Credo di essere critico proprio perché sono consapevole che la Lazio non è (più?) una società mediocre, ma una società che nel tempo si è costruita una sua identità fatta di strategie sulle quali si può discutere senza sentenziare. Si tratta più di una sollecitazione a focalizzare gli obiettivi, perché mi è venuta una certa acquolina in bocca proprio grazie a molte scelte indovinate dalla Lazio.
Purtroppo, parlando in generale, su ogni giudizio pesa il retaggio degli ultimi dieci anni di lacerazioni, accanimenti e stillicidi. Non si è più nella fase acuta ma la recidiva è dietro l'angolo, in agguato in attesa di un fisiologico passo falso. Il forum è solo un tassello del mosaico più grande ma viene ovviamente alimentato dal cosiddetto ambiente che ha contribuito notevolmente a spargere malumore e a ghettizzarci, A volte a ragione a volte a torto. Diventa sempre più difficile raccontare la Lazio in positivo. Paradossalmente sento parlare bene di Lazio più dalla comunicazione mainstream (quando ce se ricordano...) che da quella interna. Con l'esclusione del caso Mauri, ahinoi.
La Lazio è costruita sul cimitero indiano della polemica e se non ci inventiamo qualche spirito maligno non saremmo noi. Guelfi bianchi e Guelfi celesti. Riguardo a questo aspetto, Lotito ha più volte dimostrato che di chiamare esorcisti non ne ha proprio l'intenzione. Niente calle ma solide realtà. Niente compromessi diplomatici p mangime. Prendere o lasciare. E forse sbaglia, chissà.
Perché in tutto questo, credo, pesa anche l'involuzione del tifoso di calcio: il risultato sul campo sta diventando secondario rispetto al 'mood', e il mood lo definiscono i titoli dei giornali, le indiscrezioni eccitanti, le prospettive ammalianti. Queste cose qui. Ecco perché di là del Tevere campano meglio, seppur nell'eterna illusione. E' la comunicazione che latita? O il rin[...]mento diffuso?
Secondo i nuovi parametri, il tifoso del millennio in corso preferisce pareggiare in casa con il Bologna ma andare ad accogliere un giocatore famoso a Stazione Tiburtina o l'astro nascente a Lepanto. Se dopo una sconfitta il giornale annuncia un grande acquisto, la malinconia per la sconfitta si smorza. C'è poi chi si imbizzarrisce e va in calore pensando a monetizzare un campione che ha in casa, un po' come il sogno sempreverde di vincere alla lotteria. Per cui 50 milioni per De Vrij vengono accolti come una notizia sublime. Così come il liberarsi delle zavorre viene preso erroneamente come un rafforzamento della squadra.
La mancanza di queste sollecitazioni ammalianti in molti la chiamano mediocrità. Sollecitazioni (che non hanno a che fare con i risultati ma con i soldi) che devono seguire però il ritmo ininterrotto di social, radio, forum e delle discussioni da ufficio. Altrimenti non va bene. Leggevo alcuni commenti sulla prima giornata e in molti si lamentavano che Sky non degnasse la Lazio di alcuna considerazione. Al tifoso fa male anche quello perché è come se, di rimbalzo, fosse colpa di una società ferma. Per cui il mood cala e si ricomincia con la cantilena della mediocrità etc etc.
P.s. fuori del circuito laziale io difendo sempre Lotito con le unghie e con i denti. Con i laziali mi permetto di dissentire su alcune scelte.
Seppure interessante la deriva del topic non è consona allo spazio che la ospita.
Si chiude qui.
Lazio.net Staff.