre con il cielo per bandiera e il volo fiero dell'aquila a fare da guida