(Il Fatto Quotidiano 29.04.2010)
I MIRACOLI DI BRUNETTALa posta elettronica certificata parte lunedì ma non funziona per 3 giorni: risuscita solo ieri sera
(di Carlo Tecce)
Il miracolo s'è compiuto alle 19.44 di ieri: la Pec funziona. Sembrava una strana innovazione di Renato Brunetta: la coda a casa, occhi sgranati davanti a un immaginario sportello, ovviamente chiuso. Ecco la posta elettronica certificata, una prova di (vana) pazienza: torturare l'indice per aggiornare la pagina, scoprire una faccina (una ragazza graziosa, ndr) che scrive: "E' stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Riprovare più tardi. Grazie". E così all'infinito. Fin quando a tarda sera – ieri alle 19.44 – spunta all'improvviso un modulo da riempire.
Il nome da Star Wars, il lancio supersonico a Porta a Porta, la sinergia colossale con le Poste italiane e Telecom: dirigenti di fama, interrogazioni parlamentari e Bruno Vespa. Il ministro aveva benedetto la comunicazione diretta tra i cittadini e la pubblica amministrazione, uno scambio di informazioni, certificati e documenti: l'americana e-mail che vale l'italianissima raccomandata con ricevuta di ritorno. Soltanto che manca la spedizione. Perché il sito della Pec –
postacertificata.gov.it – è stato mummificato dal giorno del debutto. Da lunedì. Nonostante le scuse ufficiali di Telecom e Poste, nonostante l'investitura alla Camera del medesimo Brunetta: "Si tratta di una svolta storica – rivoluzionaria ed eversiva dell'attuale organizzazione burocratica degli uffici – che ridurrà gradualmente il ricorso alla comunicazione cartacea, abbattendo costi e tempi delle procedure amministrative". Il prologo di Brunetta è appassionante. La Pec è nobile: "Per dialogare con qualsiasi ufficio della Pa, il cittadino non dovrà più produrre copie cartacee, recarsi di persona presso gli Uffici e perdere tempo in coda agli sportelli, sostenere i costi di invio di raccomandate con ricevuta di ritorno, correre il rischio che le pratiche vadano perse oppure sentirsi dire che "l'Ufficio non ha mai ricevuto la documentazione!". Il rischio corso è diverso: nessuna voce che ripete "l'ufficio non ha...", certo, ma una pagina bianca che lascia un unico messaggio "riprovare più tardi, grazie". La Pec dovrebbe girare più svelta di un tornello: registrazione sul sito, convalida alle Poste. Per creare una residenza sulla rete, una casella di posta privata per interagire con la burocrazia. Due passaggi veloci. Il primo è stato inceppato per tre giorni. Eppure Brunetta ha un calendario fitto fitto: "Prevediamo 40 mila pratiche al giorno, entro fine anno arriveremo ai 10 milioni di iscritti".
Del domani non v'è certezza. E oggi? Quanti sono i Pec italiani? Forse in 15 hanno fornito i dati, forse altri 50 mila sono in attesa. Brunetta giura di aver sottovalutato se stesso: "Non avevo previsto tanto entusiasmo". I tecnici di Telecom stanno rimontando il sito: "Cercano la particella del web. – scherza un ingegnere informatico – Non è difficile capire il problema: il portale non riesce a reggere migliaia di contatti al giorno". E pensare che saranno milioni. Il ministro ha illustrato il progetto in aula, sollecitato da un collega di partito, il deputato Simone Baldelli. Elegia della Pec, e altre promesse rivoluzionarie: "Nei prossimi mesi verranno resi disponibili altri servizi accessori a pagamento: la firma digitale tramite smart card; la notifica – via sms, telefono o posta cartacea - della presenza di messaggi nella casella di posta; l'agenda degli eventi, con l'indicazione delle principali scadenze d'interesse; il servizio di fascicolo elettronico personale del cittadino con dimensioni personalizzate (con estensione a un minimo di 1 GB del volume di spazio sicuro per archiviazione)". La Pec sembra già vecchia. Anche se funziona poco e male, o proprio per niente. Nessuna elegia né impeti rivoluzionari sul sito personale di Brunetta. Semplici critiche. Il signor Mario Cipriani scrive con ossequio: "Egr. Sig. Ministro, Le volevo segnalare che il sito sono già 2 giorni che non lascia entrare. Segnala che "è stato...". Sono già 2 giorni che esce sempre la stessa dicitura. Lei ha avuto un'ottima idea, ma come al solito in Italia le cose non funzionano!". La signora Rita Mercandelli è meno comprensiva: "Mi spiace che il ministro Brunetta - che tanto ammiravo - risponda solo a domande che gli fanno comodo!". Per le domande impossibili c'è la Pec.