Sotto Attacco

Aperto da kelly slater, 19 Mag 2015, 17:33

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PabloHoney

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Citazione di: rolandone il 20 Mag 2015, 18:00
in qualcosa sono riusciti...non ci stanno permettendo di godere in santa pace di questa finale di coppaitalia....
Col cazzo che ci riescono... Col cazzo proprio!!!!!

Dusk

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I cabarettisti del quotidiano più romanista del mondo, fondato da Eugenio Scalfari.

Insomma, prima in homepage era tutto un labor limae per trovare il modo più efficace per riuscire a mettere in mezzo aaaalazzio sulla questione Calcio Scommesse. Oggi pomeriggio ho perso due diottrie per trovare notizie sulla Coppa Italia.

Ora che finalmente aaaaalazzio ha perzzzzo l'homepage è tutta per la Coppa Italia, a caratteri cubitali.

Strepitosi.

AutumnLeaves

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Citazione di: Dusk il 21 Mag 2015, 00:27
I cabarettisti del quotidiano più romanista del mondo, fondato da Eugenio Scalfari.

Insomma, prima in homepage era tutto un labor limae per trovare il modo più efficace per riuscire a mettere in mezzo aaaalazzio sulla questione Calcio Scommesse. Oggi pomeriggio ho perso due diottrie per trovare notizie sulla Coppa Italia.

Ora che finalmente aaaaalazzio ha perzzzzo l'homepage è tutta per la Coppa Italia, a caratteri cubitali.

Strepitosi.
Prima o poi moreno pure loro

Charlot

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Le dichiarazioni di Renzi a RTL fanno paura, altro che attacco...

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: Charlot il 21 Mag 2015, 00:49
Le dichiarazioni di Renzi a RTL fanno paura, altro che attacco...

I bene informati dicono che detesti L., di cui gli è stato parlato malissimo.

A giudicare dalle dichiarazioni pubbliche, nel quale il giovanotto si lancia spesso, è così.

gentlemen

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Citazione di: Charlot il 21 Mag 2015, 00:49
Le dichiarazioni di Renzi a RTL fanno paura, altro che attacco...
E sti cazzi, grazie al cielo non siamo in una dittatura birmana.
Chi se ne frega di Renzi.

Eagle78

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Citazione di: gentlemen il 21 Mag 2015, 01:22
E sti cazzi, grazie al cielo non siamo in una dittatura birmana.
Chi se ne frega di Renzi.

lo sbirulino fiorentino pensasse al crollo di consensi per il pd

radar

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Brutto attacco anche della Stampa, si muovono i poteri fortissimi

http://www.lastampa.it/2015/05/21/sport/calcio/fortune-miserie-e-stra-poteri-di-lotito-il-marchese-del-grillo-del-pallone-krnPA6gZAYOdm7Is7vWarM/pagina.html

Fortune, miserie e (stra) poteri di Lotito. Il Marchese del Grillo nel pallone
Dagli accordi tv al derby spostato, al comando c'è solo lui
PIERANGELO SAPEGNO
ROMA

Da quando Claudio Lotito, detto anche erroneamente Claudio Lotito o Claudio L'otite, è diventato il vero padrone del calcio italiano, in coppia con l'immarcescibile Adriano Galliani, si fa ancora più fatica tutti a tenerlo nei buoni confini. Non è solo perché è un po' ingrassato. È che, al telefono, chi lo ferma? «Ti faccio un discorso», disse a Iodice, «secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta? Sai cosa decide? Zero». La cosa grave è che non dice bugie. L'ha detto lui che è come Gesù: «Io scaccio i mercanti dal tempio». Non lo tiene a freno nessuno, compreso il suo carissimo amico Carlo Tavecchio, che guarda caso è pure il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Lotito, Galliani, Tavecchio & C., per la decima azienda del Paese. Certo, non è proprio una bella squadra di giovani rampanti e di idee nuove quella che governa il mondo del pallone. Ma se Galliani non riesce a farlo fuori nemmeno chi dovrà mettere un mucchio di soldi per comprarsi il Milan, forse dovremo cominciare tutti a rassegnarci al futuro. Non gli interessiamo. E dev'essere così che il calcio ha scelto Lotito, che è andato subito alle partite della Nazionale come se fosse il presidente, il consigliere, il direttore, qualsiasi cosa che comanda, con la sua bella tuta «Italia» da fotografare.
Amico di Galliani e Preziosi
Al nostro calcio interessa il passato, la vecchia guardia uscita chissà come indenne da Calciopoli, tutto quel repertorio di inossidabili signori delle tv e dei marchesi del Grillo: «io so' io e voi non siete un c...». Oggi, se c'è da spostare un derby contro qualsiasi regola della buona creanza, che prevede per le ultime giornate del campionato solo partite in contemporanea, lui in pratica scrive a se stesso, e poi lo sposta. E se la sua Salernitana, l'altra squadra di cui è proprietario dopo la Lazio, sembra coinvolta nello scandalo del calcio, il dottor Lotito risponde che lui va avanti lo stesso «come un treno, sulla strada del lavoro e dei risultati. È evidente che sto cogliendo nel segno. Pizzini e Salernitana, tutte queste bugie non mi interessano». Siccome lui è come Gesù, gli dovremmo credere. Ma Gesù non era così prepotente. S'è preso la Lazio, e l'ha messa in salvo, miracolato dallo spalmadebiti però, anche se lui non lo ricorda mai. Mirava in alto, e chi c'è più in alto di Galliani. Dentro a quel giro, che prevede pure la frequentazione di Preziosi, patron del Genoa, un altro che s'è fatto la sua bella carriera sull'ottovolante, tra fallimenti e successi, c'era pure Giraudo, che sor Lotito marchiava così: «Io amico suo? Calma, è Giraudo che fa l'amico mio. Lui è transeunte, io invece so' stabile. Io pago, lui è stipendiato». In compenso, adesso sovrintende addirittura ai pranzi a Taormina fra Galliani e Victor Pablo Dana (il socio in affari di Bee Taechaubol), come se dovesse dirigere pure la vendita del Milan o chissà che altro.
Primo elettore di Tavecchio
Nella famosa telefonata a Iodice spiega che i diritti televisivi sono stati venduti a 1,2 miliardi solo grazie alla sua bravura, perché «sono riuscito a mettere d'accordo Sky e Mediaset, e prima di me non c'era mai riuscito nessuno». Quando Tavecchio cade su Optì Pobà e le banane, è lui che s'infervora a difendere la sua creatura: «Tavecchio è uno che ha costruito due ospedali nel Togo, uno che ha adottato dei cosi...». Lo stile è sempre lo stesso, da marchese del Grillo, come è giusto che sia, perché in fondo è lì che s'è impantanato il calcio italiano, sotto le ali di uno che ritirava la squadra dal campo del Marsiglia perché perdeva, e di un altro che dopo aver comprato un difensore argentino, Lequì, gli diceva: «Ti ho portato a Roma che è stupenda e ora vuoi pure lo stipendio?». C'è qualcosa di provinciale e antico, perfino vetusto, insieme. Occhio alle ambizioni, però. Diceva che era il primo della classe, «e per questo stavo sul cavolo a tutti». Ma soprattutto ripeteva che «per risollevare l'Italia ci vorrebbe gente come me al governo. Io potrei fare benissimo il ministro dell'economia. Poi potrei andare all'Interno e ai Lavori Pubblici. Piaccio anche al Vaticano. Diano a me l'Alitalia e vedete come la risano». Per ora, modestino s'è preso il calcio.

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eandiamo

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Palo

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I di Sapegno ricordavo solamente il prof di Lettere , autore di una edizione della Divina Commedia ...

Questo qui ... come te sbagli ...

"Giornalista, scrittore, inviato speciale, romanista"

Definizione che si dà, lui stesso, su Twitter.

https://mobile.twitter.com/psapegno


radar

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Citazione di: Palo il 21 Mag 2015, 08:12
I di Sapegno ricordavo solamente il prof di Lettere , autore di una edizione della Divina Commedia ...

Questo qui ... come te sbagli ...

"Giornalista, scrittore, inviato speciale, romanista"

Definizione che si dà, lui stesso, su Twitter.

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E perchè, citando il grande Dusk, ha messo prima i suoi tre hobby e poi la sua professione?

TheVoice

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Si è dimenticato di aggiungere M.erda

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bak

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Citazione di: Dusk il 20 Mag 2015, 18:32
Oggi è diventato "Scandalo nel calcio: ANCHE LA SALERNITANA DI LOTITO". Ma va, ma che coincidenza. Ieri erano

E' da ieri mattina da tg delle 06:30 e dal gr uno delle 7 che sto mantra viene ripetuto ogni 3 x 2.
Tra le righe dicono che non è indagato.

Precisione

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In ogni modo oggi Gazzetta dello Sport e Repubblica, i più avvelenati e i più informati sulla materia, sembrano frenare o comunque puntualizzare la vicenda Salernitana.

Nel titolo in prima pagina della Gazzetta, si afferma "Il club di Lotito coinvolto ma non avrebbe taroccato"



Ed anche il sempre attento Foschini su Repubblica, seppure nel titolo del suo pezzo sottolinei...



poi però nell'articolo ci fa sapere che: "La squadra campana del presidente Claudio Lotito festeggiò la promozione in serie B davanti al pubblico di casa, con un Barletta già salvo e le cui tifoserie sono gemellate. I padroni di casa vinsero per 3-1 ma si teme che qualcuno sapesse. Il sospetto arriva da alcune intercettazioni telefoniche e riguarderebbero però la squadra pugliese e non quella campana che probabilmente non sapeva della combine".

Insomma, i "Pasdaran" dell'informazione sul Calcioscommesse questa mattina stanno mettendo parecchi puntini sulle "i".


bak

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Grazie, ieri abbiamo perso.
Aspetta che si avvicini la partita coi paesanotti teramani...

PabloHoney

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articolo nauseante... l'estensore, di piu'

JoeStrummer

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Vi voglio riportare l'editoriale sul Corriere della Sera di un noto XXX antilaziale per definizione:

Alla Juventus anche la Coppa Italia
La grande bellezza di una crescita che non finisce qui
Una partita potenzialmente spettacolare per la Lazio, ma senza anima. Temeva l'avversario. La Juve incerta sul tipo di finale: voleva vincere ma non fino in fondo
di Mario Sconcerti

La Juve batte la Lazio un attimo dopo aver moralmente perso sul doppio palo di Djordjevic. Si avvia così verso il grande slam tenendosi la concentrazione delle occasioni storiche e insistendo sulla bellezza della propria crescita. È nato, si è costituito sul campo, qualcosa di imprevisto e imprecisabile. La Juve è roccia pura che va oltre i suoi stessi limiti. Sfido a trovare ancora qualcuno che contro il Barcellona le scommetta contro per amore del gioco. La Lazio ieri ha sbagliato, ha sacrificato molto alla forza della Juve dedicandole un cambio di modulo, una difesa a tre sconosciuta per tutta la stagione. Questo è stato il primo limite. Toccava alla Lazio fare la partita, dare di più. La Juve era in fase di transito verso la Champions, ha già vinto il campionato. Poteva anche gestire al minimo la Coppa Italia.
La Lazio ha fatto invece una partita tattica, potenzialmente spettacolare, ma senza una grande anima. Ha cercato più la noncuranza della Juve che la propria forza. Non una grande partita. La Juve è sempre sembrata incerta su che tipo di finale dovesse considerare, voleva vincere ma non ne aveva fino in fondo lo spirito. La Lazio temeva l'avversario. La sua partita ideale si è spenta sul pareggio di Chiellini. È tornata così a essere una gara d'inseguimento, con un avversario più forte estremamente faticoso da normalizzare.
Queste finali di Coppa Italia hanno comunque acquistato tono. La Coppa è consegnata dal presidente della Repubblica, tutto il grande calcio, forse anche quello corrotto, è presente alla finale. È una vera festa a se stessi. Resta da capire perché si giochi in casa di Roma e Lazio, spesso a loro volta finaliste. Si sbaglia l'Olimpico con lo stadio della Nazionale, tipo Wembley, ma non lo è, è uno stadio fortemente di parte. È diventata comunque questa finale un piccolo evento. Il nome stesso delle squadre ormai lo qualifica da anni. Non il gioco. Anche stavolta quello è rimasto soffocato. Hanno vinto i minuti finali, quelli dell'entusiasmo obbligato, della trascendenza naturale, di Matri che rivaluta in un attimo una stagione da ex. È rimasta alla fine una partita a metà che ha dato una Coppa intera alla squadra più completa, più fortunata e però ancora aggrappata alla voglia di vincere.

MadBob79

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Citazione di: Palo il 21 Mag 2015, 08:12

Questo qui ... come te sbagli ...

"Giornalista, scrittore, inviato speciale, romanista"

Questo fa il paio con l'altra merda del corriere che ha pubblicato la telefonata con Lotito l'altro ieri. Un'autentica invasione di merda, l'esplosione contemporanea di tutti i collettori d'Italia.

Bellissimo poi il passaggio sullo spalmadebiti: invece pallottola che ha fatto il grande magnager coi soldi dei correntisti unicredit, lui si che è il nuovo che avanza, il faro da seguire.

Ripeto: quando moriranno malissimo tutti, ma proprio tutti, sarà troppo tardi.

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FeverDog

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Citazione di: JoeStrummer il 21 Mag 2015, 11:28
Vi voglio riportare l'editoriale sul Corriere della Sera di un noto XXX antilaziale per definizione:

Alla Juventus anche la Coppa Italia
La grande bellezza di una crescita che non finisce qui
Una partita potenzialmente spettacolare per la Lazio, ma senza anima. Temeva l'avversario. La Juve incerta sul tipo di finale: voleva vincere ma non fino in fondo
di Mario Sconcerti

La Juve batte la Lazio un attimo dopo aver moralmente perso sul doppio palo di Djordjevic. Si avvia così verso il grande slam tenendosi la concentrazione delle occasioni storiche e insistendo sulla bellezza della propria crescita. È nato, si è costituito sul campo, qualcosa di imprevisto e imprecisabile. La Juve è roccia pura che va oltre i suoi stessi limiti. Sfido a trovare ancora qualcuno che contro il Barcellona le scommetta contro per amore del gioco. La Lazio ieri ha sbagliato, ha sacrificato molto alla forza della Juve dedicandole un cambio di modulo, una difesa a tre sconosciuta per tutta la stagione. Questo è stato il primo limite. Toccava alla Lazio fare la partita, dare di più. La Juve era in fase di transito verso la Champions, ha già vinto il campionato. Poteva anche gestire al minimo la Coppa Italia.
La Lazio ha fatto invece una partita tattica, potenzialmente spettacolare, ma senza una grande anima. Ha cercato più la noncuranza della Juve che la propria forza. Non una grande partita. La Juve è sempre sembrata incerta su che tipo di finale dovesse considerare, voleva vincere ma non ne aveva fino in fondo lo spirito. La Lazio temeva l'avversario. La sua partita ideale si è spenta sul pareggio di Chiellini. È tornata così a essere una gara d'inseguimento, con un avversario più forte estremamente faticoso da normalizzare.
Queste finali di Coppa Italia hanno comunque acquistato tono. La Coppa è consegnata dal presidente della Repubblica, tutto il grande calcio, forse anche quello corrotto, è presente alla finale. È una vera festa a se stessi. Resta da capire perché si giochi in casa di Roma e Lazio, spesso a loro volta finaliste. Si sbaglia l'Olimpico con lo stadio della Nazionale, tipo Wembley, ma non lo è, è uno stadio fortemente di parte. È diventata comunque questa finale un piccolo evento. Il nome stesso delle squadre ormai lo qualifica da anni. Non il gioco. Anche stavolta quello è rimasto soffocato. Hanno vinto i minuti finali, quelli dell'entusiasmo obbligato, della trascendenza naturale, di Matri che rivaluta in un attimo una stagione da ex. È rimasta alla fine una partita a metà che ha dato una Coppa intera alla squadra più completa, più fortunata e però ancora aggrappata alla voglia di vincere.



Avrei scritto lo stesso articolo.... al contrario però

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