Ciao a tutti, mi sono presentato nel thread dedicato alla rioma. Ho letto con molto gusto le pagine di questo topic, ma mi sono accorto dell'assenza di una partita che, a conti fatti e a posteriori, rappresentò un enqulada non da poco, una sorta di Lecce in scala minore, e che però non fu un'enqulada completa solo per "merito" dell'arbitro.
Sto parlando di Venezia-Roma 2-2, del 7 aprile del 2002. Il Venezia era matematicamente retrocesso la domenica prima, quindi giocava solo per la gloria. Era facile prevedere una vittoria a colpo sicuro dei giallozozzi, e questa fu anche la previsione di Giulio Delfino (proprio lui!) all'esordio della sua radiocronaca, che peraltro è l'unica testimonianza di quella partita che ho trovato sul web. E invece... Invece dopo un primo tempo incolore, nella ripresa il Venezia si porta addirittura in vantaggio, con Pippo Maniero. Ci si aspetterebbe la rimonta rabbiosa di una squadra in lotta (in teoria) per lo scudetto, ma al 35' c'è addirittura il raddoppio di De Franceschi, causato (me lo ricordo benissimo, ho le immagini stampate nella mente) da uno svarione difensivo di quel citofono che avevano in porta all'epoca, Antonioli. Poi a rimediare ci pensò Collina, dando due rigori in due minuti, ma la rimonta non si completò, e la partita finì in pari, quindi enqulada dimezzata. A conti fatti, però, quei due punti in più messi in preventivo da quella che per tutti era una festosa gita in Laguna avrebbero dato alla rioma il secondo scudetto consecutivo (una prospettiva da brividi), che invece andò alla Juve.
Quindi vanno benissimo Neal, Barbas, Pasculli, Vavra, Pazzini, Osvaldo (eh, oh, lo cito per motivi di tifo...), ma insomma, un posticino per Pippo Maniero e Ivone De Franceschi nel pantheon dei sodomizzatori io lo ritaglierei.