Ci sono tante cose in questo momento che fanno cicciare il tafazzismo tipico del Laziale.
Prima di tutto le avversarie.
Sia chiaro che Trigoria e Napoli sul campo, rispetto a noi, non valgono un caxxo... però.
Storicamente, però, nonostante un palmarés normale, da grande una tantum (come noi del resto) vantano da sempre una fanfara dietro le spalle che le tutela e le sospinge, proprio per il discorso per cui Lotito è stato messo alla gogna (Carpi gate).
Una fanfara e una riserva di sacchi di sabbia che li imboscherà su tutto, anche quando si permettono di prendere per il culo dei colleghi senza stipendio, senza una società, in Serie B già prima di cominciare che scendono in campo e giocano, ammazza se giocano, mettendo a nudo le loro chiacchiere e distintivo (complimenti Higuain bell'omodemmerda).
Roba da penalizzazione che faranno passare come tensione post partita... perchè Napoli e aesserefusion portano soldi, portano il popolo caprone, che paga solo perchè gli raccontano che loro so' i più forti mentre gli altri vincono con sette giornate d'anticipo.
A fronte di questo poi portano due proprietà.
Da una parte un Lotito più matto e, per questo, anche meno rompico.glioni che ha un fattore un più.
Se al Napoli entrano i soldi della Champions lui li spende, sicuramente, magari male ma li spende e per un po' si potrà fare cassetta sul fenomeno colombiano pagato una trentina di milioni che a malapena si allaccia gli scarpini.
Queste certezze, ammettiamolo, Lotito non le dà, a nessuno, Tare per primo.
Dall'altra parte poi è un popolo di coatti comandato dal popolo più coatto tra i popoli del mondo che, da buoni coatti, non potranno mai concepire una gestione di una società piena di buffi con "lacrime e sangue" ma sempre facendo finta di essere "i mejo"... "the best".
Ed anche questo al carrozzone pallonaro fa più comodo del Lotito, troppo più simile a Paperone che a Rockerduck Pallotta.
Perchè se è vero che alla fine devono vincere sempre gli stessi è altrettanto vero che il quarto posto in Champions diventerebbe determinante per far tornare grande chi oggi di grandi ha solo i ricordi.
Poi ci siamo noi, la Lazio, la squadra in particolare.
Una squadra che ha fatto un lavoro ciclopico, che ha sorpreso tutti soprattutto chi pensava di non doversi porre il problema del secondo o terzo posto.
Un lavoro che è costato fatica e che adesso, con avversarie (più o meno) cazzute e motivate (al contrario delle altre) diventa un peso in più sulle spalle che ti fa giocare con la frenesia di toglierti il pensiero prima possibile.
La squadra non ha perso un millimetro del cuore dimostrato fino ad oggi ma un po' di brillantezza sì, soprattutto fisica ma anche un po' mentale.
Quando si arriva al dunque la cosa più deleteria è quella di prepararsi al peggio, di cominciare a scavarsi la fossa prima di morire.
Siamo stanchi, ma anche gli altri lo sono.
Noi però possiamo e dobbiamo avere una cosa che loro non hanno e non possono avere, l'entusiasmo.
Perchè la splendida creature che ci è sbocciata tra le mani è solo un germoglio mentre loro stanno strizzando gli ultimi sentori di un fiore già secco da tempo.
La temperatura è la stessa solo che per noi è primavera... per loro autunno.
Mancano solo tre partite ragazzi... e ne potrebbero bastare due per far cominciare l'estate in in anticipo.