Ho letto più post in questi giorni dal contenuto surreale. In pratica si va facendo prepotentemente avanti lo scoramento preventivo, la lagna per troppe partite ravvicinate, alcuni commenti sono grotteschi, si arriva addirittura ad invitare la Lazio a "mandare la primavera" al derby, perché troppi infortuni, troppe partite, siamo a pezzi, oddio ci seppelliranno di gol.
Ma qual è il laziale allora? Quello spavaldo e fiero che se ne frega di tutto, ottimista e positivo, oppure il "lazialetto da piscina da 25 metri", come dice un mio amico, un pavido che - una volta che finalmente stiamo dove vorremmo essere da tempo, ovvero al momento di giocarcela, e di giocarcela sul serio, scappa, si nasconde, mette le mani avanti, tutti contro di noi, non ce la faremo mai. E' finita.
Riporto un commento su facebook di un laziale. Per fortuna la mia constatazione è che in campo, in queste quattro partite, ci andrà gente come lui. Gli altri potrebbero andarsene tranquillamente al mare, se questo è lo spirito con cui affronteranno queste partite. Ma che l'avete preso a fare (se l'avete preso) il biglietto? Fate come da anni - da sempre - fanno i nostri cugini dell'altra sponda, attanagliati more solito dall'atroce dubbio: Castel Porziano o Fregene?
"Bella la vita eh? La Juve che perde col Real - quindi - due finali da giocare con calma, il tempo giusto per recuperare gli infortunati, il derby da affrontare con l'undici titolare. Bello. Questo se avessimo una storia normale, se non fossimo noi. Invece no. Invece, Dio te ringrazio, siamo Laziali. E qualcuno questo se l'è dimenticato. S'è dimenticato di quando di "partite ravvicinate" ne avevamo di altre. Sempre - leggerissimamente - fondamentali. Tipo gli spareggi per rimanere in B nel 1987 con Taranto e Campobasso a pochi giorni l'uno dall'altro. E nessuno "piangeva". Piuttosto si metteva col culo in macchina e raggiungeva il San Paolo insieme a migliaia di altri Laziali incazzati come faine. Nessun trofeo da giocarsi, ma molto di più. La sopravvivenza di una società disgraziata, ma nata con un friccico divino addosso. Una tifoseria fatta di gente che non si è mai data per vinta, o per spacciata. Che se volemo dì? Che a giocasse una stagione intera in 90 ore è d'una sfiga tremenda? Che c'avemo l'infermeria piena più de Emergency? Che è roba da matti? Che la Lega potrebbe spostà la data? Ma davero ce credete? Che ce spostano la data? A noi? Alla Lazio? Allora avremmo vinto altri 3-4 scudetti. A noi i favori non ce l'ha mai fatti nessuno e nessuno c'ha mai cucito tricolori sul petto nella stanza dei bottoni. Magari mentre mezza Serie A se ne stava in guerra. Tranne una squadra. E sapete che c'è? Menomale. Mejo così. E' tutto più sapido. Saranno 90 ore di lacrime e sangue, altro che la Fornero. 90 ore da Laziali, 90 ore tutte nostre. Dove - rispetto alle prospettive di quasi un anno fa - qualcuno ha tutto da perdere, e qualcun'altro - noi - tutto da guadagnà. Noi che non dovevamo vince scudetto, Champions e Coppa Italia. E che invece siamo in corsa per tutto. Perchè semo Laziali, siamo l'imprevisto. E ce piace disubbidì alla routine. E disubbidì è così romantico... CHE NESSUN SI TIRI INDIETRO, NON SI CEDA NEANCHE UN METRO...!"
Er Macca.
Forza Lazio. E spaccamoje er culo a tutti.
Guy