Partiamo da questo concetto base: siete delle merde putrefatte.
Valete, umanamente e sportivamente, tutti, dal primo all'ultimo, quanto una escrezione fecale di una blatta infetta da citomegalovirus immersa nel sangue rancido uscito da emorroidi staccatesi prematuramente dalle ragadi anali mischiate al catarro e alla diarrea di un cane rabbioso.
Come faccio a perde co' voi?
Come faccio a non ringraziare il Signore ogni santissimo giorno di non essere come voi?
Come faccio a non guardare oltre il mero risultato sportivo, che non dovrebbe neanche esistere perche' andreste banditi, e conseguentemente isolati per l'eternita', da tutti i consessi civili, sportivi e non, del mondo occidentale?
Come faccio a non sperare che in caso di vittoria questo non solo vi prostri e umilii come succede invariabilmente ogni volta che ci incontrate sulla vostra strada merdosa, senza direzione e senza scopo, semplicemente walking dead dello sport e della societa' civile, ma che in qualche modo la vostra sconfitta, costante e inevitabile nel calcio come nella vita, contribuisca, seppur come piccolo colpetto di piccone, alla vostra eterna sparizione negli inferi schifosi, fra gli scarti della societa', insieme a quell'underworld di infezioni putride delle quali dovreste far parte, lontani dal sole, dai prati, dai nostri bambini?
Come faccio?
Impossibile.
Quindi aspetto il derby nella speranza che ci si avvicini, ancora, piccolo passo dopo piccolo passo, 25 maggio dopo 26 maggio, al vostro annientamento definitivo, al giorno in cui lo sciaquone del mondo si muovera'in un vortice di acque purificanti che vi inghiottiranno inesorabilmente senza mai restituire alla superficie, a quelle parti dell'universo in cui c'e' ossigeno, c'e' luce, c'e' verde, c'e' gioia e speranza, la vostra immonda e offensiva presenza.