Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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pantarei

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 15 Giu 2015, 22:23
Mi sa che hai completamente frainteso, se fosse come hai interpretato tu non avrebbe senso.
Io intendo dire: intanto iniziano il "resto" che invece è l'unica cosa che conta per questi banditi.
Poi con molta calma, moltissima, inizieranno a fare le prime opere pubbliche e contestualmente inizieranno lo stadio, con le prime fondazioni. Tutte le energie e gli investimenti nella parte commerciale, invece. A un certo punto, grattaceli shop ristoranti ecc. saranno pronti e inaugurati, dei lavori pubblici avranno fatto il 30% e basta, magari solo vicino a TdV e lo stadio sarà un mezzo scheletro in cui lavorano tre operai per volta che passeranno il tempo a farsi i selfie. Nello scheletro dello stadio, con ponteggi provvisori, mandrie di organismi monocellulari con la majetta der cappatano magnata dalle tarme sfileranno a pagamento per ammirare quel che un dì vedranno... Se c'arrivano vivi...
avevo capito.
pero' se e' condizione essenziale ultimare le opere e poi iniziare il resto , quello che dici non si puo' fare.
ripeto :
e' condizione essenziale  e verbalizzata ?
so' cosi' scemi ad aver accettato la realizzazione delle opere pubbliche a loro spese prima di ogni cosa ?

robylele

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Citazione di: pantarei il 15 Giu 2015, 22:48
?
so' cosi' scemi ad aver accettato la realizzazione delle opere pubbliche a loro spese prima di ogni cosa ?

certo che no. Comincia a mette da parte qualcosa pantarè....   :)


m.m.

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Anche la bandierina su google maps avrà il suo peso, allorché si verificheranno due passaggi chiave:

- disciplinare la convenzione di urbanizzazione dell'area, dichiarando la preminenza (o meno) delle opere pubbliche sulle private;
- nella fase di realizzazione, quando gli inesorabili intoppi nella realizzazione delle opere pubbliche si materializzeranno e si alzerà la canizza per completare "almeno" le private, lasciando le pubbliche a marcire, come spesso in questa città accade.

Questa dovrebbe essere la linea del Piave per la cosa pubblica, almeno stando alle dichiarazioni di Caudo.

E questo è il fronte che gli americani si preparano a violare, prima che sia fissato nero su bianco.

Nelle intenzioni dei proponenti, più l'amministrazione è debole, più la pressione dell'opinione pubblica sarà efficace.

Ecco perché il messaggio che DEVE ora passare, attraverso il battage mediatico, è che lo stadio è, di per sé, un'opera pubblica, in quanto destinata a soddisfare le esigenze circensi della popolazione incazzata, e, se lo è lo stadio, lo è anche l'enorme impianto urbanistico che fa leva su di esso.

Che 'ste opere pubbliche, in fondo, so' na rottura de cogli.oni, una zavorra tutta itagliana per non fare mai nulla, anche quando piovono dollaroni.

In realtà, dopo aver generato il mostro, ora forse qualcuno, abbandonato l'entusiasmo, comincia a mangiare la foglia.

Questa mattina la Roma ha presentato ufficialmente il processo definitivo del nuovo stadio. «Il nostro compito come amministrazione - dichiara l'assessore alla Rigenerazione e Trasformazione urbana Giovanni Caudo - è di natura tecnica. Verrà riattivato il gruppo di lavoro inter assessorile, già istituito per l'esame del progetto di fattibilità, per verificare la coerenza fra il progetto presentato e le prescrizioni contenute nella delibera numero 132 approvata dalla Assemblea capitolina il 22 dicembre 2014 e che, attraverso quelle prescrizioni, ha dichiarato il pubblico interesse».

«Compito del gruppo di lavoro sarà anche quello di valutare se la documentazione presentata sia sufficiente per poter essere trasmessa alla Regione - aggiunge - Si ricorda, infatti, che a termini di legge, il procedimento si riavvia con l'apertura della conferenza dei servizi decisoria che sarà indetta dalla Regione. Il gruppo di lavoro lavorerà con rigore e nei tempi più stringati possibile, per mettere la Regione nelle migliori condizioni di lavoro e di tempi».

(adnkronos)


A differenza di quanto dichiarato da Marino e Caudo, tuttavia, sul punto la delibera 132 si tiene sul vago e parla di "contestualità" delle opere pubbliche alle private; in particolare, sub V a pag. 10: "la contestualità della realizzazione delle opere pubbliche rispetto agli interventi riguardanti l'impianto sportivo, per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica"; ancora, a pag. 10, si legge che "l'attuazione dell'intervento sarà espressamente disciplinata da una specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale; lo Schema di Convenzione dovrà essere approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione del medesimo, unitamente ai relativi allegati, da parte di Roma Capitale; la convenzione dovrà essere stipulata prima dell'inizio dei lavori".

E' la stessa deliberazione a rinviare tutte "le obbligazioni inerenti l' esecuzione delle opere pubbliche" alla stipulazione di una "specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale, che disciplinerà anche la graduazione del rilascio dei permessi a costruire negli altri interventi privati previsti, il cui schema di convenzione sarà approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione dei medesimi, con i relativi allegati, da parte di Roma Capitale; la convenzione deve essere stipulata prima dell'inizio dei lavori".

Non va dimenticato che l'osservazione avanzata dal IX Municipio - secondo cui sarebbe stato necessario "indicare all'interno delle convenzioni e nei programmi di realizzazione delle opere, una scala prioritaria di interventi che individui nelle opere di trasporto pubblico, in particolare quelle" su ferro" e a quelle legate all'intermodalità a priorità assoluta rispetto qualsiasi opera in progetto, da mettersi in campo prima della realizzazione delle infrastrutture viarie" - non è stata accolta dall'eccelso consesso, ma che, genericamente, nella deliberazione definitiva si prevede che "Il proponente dovrà assicurare la contestualità, nei limiti di cui sopra, della realizzazione delle opere pubbliche riguardanti l'impianto sportivo, per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica".

Da ciò si inferisce ora quale sia la partita di vitale importanza: declassare nella convenzione le opere pubbliche ad ancelle deo stadiodaariomma, evitare la fissazione di qualsiasi cronoprogramma e realizzare una nuova centralità (e, forse, uno stadio) utilizzando il lupetto e facendo leva sulle aspettative di gloria post-imperiale di un magnifico bobolo di gonzi semianalfabeti e dei loro prezzolati pifferai.

pantarei

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tradotto...la buttano in caciara come gia' erano d'accordo.
quindi contemporaneamente faranno i grattacieli, lo stadio e faranno finta di fare le opere pubbliche le quali resteranno incompiute.
sono abilissimi.

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RubinCarter

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Citazione di: Monsieur Opale il 15 Giu 2015, 22:26
ma pure ad atlantide
You win !

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charlie

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AndreaeAlessio

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Citazione di: AndreaeAlessio il 15 Giu 2015, 13:57
sentita ora da mario1:
per ovviare alla puzza del depuratore verranno installate delle "MITIGAZIONI OLFATTIVE"

... MA CHE CA220 SONO LE MITIGAZIONI OLFATTIVE?
:) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)
Scusate se insisto.
All'Eur capita che, a seconda di come gira il vento, arrivino gli effluvi del depuratore.
Vogliono costruire un quartiere da 30-50 abitanti/lavoratori.
... MA CHE CA220 SONO LE MITIGAZIONI OLFATTIVE?
:) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)


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happyeagle

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Citazione di: AndreaeAlessio il 16 Giu 2015, 07:30
Scusate se insisto.
All'Eur capita che, a seconda di come gira il vento, arrivino gli effluvi del depuratore.
Vogliono costruire un quartiere da 30-50 abitanti/lavoratori.
... MA CHE CA220 SONO LE MITIGAZIONI OLFATTIVE?
:) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)


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Filari e filari di Arbre magic senza soluzione di continuità, l'effetto sarà quello del letame mentolato nelle immediate vicinanze degli Arbre Magic come ti allontani un po' non potrà che essere la solita puzza.

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Cialtron_Heston

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Stamattina ho fatto zapping radiofonico, conferenza di pallocca ovunque, una banalissima conferenza.
Momento comico perché er pallocca parlava in inglese ma i commenti erano in Gonzese tipico riomico.
Ma loro, non capendo niente, me li sono immaginati muti, in ginocchio, senza respirare, ad ascoltare lo straniero che parla una lingua incomprensibile che vòle costruì ossadio.

Con accento burinissimo un conduttore commenta:

Ma nun shtà a parlà troppo, come lo traduchèno?
- si ma shta a parlà ppiano pe ffà capì Mangiante che poi lo traduce
Mangiante parla solo daaaaa juuvee...quant'è bbella a juve, quant'è bello ossadio daa juve...ieri parlava doo ssadio daa juve..


A wana gana  that's american boys ( in sottofondo Pallocca che diceva niente, tutte banalità)

NEMICOn.1

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Avrà ripetuto almeno una decina di volte che tutto gira intorno alla stadio , gap con la Juve , introiti superiori a tutte le altre squadre di serie A , sponsor ect ect
Ma che cazzo ci sarà mai dentro sto stadio ????

surg

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Al di là del problema delle opere pubbliche, del tanfo (peraltro a loro consustanziale), del rischio inondazione, io vorrei sapere che cosa intendano fare con i due grattaceli

reds1984

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A me pare che la cosa sia seria.
Mi rinfranca quello che dite.
Ma non sarebbe ottimo se ci mettessimo in scia e facessimo un bel quartiere sulla Tiberina?


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Stadio, progetto incompleto Tor di Valle slitta a fine 2018 (Il Messaggero)

Ieri la consegna del piano: mancano rilievi decisivi. Parola alla Regione.

Ieri mattina in Campidoglio è salito Mark Pannes, il responsabile del nuovo stadio a Tor di Valle, per un vertice con Marino a poche ore dalla scadenza dell'«ultimatum» fissato dal sindaco per la presentazione del progetto definitivo. Al primo cittadino è stato consegnato un dossier di 800 pagine. Ma mancano i sondaggi idrogeologici nei terreni da espropriare (circa il 40% del totale). E senza quelli, è difficile che il progetto approdi in Regione. L'apertura dello stadio slitta al 2018, presumibilmente non prima di settembre. Il presidente della Roma Pallotta, durante la presentazione all'Eur, ha spiegato: «È un progetto complesso. Se non viene fatto bene porterebbe grossi problemi». Fuori intanto protestavano i comitati di Tor di Valle: «Non devastate quest'area».


TOR DI VALLE
E pensare che a dicembre il sindaco Marino ipotizzava addirittura la prima partita «a gennaio 2017», massimo «novembre». E invece, sei mesi dopo, l'apertura dello stadio slitta al 2018, presumibilmente non prima di settembre-ottobre, nel caso in cui l'iter proceda davvero molto spedito. Quindi, in ogni caso, dopo la fine naturale della consiliatura. «È un progetto complesso e costoso, da 1 miliardo - ha spiegato ieri Pallotta - se non viene fatto bene porterebbe grossi problemi». Soprattutto per il mega-centro di negozi, uffici e ristoranti che sorgerebbe accanto all'impianto sportivo, una colata di cemento da quasi un milione di metri cubi che rappresenta l'86% del nuovo insediamento.
Ieri mattina in Campidoglio è salito Mark Pannes, il responsabile del nuovo stadio a Tor di Valle, insieme al costruttore Luca Parnasi. Un vertice con Marino organizzato a poche ore dalla scadenza dell'«ultimatum» fissato dal sindaco per la presentazione del progetto definitivo. Al primo cittadino è stato consegnato un dossier di 800 pagine. Ma incompleto: mancano ancora i sondaggi idrogeologici nei terreni da espropriare (circa il 40% del totale). E senza quelli, è difficile che il progetto approdi in Regione.

I RITARDI
La time-line è questa: l'assessorato all'Urbanistica si prenderà un mese per controllare che nelle carte ci siano tutte le prescrizioni previste dalla delibera dello scorso dicembre. «Faremo le necessarie verifiche - ha detto ieri Marino - prima di consegnare tutto alla Regione». Ad agosto quindi dovrebbero scattare i 6 mesi di tempo per la conferenza dei servizi decisiva. In caso di parere positivo della Pisana - che però durante la conferenza comunale aveva già definito le cubature «superiori al consentito di tre volte» - la palla tornerebbe al Campidoglio per la convenzione urbanistica (e siamo a febbraio 2016). A quel punto dovranno essere indette, per legge, delle gare europee per tutte le opere pubbliche (dal prolungamento della metro B al ponte sul Tevere, allo svincolo della Roma-Fiumicino, al potenziamento di Via del Mare e Ostiense) e i tempi delle procedure Ue prevedono altri 8-10 mesi tra pubblicazione del bando e assegnazione. E siamo all'autunno 2016. Il presidente della Roma Pallotta ieri ha detto che i lavori finiranno solo dopo «22-24 mesi dall'apertura dei cantieri», quindi, essendo ottimisti e non considerando possibili stop dai ricorsi, non prima di settembre 2018. Anche se la Roma ieri, in un comunicato, diceva di prevedere la realizzazione dello stadio in tempo per la seconda parte «della stagione 2017-2018», l'impianto, da delibera comunale, non potrà essere utilizzato fino al completamento di tutte le infrastrutture. Si rischiano altri ritardi, dopo quello della consegna dei progetti, avvenuta ieri ma prevista inizialmente a gennaio e poi ad aprile.

LA CONTESTAZIONE
Ieri all'Eur Pallotta (assente all'incontro con Marino) ha riscoperto il plastico a favore di telecamere e giornalisti. Totti non c'era, ma ha fatto sapere che lo stadio «sarà il nostro Colosseo moderno». Accanto però ci saranno tre grattacieli «alti più di 200 metri», come ha ricordato durante la conferenza, quasi tutta in inglese, l'architetto americano Libeskind. Un «Ecomostro» bocciato dalle organizzazioni ambientaliste e dall'Istituto nazionale di Urbanistica. Durante la presentazione di ieri hanno protestato i cittadini del Comitato "Difendiamo Tor di Valle dal Cemento", distribuendo volantini contro «la devastazione ambientale dell'area» per «smascherare un'operazione che non ha non ha niente a che vedere con lo sport, ma molto con gli interessi economici dei soggetti della cordata».

Lorenzo De Cicco

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"Ecomostro" a rischio stop Un piano con troppe falle (Il Messaggero)

Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».

La strada per la realizzazione dell'«Ecomostro», come lo ha ribattezzato Legambiente, è ancora lunga e piena di ostacoli. Dalle cubature destinate a negozi, uffici e alberghi (l'86% del totale), già bocciate dalla Regione e definite dall'Istituto nazionale di Urbanistica «una gigantesca speculazione edilizia in cui lo stadio è solo un pretesto», al rischio ricorsi da parte dei proprietari dei terreni da espropriare (quasi la metà) fino all'inchiesta aperta dalla Procura di Roma alla quale potrebbe presto affiancarsi quella della Corte dei Conti, a cui promettono di rivolgersi i consiglieri del Movimento 5 stelle per «danno erariale». Un altro stop potrebbe arrivare dal Tribunale fallimentare, dove è ancora in corso il processo a carico della Sais, la società che ha venduto una parte dei terreni a Parnasi e che, se dichiarata fallita per bancarotta, potrebbe vedersi annullata quella compravendita. E per il progetto di Parnasi e Pallotta sarebbe game over

1) Cubature record per negozi e uffici
Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».
Dell'intero nuovo insediamento previsto dal progetto (354.000 mq di superficie utile lorda pari a 1.133.000 mc) appena il 14% corrisponde allo stadio (49.000 mq) mentre l'86% (305.000 mq) sarebbe destinato al cosiddetto "Business park": negozi, uffici privati, ristoranti e alberghi. Il vero cuore dell'operazione immobiliare che potrebbe fruttare ai privati, secondo alcune stime, fino a 800 milioni di profitti.

2) Il 40% dei terreni da espropriare
Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».
Il 40% dei terreni su cui Pallotta e Parnasi vorrebbero costruire lo stadio e il mega-centro di negozi e uffici appartiene ad altri privati ed è da espropriare. A dicembre, mentre l'Assemblea capitolina discuteva la delibera sul pubblico interesse del progetto, uno dei proprietari ha inviato una diffida a tutti i consiglieri comunali, minacciando azioni legali in caso di esproprio. I ricorsi potrebbero rallentare ulteriormente l'iter del progetto. Se non fermarlo del tutto.

3) Acquisto dell'area ancora in bilico
Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».
Parnasi è proprietario del 50,4% dei terreni interessati dal progetto dello stadio. Ma l'operazione di acquisto potrebbe essere revocata dal Tribunale fallimentare, nel caso in cui la società che ha ceduto i terreni, la Sais, venisse dichiarata fallita. Una circostanza che, in base all'articolo 67 della legge fallimentare, potrebbe portare come estrema conseguenza anche all'annullamento della vendita (per 42 milioni) a Parnasi.

4) Traffico in tilt nel quadrante Sud
Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».
I 15mila uffici privati che verrebbero realizzati accanto allo stadio, muoverebbero oltre 25mila impiegati ogni giorno in un quadrante già in sofferenza. Senza contare i tifosi durante le partite. Tra le opere pubbliche previste ci sono il potenziamento dell'Ostiense-Via del Mare e la metro B fino a Tor di Valle. Ma i disagi più forti si sentirebbero durante i 2 anni di cantieri, quando le infrastrutture non sarebbero ancora pronte ma sarebbero rallentate dai lavori.

5) La Roma è in affitto Proprietà ai privati
Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».
La Roma non sarà proprietaria del nuovo stadio ma pagherà 2 milioni di euro all'anno di affitto. L'impianto sarà di proprietà di una società di James Pallotta, la società statunitense As Roma spv Llc che, attraverso la holding Neep Roma, possiede la squadra. La delibera sul pubblico interesse votata dall'Assemblea capitolina obbliga la holding ad affittare lo stadio alla As Roma per i prossimi 30 anni.

6) Tevere, pericolo idrogeologico
Protesta dei residenti alla presentazione del plastico all'Eur: «Un favore ai privati».
L'Autorità di bacino del Tevere ha attribuito ad alcuni terreni interessati dal progetto il rischio idrogeologico R4, il massimo esistente. Gli altri terreni sono a rischio R3, il penultimo livello. L'Istituto nazionale di Urbanistica non ha ritenuto sufficienti gli interventi di bonificazione proposti dai privati nel progetto: «Ingiustificata e inammissibile è la proposta di un nuovo, massiccio, quartiere di uffici nella valle del Tevere».

charlie

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Citazione di: surg il 16 Giu 2015, 08:56
Al di là del problema delle opere pubbliche, del tanfo (peraltro a loro consustanziale), del rischio inondazione, io vorrei sapere che cosa intendano fare con i due grattaceli

Uno dovrebbe essere l'ufficio di Garcia.
Pare un grattacelo ma in realtà è un grande ufficio al piano terra, con soffitto a 200 metri.

Cialtron_Heston

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Forrest Gump Marino non vuole mettersi contro le scimmie urlanti riomiste e asseconda questa banda di criminali.
Quale sindaco ostacolerebbe la costruzione del parco giochi per disadattati che poi non ti votano?
Lo sanno benissimo gli americani, ecco perché sono partiti in quarta.
La partita è tra la parte sana della città, non necessariamente solo laziale, e il popolo dei marioni.

italicbold

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Citazione di: charlie il 16 Giu 2015, 09:27
Uno dovrebbe essere l'ufficio di Garcia.
Pare un grattacelo ma in realtà è un grande ufficio al piano terra, con soffitto a 200 metri.

Per farci entrare le corna.
Senno' dovrebbe stare piegato.

Sledgehammer

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Citazione di: Valon92 il 15 Giu 2015, 19:33
Ma in quelle tre torri cosa vogliono metterci?
Case? Uffici?
a ghieci immobigliare le affitterebbe ar comune a 5000 euro a metro quadro

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spook

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Se ci mettono lo stesso tempo della Metro C faccio in tempo a vedere il Cesena vincere la CL.

charlie

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Citazione di: italicbold il 16 Giu 2015, 09:43
Per farci entrare le corna.
Senno' dovrebbe stare piegato.

C'è da indagare sugli altri due o tre

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