Citazione di: Parken il 30 Apr 2015, 20:48
A parte l'iniziale lotta intestina con gli Eagles, trovavo i primi IRR un po' tipo la prima Lega Lombarda... il vero degrado IMHO e' accaduto a meta' anni 90. mi farebbe piacere sapere la tua opinione
Era un brutto mondo il mondo tifo Lazio, credimi, roba forte.
Da Calleri e fino al primo Cragnotti , in quegli anni presero tutta la comunicazione locale, consolidato i legami politici, costruita una propria forma di comunicazione, eliminata una qualsiasi forma di democrazia in curva e nella restante parte dello stadio, anche quella legittima, leggera, allora albergante in quasi tutte le curve.Anche volessi dall'altra parte, in sud, non potevi manifestare altro pensiero non fosse il loro.
Se la comandavano, tipo romanzo criminale.
Preso il potere totale, passarono all'incasso, un paio di anni bastarono per far recedere il Cragnotti da qualsiasi resistenza. Non solo fatture, ma anche tutto il merchandising a Roma, era tutto loro, maglie, mr enrich, una pioggia di soldi. Toccarono l'epilogo, durato fino al baraldi e al primissimo Lotito, poi fu la decadenza e la veloce sparizione. Ora rimane l'eco, vecchie amicizie, improbabili sogni di ritorno.
Ma come si impossessarono della mente della tifoseria normale, come la governassero a slogans e operazioni stile militare, fu una azione spettacolare, io ancora applaudo alla loro bravura. La gente voleva se ne andasse Cragnotti perchè volevano tornare alla Lazio di Fascetti, depositaria della vera Lazialità. Era gente normale che mi diceva questo, io ero in grandissima minoranza, un esercito di lobotomizzati che urlavano all'elitarismo della Lazio fascettiana contro il Cragno che minava la Lazialità. Conduttori, giornalisti, che ancora girano, mamme, bambini, padri di famiglia, a pensarlo ora fu uno spettacolo per organizzazione, davvero bravi, da una parte li ammiro, io mai sarei riuscito nemmeno a concepire una organizzazione del genere.
Ma sembra abbastanza chiaro che
la curva, ora, è altro. Pur non frequentandola più credo di non sbagliare.
Mi tengo leggero, non approfondisco oltre