A noi va bene, sia chiaro.

Aperto da Tarallo, 24 Ago 2015, 14:47

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arturo

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Citazione di: daltanius70 il 25 Ago 2015, 09:11



A noi va bene, sia chiaro.

Era un derby?

anche perchè, sennò Mimum che ci faceva?

e perchè rideva al gesto del pagliaccione giallorosico?

Adler Nest

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Citazione di: Tarallo il 24 Ago 2015, 17:29


A noi va bene, sia chiaro.
avevo letto Tarà(llo) da ragione a Cellino.....

a  noi va bene, sia chiaro.

ES

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http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/46-roma-crack-debiti-plusvalenze-e-iscrizioni-creative.html?start=1

Citazione09 Maggio 2007 
Roma: Crack, Debiti, Plusvalenze e Iscrizioni creative
La fidejussione falsa
Il Gazzoni furioso


Il bilancio chiuso al giugno 2003 è terrificante: perdite e debiti col Fisco segnano un rosso spaventoso che solo qualche plusvalenza fittizia riesce ad attenuare. Ci sono 47 milioni e 417 mila euro da ricapitalizzare. A metà luglio arrivano le liberatorie dei calciatori per gli stipendi non pagati e Capitalia accorda una fidejussione di 30 milioni. Altri 10 milioni vengono sottoscritti da alcuni forti azionisti. Rimangono 7 milioni 417 mila euro. Sensi promette un aumento di capitale ma la Covisoc (la Commissione di Vigilanza delle Società di Calcio), memore delle morosità del presidente, non accetta e pretende una garanzia, che la Roma però non trova. Si arriva così al 28 luglio, ultimo giorno utile per l'iscrizione al campionato: 26 squadre, dalla A alla C2, rischiano di non rientrare nei parametri richiesti dalla Covisoc. Al quarto piano di via Allegri, ufficio capitolino della Covisoc il consulente finanziario della Roma, Cristina Mazzoleni, accompagnata dal commercialista di Sensi, Silvio Rotunno e da un dirigente di Capitalia, sono seduti al tavolo delle iscrizioni. Dall'altra parte i segretari della Commissione di Vigilanza, Valeria Anselmi, Renato Spiridigliozzi e Gabriele Turchetti. E' quest'ultimo che comanda le operazioni, con alle spalle quindici anni di onorato servizio, in cui ne ha viste di tutti i colori. Il colore della Roma, e non solo di maglia, è il rosso: mancano ancora quei benedetti 7,5 milioni. Nella stessa situazione anche Napoli, Spal e Cosenza, con passivi che ondeggiano tra i 5 e il 15 milioni.

La discussione è animata e i nervi sono tesi perché alle cinque di pomeriggio si deve chiudere: la Roma rischia di far la fine della Fiorentina. Fallimento. C2, se va bene C1. I dirigenti giallorossi pensano alla Sanremo spa (società che tornerà a far parlare di sé per la fidejussione di Facchetti e le garanzie irregolari concesse all'Ancona di Pieroni) ma la risposta è la più ovvia: com'è possibile ottenere una fidejussione in sei ore? La Mazzoleni, disperata, chiama al telefono Sensi, il quale risponde di non avere un soldo disponibile subito. Nel salone di via Allegri scende un silenzio di ghiaccio che prefigura un'umiliante destino per il club capitolino, ma a ridare calore (e speranza) a tutti ci pensa Turchetti che, oltre i suoi doveri e le sue funzioni, propone una via d'uscita: Gianni De Vita, un giovane commercialista di Napoli, esperto in situazioni di questo tipo, geniale e intraprendente al punto da esser stato premiato per un libro sui bilanci delle società sportive. Interpellato col groppo in gola dal drappello dei romanisti, De Vita rimanda alla Rigone Assicurazioni di Ancona. Da qui, la comitiva viene rinviata alla Sbc, società "minima" di Civitanova Marche con mezzo milione di capitale sociale, inibita l'anno prima dal rilasciare garanzie. Ma che importa, bisogna fare in fretta.
A curare la pratica i broker Paolo Landi e Luca Rigone che a tempo di record portano in Federcalcio tutti i documenti. Le fidejussioni arrivano prestampate e presiglate, sotto il timbro "amministratore delegato" c'è una firma che pare dica "Cynthia Ruia". Un consulente romanista controfirma, la Covisoc dice ok, tutto a posto, e la Roma è iscritta. La quiete dopo la tempesta. Ma due giorni dopo la tempesta ritorna, ancora più furiosa: la fidejussione non è esattamente un capolavoro di precisione accademica, è falsa:

Tutto ruota intorno alla Sbc [...] che, secondo i documenti approdati in Federcalcio negli ultimi giorni di luglio, avrebbe dato garanzie a quattro squadre (Napoli, Spal, Roma, Cosenza) attraverso fideiussioni per trenta milioni di euro. La Sbc di Franco Jommi, amministratore unico, in realtà non ha firmato nulla, nessuna fideiussione. Innanzitutto non può. Dallo scorso febbraio la Banca d'Italia gli ha revocato il potere di "garanzia", limitando la sua attività di intermediazione sui cambi. E poi la firma su quelle fideiussioni estive è di una signora, Cynthia Ruia, che il 2 maggio 2003 era uscita dalla società. Ed è una firma senza autentica notarile, forse è falsa.

Inoltre sembra che il documento "farlocco" non sia stato nemmeno consegnato in tempo. E' il caos più completo: nessuno sa niente, tutti scaricano il barile, nessuno ha visto niente e, se c'erano, dormivano. Jommi, amministratore delegato della Sbc, nega di aver avallato quelle fidejussioni, Landi dichiara di aver fatto solo il messo in Federcalcio, consegnando le carte già pronte, Rigone invece scarica tutto su Landi, reo a suo dire di aver gestito tutta la pratica. Un groviglio che mette in moto i carabinieri, che organizzano gli interrogatori.
Comincia il valzer delle dichiarazioni: Sensi dice che la Sbc gliel'ha consigliata proprio la Covisoc, contro la quale punta il dito anche Franco Baldini: secondo il direttore sportivo giallorosso la Roma aveva stabilito di accollare 17,5 milioni di debito alla Roma 2000 srl, società controllante della AS Roma, di cui Sensi è amministratore unico. I revisori però avevano rifiutato, e a ragione: la Roma 2000 srl ha chiuso il bilancio 2003 con 601,07 milioni di esposizione debitoria e con 150 milioni da rimborsare a Capitalia. Niente male per far da garante a un altro debito.
Le prime bordate arrivano da Turchetti, il segretario zelante, torchiato per quasi cinque ore. Egli afferma di aver solo consigliato di rivolgersi a De Vita e non direttamente alla Sbc. Gli chiedono come ha fatto la Covisoc a far passare una fidejussione emessa da una società inidonea e lui risponde che le visure camerali e i rapporti del Cerved gli giungono con mesi di ritardo, quindi non avrebbe mai potuto conoscere la situazione della Sbc. D'altra parte, "in sette ore e con ventisei società fuori dallo stanzone non si poteva fare di più" (tutti i corsivi citati da qui in avanti provengono da edizioni di Repubblica dell'agosto 2003).

Mentre la Federcalcio (leggi Carraro) convoca una riunione straordinaria per discutere il da farsi, Turchetti rincara la dose, andando direttamente al punto: "[i dirigenti romanisti] sono dei venditori di macchine usate, e sono incapaci. Si sono presentati all'ultimo giorno, di tarda mattina, con un piano di garanzie studiato per 72 ore insieme a Capitalia. Non stava in piedi. C'erano trenta milioni di euro della banca di Geronzi, ma per i restanti 17,5 milioni hanno sbagliato tutto. Volevano accollarsi una parte di debito da 22 milioni che hanno con la Banca di Roma, ma secondo i loro calcoli sarebbe bastato versarne dieci e non tutti e diciassette. Calcoli sbagliati, fatti sulla situazione debitoria prima del 31 marzo. Le carte Covisoc, invece, parlano di fotografia finanziaria al 31 marzo. Lo feci notare e il funzionario Capitalia, l'avvocato Marcello Villa, si mostrò sconsolato: "Mi avete fatto lavorare tre giorni per niente" disse al commercialista Silvio Rotunno." Rotunno aveva provato a ribattere e a chiedere ausilio direttamente al professor Pescatore, presidente della Covisoc, il quale aveva scrollato le spalle: "Dottore, sono tifoso da 30 anni della Roma ma se voi mi presentate queste carte finite direttamente tra i dilettanti".

Turchetti dice di aver consigliato i romanisti di rivolgersi anche all'Ina-Assitalia, che è stata sponsor della squadra ma che anche loro avevano risposto picche, per questioni di tempo. Alla fine sbotta: "Io non ho estorto nulla, ho solo aiutato i consulenti della Roma, che neppure conoscevano il regolamento".
La storia si complica quando Sensi si proclama parte lesa della questione: era in buona fede, non è colpa sua se gli hanno portato dei documenti falsi. Certo, le carte mica le ha redatte lui, ma c'è da chiedersi come abbiano potuto credere, gli uomini di Sensi, ad una fidejussione precompilata e pronta in cinque ore. La spiegazione migliore la fornisce ancora Turchetti: la Roma (e il Napoli) dovevano essere iscritte per forza "altrimenti, è la battuta che gira in Figc, avremmo avuto i blindati per le strade".

Problemi di ordine pubblico, insomma, non come con la Fiorentina, di cui Turchetti è tifoso e che lui stesso ha escluso dalla serie A l'anno prima. Non se ne viene proprio fuori e la Federcalcio non trova di meglio che concedere una deroga: la Roma ha tempo fino al 30 agosto per presentare una vera fidejussione.
Nel frattempo l'Atalanta, retrocessa al termine della stagione appena conclusa, è furiosa. Il presidente Ruggeri si proclama amico di Sensi e della Roma ma non può fare a meno di constatare che "in passato società in identica posizione sono state cancellate dai rispettivi campionati perché la legge sportiva era stata applicata e fatta rispettare". I bergamaschi chiedono l'intervento dell'ufficio indagini della Federcalcio: falsa o no la garanzia è stata presentata comunque in ritardo. Ma è una pia illusione: com'è possibile che la Figc indaghi su se stessa? Che indaghi il Coni allora, suggerisce Ruggeri, ma Petrucci nicchia, preferendo incassare le minacce di ricorso al Tar del presidente atalantino.

Il 28 agosto, la Roma comunica di aver ottenuto una fidejussione di 7,5 milioni ex cathedra Capitalia, ma il 30 mattina della garanzia ancora non c'è traccia. L'Ajax, che ha appena venduto ai giallorossi il difensore romeno Chivu (15 milioni), minaccia di riprenderselo perché tutto è bloccato finché la Roma non è iscritta al campionato. Capitalia fa sapere che il documento sta per arrivare, ma il tempo stringe perché nel pomeriggio si gioca Reggina-Sampdoria, l'anticipo della prima giornata. Il giorno dopo la Roma è impegnata a Udine. Le ore passano veloci e gli uffici della Federcalcio fanno gli straordinari, restando aperti fino a sera quando, finalmente, la fidejussione arriva.
Il 2 settembre Chivu passa alla Roma ma in prestito, per 4 mesi. Gli olandesi non sono stupidi: Sensi versa all'Ajax un acconto di 3 milioni ma entro fine mese deve presentare una garanzia (un'altra) per i restanti 12 milioni. E a mettere tutti in riga interviene la Abn-Amro, banca di Amsterdam che ha il 9% di Capitalia.
Tutto sistemato anche se, a maggio 2004, si scopre che la fidejussione di Capitalia (quella del 30 agosto) non è stata pagata, al punto che una rata di 1,5 milioni è stata saldata da un versamento diretto dello sponsor Mazda. La Procura di Roma intanto ha aperto un'inchiesta e Luca Rigone, il broker di Ancona che ha seguito la pratica con Paolo Landi, accusa Spiridigliozzi e Turchetti di corruzione: quest'ultimo avrebbe intascato circa 50 milioni per chiudere un occhio sui conti delle 3 squadre. Tre, perché il Cosenza è stato fatto fallire. L'avvocato di Turchetti risponde che si tratta di menzogne ma il problema non si pone dato che il suo assistito muore, lasciando irrisolto l'enigma.
Il 29 ottobre 2004 vengono iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di falso il responsabile finanziario della Roma Cristina Mazzoleni, il commercialista Silvio Rotunno, gli assicuratori Luca Rigone e Paolo Landi, nonché il mediatore Giovanni De Vita. Quest'ultimo è irrintracciabile, non risponde al telefono e sembra sparito nel nulla. Sensi continua a dichiararsi parte lesa e, stando sul tecnico, ha pure ragione: ha pagato una commissione di 300.000 euro e ha ricevuto in cambio una fidejussione sulla carta del formaggio. Ma come abbiano fatto i suoi dirigenti, e i segretari Covisoc, a credere a quel fogliaccio rimane un mistero. Il 25 febbraio 2005 le squadre di calcio (Napoli, Cosenza e Spal comprese) vengono dichiarate parti lese e tutto passa in cavalleria. Tutto chiuso, tutto sistemato. Peccato che un anno prima il Cosenza è stato spedito tra i dilettanti e la Virtus Bologna, gloriosa società di basket, sia stata relegata in A2, rea anch'essa di essersi avvalsa dei servigi della famigerata Sbc. Per la Roma, invece, la serie A. In attesa della prossima puntata.

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Palo

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Citazione di: arturo il 25 Ago 2015, 13:11
Era un derby?

anche perchè, sennò Mimum che ci faceva?

e perchè rideva al gesto del pagliaccione giallorosico?
Primo perché politicamente non sono così distanti, secondo perché gli aveva appena scatarrato sul seggiolino.

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Aquila1971

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(Non riesco a mettere l'immagine)

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Citazione di: Aquila1971 il 25 Ago 2015, 16:05


A noi va bene, sia chiaro.

(Non riesco a mettere l'immagine)
http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,27365.0.html

con tutorial al settimo post offerto da ilPadrino

Aquila1971

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Citazione di: Aquila1971 il 25 Ago 2015, 16:05

A noi va bene, sia chiaro.

(Non riesco a mettere l'immagine)


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Citazione di: nestorburma il 25 Ago 2015, 18:13


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Citazione di: nestorburma il 25 Ago 2015, 18:13


A noi va bene, sia chiaro.
La procura avviso' la roma con due tre giorni d'anticipo? ???  >:(

nestorburma

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Citazione di: olympia il 25 Ago 2015, 23:29
La procura avviso' la roma con due tre giorni d'anticipo? ???  >:(

Poi vai a vede' le amicizie che Carminati aveva in procura e tante cose trovano senso...

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Adoro questi topic, sono perle rare. Ma non sarebbe meglio metterli in Friends?

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Citazione di: PILØ il 26 Ago 2015, 11:26
Adoro questi topic, sono perle rare. Ma non sarebbe meglio metterli in Friends?

No, questo è un topic da "Calcio", lo devono leggere gli ospiti più o meno graditi.

Io in realtà eviterei i post con le cose che a noi stanno effettivamente bene e lo limiterei a quelli con le cose squallide e vergognose che stanno bene a loro. Un topic bignami.

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Indaco

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Citazione di: RoundMound il 24 Ago 2015, 14:58
http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,21317.18520.html (terz'ultimo post di FatDanny)

"inquietante articolo odierno di Criscitello, ne posto solo la parte in topic:

La Roma, sulla carta, è la principale antagonista ma, nonostante un gran mercato, la Roma ha un gran problema: Garcia. Il francese non è adatto ad una squadra che vuole vincere in Italia. Il suo gioco ormai è diventato prevedibile e in Italia ci sono molti allenatori, tatticamente, più preparati di Garcia. Ha messo da parte la spocchia, questo già è qualcosa ma i suoi limiti sono oggettivi. Nell'11 titolare la Roma è alla pari della Juve se non addirittura più forte ma ha ancora diverse incognite, come tutte le squadre che cambiano molto in una sola estate. Il tridente offensivo è letteralmente nuovo ma Garcia sembra un pesce fuor d'acqua. Sarebbe un peccato per la Roma gettare al vento questa stagione. Walter Sabatini, nel frattempo, è ufficialmente la nuova piovra del calcio italiano. Comanda tutto e tutti. Ha la bacchetta e lo seguono come pecore al pascolo. Con Gerson ha cambiato agente e ha deciso lui a chi far fare l'operazione (tra trasferimento e commissioni si parla di tanti milioni di euro). Decide lui i procuratori che devono lavorare (sempre gli stessi). Stringe alleanze e condiziona anche altre società: dalla A alla Lega Pro. Arriva a piazzare persino gli addetti stampa. Chiama il Presidente amico e gli "consiglia" quell'addetto stampa che conosce da una vita. Poi si allea con le società che gli mettono i direttori sportivi amici e, di tanto in tanto, sforna consigli utili. Sia chiaro: tutto lecito, fin quando agli americani (che non vedono e non sentono) va bene, siamo tutti felici e contenti. Sabatini è l'uomo da 40 sigarette al giorno; forse più. Ha lavorato con Lotito e da Lotito ha preso la mania di usare 7 telefonini. E' un grande esperto di calciatori ma deve migliorare nella gestione dello spogliatoio. Non è un Direttore tuttofare ma è un Direttore vogliofaretutto. Nel frattempo i soldi aumentano, il potere anche per non parlare degli amici Direttori e Procuratori. Quando va in difficoltà chiama la società amica e gli piazza nel parcheggio il calciatore. A noi va bene, sia chiaro."
(te possino Tarà  :) )

Che poi uno dei ventriloqui di sabatini, 'sto fenomeno che scrive, ce l'ha in trasmissione da anni. Uno che tratta per conto della roma in tv, uno che anticipa le richieste di sabatini con qualche giorno di anticipo, uno che fa sapere se la proposta che è arrivata alla roma da qualche operatore di mercato è ritenuta soddisfacente o no, e, se insoddisfacente, si premura di far sapere quale potrebbe essere quella giusta. Si chiama alfredo pedullà. criscitiello invece di scrivere cose con i buoi ormai usciti dalla stalla avrebbe fatto meglio a chiedere ragione al suo sottoposto da dove deriva tutto il potere di sabatini. Magari l'altro glielo avrebbe spiegato bene. In calabrese, ma bene.

MisterFaro

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quando si parla di quanto sono coperti, collusi, protetti, mafiosamente imboscati, si faccia riferimento a questa prima pagina: un tifoso Laziale ammazzato, con una curva sud che inneggia all'omicidio - dopo anni di cori su Tabocchini (il gioielliere che uccise Re Cecconi) - , diventa "uno spettatore"...
"delazializzare" Vincenzo Paparelli serviva a "deromanistizzare" un omicidio, facendola diventare una casualità che, visti gli anni, sarebbe potuta capitare ovunque ed a chiunque
(Cit.)


Ancora recentemente...









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Cena tra 'vecchie guardia', un gruppo della tevere.



Ma loro è una tifoseria sana e goliardica e ovviamente gli sta bene, sia chiaro.

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