La vittima ultrà ha un nome, si indaga a San Basilio (Corriere dela Sera - ed. romana)
La pista porta a San Basilio. Al mondo dello spaccio di droga e dei regolamenti di conti, spietati e sanguinosi. Una pista concreta per indagare su chi ha ucciso un pregiudicato per rapina di 36 anni, ultra' della Lazio, e lo ha poi fatto a pezzi. Ma il killer non pensava forse che una gamba della sua vittima, sezionata con una sega o una motosega, sarebbe affiorata nell'Aniene martedì.
Per la polizia è l'arto sinistro, con cinque tatuaggi in onore del tifo biancoceleste, di Gabriele D.P., scomparso da qualche giorno. Manca solo la conferma definitiva dell'esame del dna, estrapolato dai medici del Gemelli e da confrontare con quello ricavato da alcuni oggetti personali del trentaseienne - e prelevato ai parenti - che arriverà probabilmente lunedì.
L'ultra' rapinatore, con un daspo nel 2006, vicino alla tifoseria estrema laziale, ma non più - per la polizia - frequentatore assiduo dell'Olimpico, è stato arrestato nel 1997 per assalti in negozi mascherato come Arlecchino, e nel 2008 per una serie di colpi messi a segno in farmacia con un'ascia e - ironia della sorte - anche una motosega. In entrambi i casi gli investigatori della Questura lo rintracciarono a casa della compagna di allora, nella zona della Rustica. Ma adesso gli agenti della Squadra mobile, arrivati a una prima svolta sulla gamba mozzata, non escludono che il trentaseienne sia finito in un altro brutto giro, forse di droga, legato alla sua frequentazione di San Basilio, dove guarda caso scorre proprio l'Aniene.
Secondo la polizia, che rimane prudente anche sulla conferma dell'identità della vittima senza la risposta ufficiale del dna, lo stadio c'entrerebbe poco o nulla con la macabra fine del tifoso. Si punta alla malavita del quartiere dove lo spaccio di stupefacenti regna sovrano, sebbene per il momento non si escludano altre ipotesi.
È forte l'impressione tra gli investigatori che un modus operando così macabro e violento possa essere opera di malviventi stranieri. I regolamenti di conti tra italiani non sono meno violenti ma, di solito, più sbrigativi. La caccia a chi ha gettato pezzi di cadavere nel fiume è appena cominciata.
Rinaldo Frignani