La questione è molto semplice, per arrivare a qualsiasi risultato la Lazio deve ragionare e giocare da "squadra" , se ricadiamo negli individualismi tutto il lavoro fatto da Pioli viene azzerato, la sua filosofia non è solo teorica ma poggia su basi concrete e l'ha fatto vedere nello scorso campionato, nel rispetto dei ruoli in primo luogo ma sempre tenendo a mente il bene comune, il primo gesto forte era stato fatto lo scorso ritiro quando riunì tutti la squadra sul campo per cantare l'inno, chi paga prima di tutti ed in prima persona se le cose non vanno bene è sempre l'allenatore, e per fare bene non conta solo indovinare la tattica o le formazioni, serve avere un gruppo che crede in quello che fa e si mette completamente a disposizione, se a qualcuno vengono i mal di pancia per una esclusione o per una scelta non corrispondente ad aspettative create ad arte c'è un problema e risolverlo spetta proprio al mister ed alla società, perciò chiunque rimarrà in rosa è meglio che entri in sintonia con lo spirito che dovrà animare la Lazio, si gioca e si vince come gruppo, non come singoli, una somma di egoismi può farti vincere sporadicamente delle partite ma è un atteggiamento che alla lunga non paga.